Radici di Marcello Reboani. Dodici opere inedite per ritornare alle origini.

Radici di Marcello Reboani. Dodici opere inedite per ritornare alle origini.

L’artista romano Marcello Reboani, ha presentato per la prima volta il progetto “Radici” a cura di Melissa Proietti, nella suggestiva sede del Palazzo del Tribunale Pontificio di Collevecchio  il 14 Maggio scorso. Il progetto, nato in collaborazione con Archivio Marcello Reboani e l’ Associazione Culturale Athena Sabina Onlus , che da sempre opera nella divulgazione della Cultura e delle Arti, è patrocinato dal Comune di Collevecchio, dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo e dall’ Assessorato alle Politiche Sociali e Scolastiche.

Dodici opere inedite, realizzate ad olio e a matita su materiali di recupero, la mostra celebra alcune tra le specie di alberi più comuni in Sabina. Non solo l’Ulivo, il più celebre tra tutti (la Sabina è famosa in tutto il mondo per l’alta qualità degli olii prodotti), ma anche piante e arbusti , che da sempre fanno da cornice ad un paesaggio bucolico dall’incantevole  bellezza. L’albero, simbolo di forza e di vita, di continuità, diventa il soggetto principale di questa mostra personale, con la quale Marcello Reboani, prende per la prima volta dopo tanti anni, le distanze dall’influenza pop .

Radici non è solo una mostra d’arte ma un progetto educativo e didattico, dove le scuole locali sono state coinvolte direttamente. Nel mese di Aprile 2016 , l’artista romano, ha tenuto una lezione di disegno agli allievi delle classi elementari e medie dell’Istituto Omnicomprensivo Sandro Pertini. Due disegni (rappresentanti l’Ulivo) sono stati realizzati insieme agli allievi, che hanno così appreso, non solo la tecnica artistica, ma trovato spunto per la realizzazione degli alberi che loro stessi realizzeranno ed esporranno, insieme alle opere di Reboani presso Palazzo del Tribunale Pontificio. Il progetto si arricchisce di schede tecniche sulle specie di alberi presenti nel territorio, redatte dagli allievi delle scuole medie.

Radici è un ritorno alle origini, un excursus umano, emotivo ed artistico e nasce dalla necessità  dell’artista di riscoprire la Natura, i ricordi dell’infanzia, le esperienze vissute in questo luogo a lui caro – afferma Nicole Marie Antro, studentessa che ha collaborato all’ organizzazione della mostra  , “Le opere in mostra quali l’Arbutus Unedo, il Laurus Nobilis, il Prunus Domestica, la Genistaea, la Junglas Regia, il Quercus rappresentano il ritorno di Reboani  al figurativo, alla pittura e al disegno.
Con Radici la necessità di confrontarsi nuovamente con la matita e il pennello è forte , così come la volontà dell’artista di mantenere ben saldo il percorso di ricerca  perseguito negli anni precedenti  nell’ economizzare la materia  attraverso il riciclo dei materiali con i quali le opere stesse vengono realizzate  –  aggiunge Melissa Proietti .
“Siamo fieri di ospitare questo  progetto a Collevecchio per il suo valore educativo , per il potere di coinvolgimento che ha avuto su tutta la comunità, soprattutto per i più giovani , che sono il nostro futuro. Radici è un progetto speciale che racchiude in un’ unica mostra Arte, Bellezza, Natura, Tradizione e  Solidarietà”– aggiunge Federico Vittori , Sindaco di Collevecchio .

Tutti i disegni degli allievi delle scuole elementari e medie venivano prenotati e venduti in occasione dell’inaugurazione del 14 Maggio, in presenza del Sindaco, degli assessori Carlo Benedetti (Cultura e Turismo) e Valentina Dominicis ( Politiche Sociali e Scolastiche ) , della presidentessa del Girotondo della Felicità, Arianna Toniolo e di Daniele Vita, presidente di A.I.L.R – Associazione Italiana per la lotta al retinoblastoma alla quale è destinata la raccolta fondi.  All’inaugurazione saranno presenti inoltre l’artista Marcello Reboani,  e tutti gli allievi che hanno aderito alla bellissima iniziativa accompagnati dalle loro famiglie.
Archivio Marcello Reboani, per decisione dell’artista, ha devoluto parte del ricavato della vendita delle opere ad A.I.L.R Onlus, donando i due disegni realizzati insieme agli allievi al Comune di Collevecchio.

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Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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