L’Espresso compie 70 anni e richiama il gotha della comunicazione

L’Espresso compie 70 anni e richiama il gotha della comunicazione

ROMA – Il 19 novembre si sono svolte le celebrazioni della testata L’Espresso che ha compiuto 70 anni. Il settimanale ha festeggiato il traguardo a Roma, a Palazzo Brancaccio, ed ha visto alternarsi i personaggi della cultura, della politica e del giornalismo che hanno contribuito alla storia della testata. Il tutto coronato da una mostra con le copertine più iconiche de L’Espresso. 

L’Espresso ha compiuto 70 anni. Una testata che, ogni giorno, continua a rinnovare il suo impegno con i propri lettori: informare, senza pregiudizi e senza compromessi.

Il 19 novembre abbiamo partecipato alle celebrazioni della testata che ha scritto la storia dell’informazione italiana. L’Espresso ha compiuto 70 anni ed ha organizzato una festa nelle magnifiche sale di Palazzo Brancaccio – Spazio Field

Sono state oltre 1.500 le persone che hanno partecipato alle celebrazioni dei 70 anni de L’Espresso. Qui si sono succeduti una serie di talk con i giornalisti de L’Espresso, politici e personalità del mondo della cultura.

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Io Fabiola Cinque con il giornalista de L’Espresso Roberto Di Caro e la moglie Patrizia Finucci Gallo

Noi abbiamo assistito ad alcuni incontri, e partecipato alle celebrazioni con la consapevolezza di trovarsi a confronto con un importante eredità culturale.

Ulteriore testimonianza della storia giornalistica de L’Espresso è stata una mostra aperta a tutti gli ospiti con le copertine più iconiche e i numeri storici del giornale. 

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Le novità del direttore de L’Espresso

Durante i panel, il direttore Emilio Carelli ha svelato una delle novità in arrivo per il prossimo anno. Tra queste la digitalizzazione dell’archivio integrale de L’Espresso. Diventerà quindi fruibile per studenti, ricercatori, giornalisti e chiunque sia appassionato alla storia dell’Italia registrata dalle pagine della testata.

La mostra nelle sale di Palazzo Brancaccio con le iconiche copertine de L’Espresso


La giornata delle celebrazioni aveva avuto inizio al Quirinale, dove il presidente del Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto l’editore Donato Ammaturo, il direttore Carelli e i vertici de L’Espresso.

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A partire dalle ore 14 alle 21,00, ininterrottamente, sul palco di Palazzo Brancaccio sono intervenuti diversi rappresentanti del governo. Hanno preso parola esponenti dei partiti di opposizione ed ex presidenti del Consiglio. La ministra Elisabetta Casellati, che ha parlato del premierato come la “madre di tutte le riforme”. Poi il viceministro Edoardo Rixi e il sottosegretario Alessandro Morelli, con un passaggio sul Ponte sullo Stretto.

E ancora Matteo Renzi, Massimo D’Alema, Elly Schlein, Achille Occhetto, Francesco Boccia, Alessandra Todde, Francesco Rocca, Eugenio Giani, Roberto Occhiuto, Roberto Gualtieri, Marco Fioravanti, Bernard Dika, Paolo Romano, Simone Leoni.

La mostra nelle sale di Palazzo Brancaccio con le iconiche copertine de L’Espresso

 I relatori dei panel

Il vicedirettore Enrico Bellavia, poi, ha dialogato con il procuratore Nicola Gratteri. Di giustizia internazionale, invece, ha parlato la relatrice Onu Francesca Albanese. La lista dei relatori che si sono alternati su due palchi si completa con: Nico Acampora, Bashar Al Awadhi, Laura Silvia Battaglia, Pietro Benassi, Serena Bortone e Andrea Calisi. Poi ancora Navid Carucci, Gino Castaldo, Ferruccio de Bortoli, Giancarlo De Cataldo, Tea Della Pergola, Corrado Formigli, Furio Francini, Alberto Gilardi, Andrea Lupo Lanzara, Pietro Masturzo, Antonluca Matarazzo, Motta e Flavia Padovan.

“È stata una giornata importante per il panorama editoriale italiano. L’Espresso, con questa celebrazione, ha voluto rinnovare un impegno con i propri lettori: fare giornalismo libero, indipendente e in grado di raccontare la realtà, senza pregiudizi”.

Emilio Carelli

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Fabiola Cinque

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