Vinicio Capossela le ombre, le luci (poche) e la Cupa

Vinicio Capossela le ombre, le luci (poche) e la Cupa

BOLOGNA – Il concerto era sold out già da novembre e ieri sera 1°Marzo sul palcoscenico di Sala Cagli, all’Europauditorium non poteva che esserci Vinicio Capossela. Uno spettacolo “Ombra, canzoni della Cupa e altri spaventi” che strizza l’occhio al teatro d’avanguardia pur facendosi forte di una tradizione popolare senza che ci sia tradizionalismo in esso, quanto piuttosto una ricerca ragionata e complessa insieme di tradizioni, leggende, storie raccontate con vivacità ed energia da questo istrionico cantastorie del sud nato per caso in Germania. Un’atmosfera onirica e incantata insieme resa tale dalla doppia velatura dietro la quale si intravedevano i musicisti all’opera, uno sfondo che ispirandosi alle ombre cinesi e che con l’ombra ha saputo giocare anche per via del titolo dell’ultimo album proposto La Cupa fornendo così anche un commento ai testi delle canzoni. Oltre due ore senza interruzioni nelle quali l’artista ben supportato dal suo ensemble ha presentato l’ultima fatica perché di fatica si dev’essere certamente trattato visto la lunghissima gestazione confortata però da un risultato davvero importante. Testi complessi, ricchi di luci e ombre, sulfurei, dal tratto moderatamente esoterico per coloro che stanno al di fuori di certe culture, un ascolto e basta è chiaro che non basti ma l’afflato estetico è garantito e forse allo spettatore più superficiale tanto potrebbe bastare. Ma è solo l’inizio. Capossela che oltre che autore è anche attore e scrittore pare aver fatto dell’arte una sua seconda pelle e in quanto tale ha la chiara capacità di rinnovarsi e sapere cambiare rimanendo fedele a una cifra stilistica personale e ben riconoscibile. La Cupa è il terzo step di un percorso che vede nel libro Il Paese dei Coppoloni e nel  film Nel Paese dei Coppoloni i prolegomeni dell’album musicale.

Un pubblico animato e partecipe ha apprezzato la qualità dello spettacolo con un calore davvero tangibile.

«L’Ombra è come una grande scatola in cui abbiamo buttato fin da bambini le cose che abbiamo temuto di mostrare. L’inconscio personale e quello collettivo stanno in questa grande scatola. Un’Ombra che non nasconde ma rivela: sentimenti, assenze, malebestie, animali totemici, radici, proiezioni, ritrovamenti, defunti, archetipi, draghi, duplicità, governi, personalità. Ogni volta che una passione ci proietta oltre noi stessi essa genera un’Ombra… l’Ombra, questo confine labile tra luce e tenebra, tra coscienza e incoscienza. Tra sogno e consapevolezza. In questa ipnosi si propone di trasportarci questo spettacolo.  A mezzo di strumenti ad arco e a corde, a mezzo di ombrografi, generatori d’ombre a valvole e manuali. Un concerto per umbrafili, alla corte di Ipnos, il sonno che incanta. Uno stato ipnotico in cui è consentito addormentarsi, o uscire da sé, ma non usare lo smartphone». (V. Capossela)

Vinicio Capossela – “Ombra, canzoni della Cupa e altri spaventi” seconda parte dell’album La Cupa 

  1. La bestia nel grano
  2. Scorza di mulo
  3. Il Pumminale
  4. Le creature della Cupa
  5. La notte di San Giovanni
  6. L’angelo della luce
  7. Componidori
  8. Il bene mio
  9. Maddalena la castellana
  10. Lo sposalizio di Maloservizio
  11. Il lutto della sposa
  12. Il treno

Per le date del tour clicca qui

 

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Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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