Un innovativo Master del Gioiello

Un innovativo Master del Gioiello

SIENA – L’Università di Siena, nel Campus Universitario di Arezzo, da alcuni anni sta proponendo con il Master del gioiello, un modello di innovazione formativa per uno dei settori strategici del lusso italiano.

Tutti in Italia parlano della moda, intendendola di solito in senso molto generico e allargato, in modo tale che oggetti culturali storici come il gioiello, non potessero essere altro che un accessorio complementare al look. Non è così. Il gioiello ha una sua autonomia, per certi versi di valenza superiore alla moda. Tuttavia il mondo del gioiello negli ultimi decenni è cambiato come sono cambiati i consumatori. La liquidità dei processi economici e sociali lo ha portato su di un percorso parallelo a quello della moda.

Di conseguenza, il fatto che oggi moda e il mondo del gioiello parlino la stessa lingua, non sorprende più nessuno. Ma i rapporti di forza tra questi due mondi del lusso sono più complicati di quanto vorrebbe il senso comune.

In primo luogo progettare gioielli implica una idea di design sostanzialmente diversa da quella che maturano gli stilisti dell’abbigliamento.

Per farla breve il gioiello presuppone maggiore creatività e ha una concreta tradizione artistica molto più profonda degli abiti.

Vi faccio un solo esempio: se andate in un museo del costume ben fornito, forse vi troverete abiti (non parlo dei tessuti) che risalgono a qualche secolo or sono; per contro qualsiasi sgangherato museo archeologico può donarvi la visione di meravigliosi gioielli millenari.

Infatti gli abiti hanno fatto il loro ingressi nei musei da poco più di mezzo secolo. I gioielli da sempre vengono valutati come una forma d’arte.

Tuttavia, rimane certamente vero che il gioiello se lo pensiamo come un “prodotto” debba passare per la porta stretta delle strategie marketing, debba confrontarsi con le esigenze della comunicazione e, in qualche modo, sia costretto a fare i conti con le tendenze del mercato.

A tal riguardo bisogna riconoscere che il mondo ufficiale della moda (che ha come oggetto base l’abito), nei decenni passati, ha saputo rispondere meglio di tutti gli altri comparti del lusso, ai mutamenti di prospettiva imposti dalla globalizzazione dei mercati. Quindi non è una eresia sostenere che la citata moda ufficiale è l’espressione di una cultura di Brand e di prodotto, molto più efficiente di quella riconosciuta al mondo del gioiello.

Ovviamente ci sono delle eccezioni. I grandi Brand del gioiello se la giocano almeno alla pari con gli altri player del mercato del lusso. Ma noi sappiamo che una delle caratteristiche del modo italiano di produrre è la frammentazione delle aziende dedicate al gioiello. In questo particolare periodo storico le piccole dimensioni dei fatturati non consentono il veloce adattamento imposto dal mutamento dei mercati e dall’instabilità della domanda. La creatività e la maestria produttiva di tante piccole, medie aziende è fuori discussione. Ma la creatività mal supportata da una visione realistica del mercato, corre il rischio di essere una freccia spuntata. La maestria produttiva senza una strategia rischia di essere inefficace.

Dal ragionamento olistico sopra riportato ne discende l’urgenza di ripensare e riadattare il corpus di pratiche che fungono da fondamento operativo della creazione del gioiello, cominciando dalla formazione delle competenze più preziose.

A tal riguardo è doveroso ricordare l’innovativo Master Executive del Gioiello proposto dall’Università di Siena (Campus Universitario di Arezzo), ideato e coordinato dal prof.Paolo Torriti, uno dei più accreditati storici e studiosi del gioiello.

L’importanza di questo master è legata a tre fattori fondamentali: 1. Esperienza nella formazione: il master è attivo da ben 4 edizioni ed è stato accolto con enorme interesse dalle aziende del gioiello che hanno garantito stage e occupazione ai partecipanti; 2. Ai partecipanti è stata garantita una profonda preparazione culturale e artistica, correlata ad una solida esperienza di laboratorio attraverso la quale sperimentare tecniche innovative; 3. Infine, la formazione  dei giovani creativi è stata rinforzata da modelli, visioni e strategie di mercato, per renderli proattivi anche sul fronte della cultura moda/comunicazione/marketing espressa all’inizio del mio articolo.

Evidentemente se pensiamo alla complessità del mercato del gioiello attuale e ai problemi che le aziende devono risolvere, il master corre il rischio di apparire come una piccola isola circondata da oceani in burrasca. Ma sarebbe egualmente sciocco dimenticare che per risolvere i problemi da qualche parte bisogna pur cominciare. Io credo che partendo dalla formazione di giovani appassionati, dotati di grande flessibilità tecnica e creativa, nonché preparati sul fronte delle nuove conoscenze aziendali, risulti nel tempo una mossa vincente.

La nuova edizione del Master Executive del gioiello dell’Università di Siena (Campus Universitario di Arezzo) partirà a febbraio 2018. Le iscrizioni termineranno il 15 gennaio 2018. Sono previste borse di studio.

Per informazioni:

Master del Gioiello 0575 926363;

Paolo.torriti@unisi.it

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Antonio Bramclet

Antonio Bramclet

Sono nato in un invisibile paesotto del quale ho dimenticato il nome. Dopo l’adolescenza ho studiato musica laureandomi con una tesi intitolata “Il tamburo e le passioni della post modernità”. Preso atto dell’impossibilità di trovare un lavoro in Italia, ho fatto per anni il suonatore di bongo nei nightclub club di Malindi. Poi mi sono trasferito in Madagascar come accompagnatore di turisti tristi, desiderosi di conoscere piante esotiche dal nome impossibile. Qui ho cominciato a fare false recensioni di mostre ed eventi, recuperati via internet, mai visti di persona. Il piacere di rivivere con la scrittura le cose del mondo non mi ha più abbandonato.
Antonio Bramclet

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