La Tenuta Presidenziale di Castelporziano

La Tenuta Presidenziale di Castelporziano

ROMA – La tenuta presidenziale di Castelporziano, ha aperto le porte ai visitatori. A 25 km dal centro di Roma, questa bellissima area tipicamente mediterranea si estende su oltre 6mila ettari.

Noi abbiamo scelto per voi, il Percorso Archeologico, disponibile da metà settembre a metà novembre e da metà marzo a metà giugno.

Sono le 8 di una domenica mattina autunnale, il sole ci accarezza con i suoi primi raggi offrendoci in po’ di tepore, e ci affrettiamo per raggiungere il luogo di incontro con il gruppo di visita, presso il parcheggio di via Erminio Macario, all’altezza del civico n. 60, zona dove troveremo una navetta che ci porterà all’ingresso della Tenuta di Castelporziano, entrando da Via Cristoforo Colombo n. 1671, incrocio di Via di Malafede, dove si trova l’ingresso pedonale.

Nel nostro percorso di circa 5 ore riceviamo informazioni e assistenza da una giovane guida, studentessa dell’Università di Tor Vergata, da un volontario di Legambiente e da una Guardia del Gruppo Forestale dello Stato. Effettuati i controlli di sicurezza e dei documenti, arriviamo con la navetta ad un punto ristoro e di là ci muoviamo per raggiungere prima il Museo Archeologico e poi la località Tor Paterno con la villa imperiale e l’acquedotto romano della fine del I secolo d.C., poi restaurato nel 1994; subito dopo risaliremo sulla navetta e, percorrendo via del Telefono e via delle Riserve, giungeremo al fontanile della dogana. Il percorso si snoderà in diversi ambienti di interesse naturalistico della Tenuta e darà la possibilità di passeggiare a piedi e di vedere le bellezze naturali e la fauna del luogo, ascoltare i rumori del bosco e sentire i profumi delle varie specie di piante presenti in loco.

Si deve al Presidente della Repubblica Mattarella e alla sua attenzione ai temi del sociale,  l’apertura della Tenuta alle visite anche per i disabili; infatti, dall’estate del 2015 è stato realizzato un centro estivo diurno in favore di adulti e minori con disabilità, 500 le presenze registrate. L’iniziativa frutto della collaborazione con la Regione Lazio ed il Comune di Roma è stata ripetuta anche per l’estate 2016 e per un periodo più lungo, con un’offerta più ampia di attività ricreative e di animazione. Il Presidente Mattarella inoltre ha coinvolto anche gli anziani, mediante un nuovo progetto che li porterà in visita nel periodo primaverile.

La Tenuta di Castelporziano è un vero polmone verde in un territorio ampiamente urbanizzato e si trova a circa 25 chilometri dal centro di Roma. Si estende su una superficie di circa 60 chilometri, giungendo fino al mare di Ostia, comprendendo 3 chilometri di spiaggia incontaminata, le dune sabbiose e le piante tipiche dell’ambiente mediterraneo e del clima continentale. La maggior parte dell’estensione è occupata dal bosco, caratterizzato da querce sempreverdi, lecci e sugherete; oltre alle pinete di pino domestico, utilizzate già dagli antichi romani per la raccolta dei pinoli, piante aromatiche del sottobosco,  pascoli per il bestiame ed aree di coltivazione dei cereali e foraggi, usati per gli allevamenti zootecnici. Negli ambienti meno accessibili la foresta è ricca di alberi monumentali, se ne contano 29 di 7 specie diverse, tra i più significativi per dimensioni e portamento. E alla grande varietà della vegetazione corrisponde un’analoga ricchezza di specie animali, principalmente cinghiali, daini e caprioli, mentre c’è una minore presenza di cervi; la foresta è popolata anche da alcuni mammiferi e rettili.

Vediamo anche molti uccelli in volo e ci viene spiegato che la foresta è un ottimo rifugio per numerose specie di uccelli stanziali e migratori; oltre a rapaci diurni e notturni. Sul posto è presente una stazione di inanellamento, finalizzata allo studio degli uccelli migratori e al loro censimento. Ad occuparsene è l’ISPRA di Ozzano, il Sistema Nazionale Protezione Ambiente con sede in provincia di Bologna.

Durante la nostra visita abbiamo visto prevalentemente gruppi di cinghiali, ce ne sono oltre 1300, e allevamenti di equini e bovini di razza maremmana; questi ultimi, quasi in via di estinzione, accuditi da butteri che vivono abitualmente nella tenuta e che con il loro impegno consentono una selezione accurata dei capi di bestiame che spesso partecipano con successo ad esposizioni e rassegne di settore.

Nata come riserva di caccia e agricoltura, per la notevole ricchezza floristica (circa mille specie) e faunistica (oltre 3mila specie), già nel 1977 l’attività venatoria è stata vietata; nel 1999 è stata riconosciuta Riserva Naturale dello Stato, quindi ha acquisito una nuova destinazione come area naturale protetta ed una Commissione Tecnico Scientifica ne ha fissato le linee per una gestione corretta, effettuando periodicamente un monitoraggio del patrimonio forestale, la consistenza delle specie faunistiche anche grazie all’utilizzo di alcune gabbie presenti sul territorio; oltre a fare uno studio dei cambiamenti climatici grazie alla presenza di centraline meteorologiche.

La nostra guida ci spiega che il territorio laurentino è legato alla leggenda dello sbarco di Enea nel Lazio e che, abitato già dalla preistoria, con il consolidarsi dell’impero romano, nel IV – III secolo a.C. è sede di strutture rustiche destinate alla produzione agricola; mentre, in età tardo repubblicana (II – I secolo a.C.), inizia la costruzione di ville signorili dell’aristocrazia romana, edificate lungo la costa e luogo di svago e di ozio; sviluppandosi ulteriormente in età imperiale, con i possedimenti della famiglia imperiale. Molto nota la villa appartenuta a Plinio il giovane. Nel II° secolo d.C. vengono create delle aree relax con bagni pubblici e saune, con un impianto che brucia legna ed invia il vapore nelle salette; recenti restauri sono avvenuti nel 1990. In seguito, a partire dal X – XI secolo sorge il nucleo del Castello, una torre costruita in un borgo romano, attorno alla quale si forma un complesso edilizio, in seguito denominato Castrum.

Il Museo storico – archeologico, presente nella zona del castello, articolato in varie sale, raccoglie oltre duecento reperti datati a partire dalla seconda metà dell’800 ed ordinati cronologicamente e per appartenenza geografica. Molto ricco il corredo funerario recuperato da una tomba della necropoli di Castel di Decima (VII secolo a.C.) e parte di un soffitto dipinto proveniente dalla villa imperiale romana di Tor Paterno, i cui resti sono visibili durante il percorso all’esterno. A Tor Paderno si trova anche un abitato con una chiesa sconsacrata ed esisteva anche una torre del I secolo a.C., da cui prende il nome la località; una torre di avvistamento inglobata nel castello ed in collegamento con il centro produttivo di Ostia, una torre come quelle presenti ancora in località come Tor San Lorenzo e Torre Astura.

Sul patio esterno, tra i ricchi agrumeti, possiamo ammirare il Mosaico del Vicus Augusteo, del periodo imperiale, risalente al 161 d.C., che faceva parte del portico annesso alla sede collegiale; lo si deduce da un dipinto in cui è ritratta la Regina Elena che guarda gli scavi. Il mosaico fu tagliato in più parti per essere trasferito al Museo Nazionale Romano e solo in seguito fu ricomposto nella nuova sede; riporta due scene di caccia e due scene mitologiche sul mare, con nereidi e tritoni, animali veri e fantastici.

Oggi la Tenuta è patrimonio dello Stato italiano ma prima il territorio con le sue ricchezze storico – artistiche era della Chiesa; molto noto e ben visibile dal Museo il balconcino dal quale si affacciava Pio IX. In seguito, nel 1568, il territorio è stato venduto alla famiglia fiorentina del Nero e poi, nel 1823 è stato acquistato dalla famiglia Grazioli, che ha rimaneggiato e ampliato il nucleo storico. Solo nel 1872, la Tenuta è stata acquistata da Quintino Sella, Ministro delle Finanze come tenuta di caccia del Re.

Fonte per i contenuti e le foto: sito ufficiale della Presidenza della Repubblica

Per visitare Castelporziano (informazioni e prenotazioni):

Info Castelporziano

Le visite per Castelporziano hanno un costo di 10 euro, comprensivo della prenotazione obbligatoria di € 1,50.

Call center tel. 06.39967557

Infopoint Salita di Montecavallo 15, adicente Piazza del Quirinale, operativo nei giorni martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica, dalle 9 alle 17.

Per le scuole tel. 06.51098316

Sono 4 i percorsi previsti:

Percorso Storico – Artistico: dal 20 settembre all’11 dicembre 2016 e dal 17 gennaio all’11 giugno 2017. Orari 10.15 e 10.30.

La visita comprende: museo archeologico, Castello, residenza storica e salone dei trofei, Chiesa di San Filippo Neri, Coffee house e limonaia, giardino storico della Regina con gli antichi mosaici, roseto, antico fontanile, mostra delle carrozze.

Durata complessiva: h 4.30’ circa.

Percorso Archeologico: dal 20 settembre al 13 novembre e dal 14 marzo all’11 giugno 2017. Orario 8.15.

Percorsi Naturalistici:

–       Percorso naturalistico Capocotta – Riserva di Lauro ore 8.45

–       Percorso naturalistico Malafede ore 8.30

Entrambi si svolgono dal 20 settembre al 13 novembre e dal 14 marzo all’11 giugno 2017.

Tutti i percorsi naturalistici si concludono con la visita alla stazione di inanellamento operativa nel periodo marzo-giugno, e la visita al museo naturalistico.

Al fine di limitare l’impatto sull’area naturale protetta, le visite saranno effettuate a rotazione in 4 aree distinte: Capocotta – Via Antica, Malafede, Tor Paterno, Malpasso.

La durata complessiva dei singoli percorsi e la durata media dei relativi sentieri è indicata nelle corrispondenti schede al link che  segue.

  • Percorso Capocotta – Riserva di Lauro
  • Percorso Capocotta – Via Antica
  • Percorso Malafede
  • Percorso Tor Paterno
  • Percorso Malpasso

Link: Info Castelporziano

È sempre disponibile il percorso naturalistico nell’area di Capocotta-Riserva di Lauro, accessibile alle persone con disabilità motoria.

Castelporziano

Angela Attolico

Il giornalismo e la comunicazione sono la mia vita, una passione iniziata dai banchi di scuola. Romana di adozione, le mie origini sono pugliesi. Sono giornalista pubblicista dal 1998, laureata in comunicazione, ho una lunga esperienza come addetto stampa e collaboratore  per varie testate. Diventare giornalista professionista è sempre stata la mia massima aspirazione ed io non ho mai perso le speranze. Tenace, creativa e solare sono i tre aggettivi che più mi caratterizzano.
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