L’inquietudine realista del Guttuso religioso al Palazzo del Quirinale

Inaugurata il 9 Settembre a Palazzo del Quirinale la nuova mostra "Guttuso. Inquietudine di un realismo". L’esposizione riunisce la produzione di ispirazione religiosa di Renato Guttuso, gettando nuova luce su una figura artistica e politica per lo più ricondotta al realismo socialista e all’arte figurativa neorealista. L’apertura al pubblico, con ingresso gratuito, è prevista sino al 9 Ottobre nelle giornate di Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato e Domenica con accesso dalle 10 alle 16.

ROMA – «… Di Guttuso mi interessa il credere cristiano complicato a suo modo nell’opera della sua arte», ha scritto Monsignor Crispino Valenziano, Presidente della Accademia Teologica via pulchritudinis  nonché co-curatore, insieme al Presidente degli Archivi Guttuso Fabio Carapezza Guttuso, della nuova importante esposizione dedicata al pittore siciliano che sarà ospitata, nella Galleria di Alessandro VII al Palazzo del Quirinale, dal 10 Settembre al 9 Ottobre.  

Ad inaugurare la mostra, intitolata Guttuso. Inquietudine di un realismo, è stato, nel pomeriggio del 9 Settembre, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Determinante anche il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Camera del Deputati, dei Musei Vaticani, del Museo Guttuso di Bagheria, di alcune prestigiose collezioni private e degli sponsor principali (Bnl Gruppo e Bnp Paribas). L’organizzazione è invece è affidata alla collaudatissima Civita, mentre il catalogo è a cura di De Luca Editori d’Arte.

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Crocifissione

A partire da Crocifissione, opera più nota di Renato Guttuso e tra i quadri più significativi del Novecento, l’esposizione riunisce la produzione di ispirazione religiosa, gettando nuova luce su una figura artistica e politica per lo più ricondotta al realismo socialista e all’arte figurativa neorealista in genere.

È proprio nella discussa Crocifissione del 1941, non risparmiata da tanti ostracismi per blasfemia piovuti dal mondo ecclesiastico sin dalla prima presentazione, l’anno successivo, al Premio Bergamo, che Monsignor Crispino Valenziano, teologo da sempre vicino all’arte, rintraccia i prodromi della ricerca spirituale di un Guttuso trentenne.

L’esegesi sull’artista, culminata nella nuova chiave di lettura fornita nel  saggio Guttuso credeva di non credere, prende in esame anche, Il Legno della Croce (1980), la Cena di Emmaus (1981), Spes contra spem (1983), fino agli Studi di Crocifissione, del 1986, rimasti incompiuti a causa del sopraggiungere della morte.

Cena di Emmaus
Cena di Emmaus

Il ritorno sul tema dell’opera principale con quest’ultima grande meditazione della maturità, ne dimostra la centralità per comprendere il Guttuso “religioso”, la cui inquietudine si esprime nel realismo spigoloso del corpo nudo femminile aggrappato a quello del Cristo, probabile metafora, insieme al Volto Santo che si cela alla vista dell’osservatore come a quella del pittore, della difficoltà umana nell’accostarsi al mondo divino. La pochezza dei mezzi dell’uomo ribadisce la sua distanza dal mondo celeste nell’evidenza delle mani del Salvatore, che in Cena di Emmaus restano sullo sfondo della composizione, come nell’equilibrio precario dei pani disposti ambiguamente sulla scala all’interno di un forno siciliano ne Il pane, per finire con la complessa allegoria di Spes contra Spem.

Spes contra spem
Spes contra spem

L’importanza precipua di questa mostra sta molto probabilmente nel “realismo sociale” rintracciabile in un’arte che, pur lontana dai canoni dell’iconografia religiosa, non esprime un carattere meno sacrale.  «Questo è un tempo di guerra», afferma Guttuso, «Voglio dipingere questo supplizio del Cristo come scena d’oggi… come simbolo di tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee».

La tarda riconciliazione con l’Istituzione religiosa trova conferma nelle parole dello stesso Crispino Valenziano, il quale in relazione all’artista sottolinea come «dalla virtualità religiosa del suo realismo sociale» si giunga «alla sua conoscenza riflessivamente operativa delle Scritture e delle tradizioni connaturate al nostro radicamento culturale».

La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile dal pubblico sino al 9 Ottobre nei giorni di Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato e Domenica con accesso dalle 10 alle 16.

Per ulteriori informazioni visitare le seguenti pagine:

www.quirinale.it

http://palazzo.quirinale.it/mostre/2016_guttuso/guttuso_home.html

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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