ITALIA – Simonetta Donato, classe ’79, al suo esordio con il primo romanzo RELAZIONI IMPERFETTE E MAGICI ISTANTI , una raccolta di racconti sulla sottile imperfezione del vivere dove l’amore come sempre risulta l’universo di ogni dove. La sua scrittura leggera ed accattivante ci porta a conoscere i personaggi del suo romanzo. In questa intervista ci racconta della sua passione per la scrittura e per la vita dedicando questo libro ad una cara amica.
Simonetta Donato pubblica il suo primo libro dal titolo “Relazioni imperfette e magici istanti”, pubblicato con Youcanprint e scritto con cuore, semplicità, voglia di emozionarsi, emozionare, sorridere e far sorridere.
A essere narrate cinque storie distinte, che si intrecciano, raccontando le vicende di personaggi, ciascuno alle prese con il tumultuoso mare delle relazioni umane. Tra i temi presenti l’amore non corrisposto, quello clandestino, la crisi, la separazione e la rinascita, la magia dell’innamoramento e l’importanza dell’amicizia e di rapporti autentici per superare le difficoltà.
Buongiorno Simonetta, “Relazioni imperfette e magici istanti” è il tuo romanzo di esordio come narratrice. Ma iniziamo da te: vuoi raccontarci la tua storia?
Sono nata nella cittadina friulana di Palmanova, un piccolo gioiello a forma di stella nel cuore della Regione, con pochi abitanti originari da ogni parte d’Italia, terra di immigrazione dove le Caserme ne hanno per lungo tempo costituito l’identità. A Palmanova non si parla friulano, ci si sente italiani, orgogliosi delle proprie origini e della propria storia. La mia infanzia è stata serena, in questa cittadina tranquilla, dove ci si conosce facilmente tutti e tutto è raggiungibile a piedi. Non mancano bar, negozi, in cui riconoscere i volti di sempre.
La mia curiosità nei confronti dei luoghi, degli spazi, che spesso scoprivo girando per le campagne friulane in bicicletta, mi hanno fatto intraprendere studi tecnici, partendo dalla scuola per Geometri, per poi studiare Pianificazione territoriale ed urbanistica a Venezia. L’Università vissuta fuori sede, condividendo un umido e buio appartamento con altri studenti, le serate a studiare e chiacchierare in biblioteca, i festini nelle case, le ore piccole passate in aula informatica per mandare qualche email, i piccoli comizi al bar, le mie storie d’amore e di amicizia sono bagagli meravigliosi di quel periodo, che porto nel cuore.
Ho adorato quella città al punto di volerci restare anche per un paio di anni dopo la laurea, lavorando in un supermercato, finché per motivi professionali ho scelto di ritornare in Friuli, riavvicinandomi così alla mia famiglia. A Palmanova ho poi costruito la mia di famiglia. Dopo qualche breve relazione o convivenza, a 31 anni ho iniziato a frequentare mio marito, Giuseppe, qualche anno più giovane e originario di Trapani.
È stato un incastro perfetto, tant’è che poco dopo sono nati Tommaso e Ambra. Adesso i miei figli hanno 12 e 9 anni, sono vivaci, sempre in lotta, decisamente poco ubbidienti, almeno con me, diversi fra loro e diversi da me e da Giuseppe. Sono la mia luce, la mia motivazione, la mia energia, ma anche il mio tormento. Ho un marito giovane e dinamico e quattro nonni in gamba che mi danno una mano, per fortuna. Però alla mamma tocca sempre il grosso del lavoro (e della soddisfazione, ovviamente).
Lavoro come impiegata tecnica presso la Regione Friuli Venezia Giulia, settore Ambiente, acqua in particolare. È un lavoro piuttosto vario, nonostante le procedure ben articolate che lasciano poco spazio all’iniziativa. Collaboro con persone gentili e preparate, con le quali è sempre possibile il confronto costruttivo e l’arricchimento personale e professionale, per cui mi ritengo in generale soddisfatta ed appagata.
Sono una persona dinamica, sempre in movimento, pertanto amo dedicare parte del mio tempo all’esercizio fisico, dalle camminate, allo zumba, alla ginnastica e questo mi consente di mantenere una buona forma fisica nonostante una dieta piuttosto scorretta, in cui non mancano stuzzichini e drink fuori pasto.
Sono socievole, mi piace comunicare, stare in mezzo alla gente ma amo anche riservarmi il mio spazio per stare da sola a leggere, ascoltare musica e naturalmente scrivere. Peccato che il tempo è poco, sempre meno, mentre le cose da fare sono sempre di più.
– Hai sempre avuto la passione per la scrittura o è qualcosa nata in un momento preciso?
Ai tempi della scuola e durante l’Università ho sperimentato la scrittura per lo più per intrattenere, celebrare le persone, farle divertire in occasione di feste. Giocavo con le parole, costruivo filastrocche, storie brevi, lettere. Poi mi è capitato di voler scrivere per “terapia”, per ridere di me stessa, ironizzando sulle mie sventure, allo scopo di dimenticare, farmi “scivolare” storie d’amore finite o mai cominciate, esperienze negative, delusioni, per prenderne la “distanza” e non farmi travolgere.
Con l’arrivo dei figli ho accantonato per molto tempo questo mio vezzo, salvo riprenderlo occasionalmente proprio per intrattenimento e gioco. Ero completamente travolta da loro, dalle loro esigenze e dal tran tran quotidiano. Però ripensavo ogni tanto ai miei scritti lasciati lì, in un file, dentro una cartella e mi è capitato di riprenderli, rileggerli, riderci su. Poi l’opportunità di partecipare ad un concorso di racconti e mi scopro a voler scrivere molto più di un breve racconto di 30.000 battute.

– Come riesci a coniugare la tua passione, che richiede tempo, a quelli che sono la famiglia ed il tuo ménage quotidiano?
In effetti non so se ci riesco, faccio quel che posso. Di giorno mi ritrovo spesso alla ricerca inconsapevole di stimoli nuovi, così mi fermo ad osservare le persone, crearmi scene su come mi piacerebbe o comunque mi divertirebbe si evolvesse una situazione, a partire da una battuta, da uno sguardo, da una porta che si chiude. La realtà è molto più semplice e scontata di quello che la fantasia può creare.
Appena posso la sera, dopo aver svolto tutti i miei “doveri”, dopo aver cenato, sistemato cucina e figli (e marito), provo a scrivere qualcosa. Quando inizio sono capace di andare avanti per ore… magari non scrivo molto perché mi fermo, cancello, chiudo gli occhi, penso, sorrido, ascolto un brano… Ho scritto le mie storie senza darmi un tempo, uno scopo, ho scritto di notte, come volevo e perché volevo farlo, nonostante le ore di sonno perse, che sono tante.
Adesso mi sono fermata per continuare a parlare di loro, dei miei personaggi, non mi sento ancora di iniziare una nuova storia, anche se ho tante idee che mi frullano in maniera confusa. Per il momento voglio ancora farmi accompagnare da loro, da Claudia, Manuel, Lucia, Dario e tutti gli altri… Voglio presentarli, farli conoscere.
– Il tuo romanzo si intitola “Relazioni imperfette e magici istanti”… immagino parli di relazioni ma anche di istanti magici. Quanto sono importanti le relazioni per te? E quali sono i magici istanti della vita e della tua narrazione?
Le relazioni sono importanti e necessarie per essere felici, per crescere e migliorarsi come persone, si impara sempre attraverso il confronto, la comunicazione. Credo sia naturale fin da bambini cercare di relazionarsi con gli altri, ha a che fare con la ricerca della felicità e con l’affermazione di sé. Ogni tanto si può aver voglia di isolarsi, di silenzio, ma l’uomo resta un animale sociale e non può stare solo per troppo tempo. Quando parlo di relazioni non intendo per forza il legame tra conviventi, ma in maniera più generale, qualsiasi legame, più o meno assiduo, quotidiano, amoroso, di amicizia, passionale o di condivisione di interessi.
I magici istanti sono quei brevi momenti che fanno parte della nostra vita, anche nella quotidianità, istantanee di felicità, pillole di felicità. Alcuni sono più lunghi e percettibili, perché accompagnati da un lungo periodo di attesa, trepidazione, eccitazione, altri più semplici e meno eclatanti, ma comunque “memorabili”. Quindi si va da un primo bacio, alla nascita di un figlio, al concerto del tuo cantante preferito, fino al bicchiere di vino con tuo padre il giorno in cui hai vinto il concorso, al sorriso di tuo figlio, all’abbraccio di tua mamma che finalmente è guarita dal Covid, a una fragorosa risata con un’amica.
Nei miei racconti ho provato a mettere un po’ di tutto questo, in modo diverso, romanzato: ci sono gli sguardi, le risate, i lunghi e teneri abbracci, baci passionali, messaggi inaspettati. Sono tutti magici istanti. Pizza calda e fumante compresa.

– Nel romanzo dedichi un grazie speciale ad un’amicizia. Ce ne vuoi parlare?
Ci sono persone con cui riesci facilmente a stabilire una connessione. Persone con le quali è facile e naturale ritrovare la complicità anche se non ti vedi e non ti senti per diverso tempo. La vita a volte allontana, ma queste persone restano lì, in un angolo di cuore e sai che con loro in qualsiasi momento potresti riprendere le fila del discorso. Ma non metti in conto che a volte la vita è breve. A 40 anni è troppo presto per andarsene e due bambini non dovrebbero accompagnare la madre verso la fine della sua vita. L’ultima volta che l’ho vista, stava bene e non sapeva ancora di essere malata, poi ci siamo sentite, mi ha raccontato il suo dramma e ricordo il panico nella sua voce… c’era il Covid, non ci si poteva vedere.
Quando la situazione è cambiata, c’erano meno restrizioni, ho rimandato di andare a trovarla, tranquillizzata dai suoi messaggi “ottimisti”, finché ai miei messaggi non ha risposto più, purtroppo. Era una bella persona, sincera, solare, gentile. Quella voce allegra e profondamente femminile che conservo in un paio di vocali nel telefono. Ho voluto ricordarla, un po’ perché nelle storie di amicizia, nei dialoghi in cui emerge la complicità femminile c’è anche un po’ di noi, di lei, della sua bellezza. E poi perché meritava di vivere ancora.
– Quanto c’è di autobiografico nel tuo racconto?
Le storie sono di fantasia, i fatti narrati hanno un’evoluzione che è assolutamente frutto dell’immaginazione, tanto che le coincidenze sono spesso molto più fortunate di quanto non avverrebbe nella vita reale. L’ispirazione sì, è spesso tratta da un mio particolare vissuto, recente o passato… dalla rabbia per un amore non corrisposto, alle chat divertenti con qualche spasimante (prima del matrimonio, per chi pensa male), al complimento che mi ha fatto stare bene. Tutto questo sicuramente è reale. Come reale è il mio punto di vista sulle relazioni, sull’indipendenza e l’incredibile forza delle donne. Donne che si amano e che restano fedeli a sé stesse, alla loro visione, donne per le quali la libertà resta un valore irrinunciabile.
– Come vedi il tuo futuro di scrittrice?
Sono ottimista per natura, quindi lo vedo promettente. Sono solo al primo libro e sta piacendo. Devo imparare, formarmi, ascoltare le critiche e farne tesoro. È una strada tutta in salita per il momento, perché manca il tempo da dedicare, perché non so assolutamente come muovermi nel settore, ma ogni giorno è un passo avanti, un lettore in più, magari. Sicuramente non potrò vivere di scrittura ma mi auguro che questa passione continui a darmi soddisfazioni.
Dove possiamo comprare il tuo libro?
Il libro è disponibile presso i principali store online (Amazon, Youcanprint, Mondadori, Ibs), sia in formato cartaceo che ebook e nella maggior parte delle librerie fisiche (su ordinazione). Altre informazioni e curiosità sul romanzo e sulla scrittrice si possono trovare seguendo la sua pagina Facebook, “Simonetta Donato, pensieri e parole” e il suo profilo Instagram.
Chi è Simonetta Donato?
Simonetta Donato, classe 1979, è friulana, vive a Palmanova ed è una mamma che, come tante, si districa, non senza difficoltà, tra vita lavorativa e famigliare. Laureata in Pianificazione Territoriale a Venezia, presta servizio come funzionario presso la Regione FVG, a Udine. Scrivere è una passione che coltiva dai tempi della scuola e che ha sperimentato in passato allo scopo di intrattenere o celebrare le persone in occasioni come compleanni, lauree e pensionamenti. Ama leggere romanzi del genere rosa o similare, cui si dedica nel poco spazio libero che resta tra impegni familiari, domestici e lavorativi.
Così, togliendo tempo al sonno, a sera inoltrata, ricavatosi un angolo di pace nel suo rumoroso appartamento, Simonetta imbastisce le storie di Relazioni imperfette e magici istanti, il suo primo libro scritto con cuore, semplicità e voglia di emozionarsi, emozionare, sorridere e far sorridere.
INFO LIBRO:
Autrice: Simonetta Donato
Titolo: Relazioni imperfette e magici istanti
Anno di pubblicazione: 2024
Editore: Youcanprint
Prezzo cartaceo: euro 16,00
Prezzo ebook: euro 4,99
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