Festival Di Sanremo 2026: cosa è successo nella terza serata

Festival Di Sanremo 2026: cosa è successo nella terza serata

SANREMO – Con la terza serata il Festival Di Sanremo 2026 entra ufficialmente nel vivo della competizione, e forse nella sua fase più interessante. Sul palco dell’Ariston si sono esibiti gli altri 15 Big in gara, votati per il 50% dal televoto e per il 50% dalle radio. Un mix che inizia a delineare con maggiore chiarezza il gusto del pubblico. Spazio anche alla finale di Sanremo Giovani, tra emozioni e nuove promesse della musica italiana, oltre a ospiti, momenti divertenti ed emozionanti. Ecco cosa non dimenticare della terza serata.

Cala il sipario… no, non ancora.

Al Festival di Sanremo il sipario, semmai, si solleva ogni sera un po’ di più. La terza serata dell’edizione 2026 si è appena conclusa e possiamo dirlo senza esitazioni: siamo arrivati al fatidico giro di boa. Quel momento in cui la gara diventa una sfida vera, concreta, con equilibri che iniziano a delinearsi e tensioni che si fanno più evidenti.

Il palco del Teatro Ariston ha accolto la seconda metà dei Big in gara, votati per il 50% dal televoto e per il 50% dalle radio. Un meccanismo che, serata dopo serata, comincia a restituirci una fotografia più nitida dei gusti del pubblico.

E mentre la classifica prende forma, cresce anche l’attesa per ciò che ci aspetta. Stasera sarà il turno di una delle serate più amate e spettacolari in assoluto, quella delle Cover: il momento in cui ogni artista è chiamato a uscire dalla propria comfort zone, a mettersi in gioco con un omaggio, un duetto, una rilettura capace di sorprendere. È la notte degli esperimenti riusciti (o rischiosi), delle collaborazioni inaspettate e delle esibizioni che spesso restano nella memoria più della canzone in gara.

E poi, naturalmente, domani sarà tempo di gran finale. L’ultimo atto, quello decisivo, quando ogni voto pesa come un macigno e l’Ariston trattiene il fiato fino all’annuncio del vincitore.

Ma andiamo con ordine. Prima di proiettarci verso cover e finalissima, fermiamoci un attimo a guardare cosa è successo davvero durante la terza serata del Festival di Sanremo 2026: tra esibizioni che hanno acceso il pubblico, giovani promesse che si sono giocate il tutto per tutto e momenti destinati a far parlare ancora a lungo.

La finale di Sanremo Giovani

Come già accaduto nella seconda serata, anche la terza si è aperta con la finale di Sanremo Giovani. Una scelta che, va detto, convince. Da quando la direzione artistica di Carlo Conti, diversamente da quanto avveniva nelle edizioni guidate da Amadeus, non prevede più l’accesso diretto del vincitore tra i Big in gara, era fondamentale restituire alle Nuove Proposte uno spazio davvero centrale. Collocare la finale in apertura di serata significa garantire visibilità, attenzione e quella tensione “da prima serata” che rende tutto più solenne, meritato e giusto.

Il palco del Teatro Ariston, ancora caldo di attesa e con il pubblico nel pieno dell’ascolto, ha così ospitato l’ultimo, decisivo confronto tra i due finalisti annunciati da settimane: Angelica Bove con Mattone e Nicolò Filippucci con Laguna.

Un testa a testa carico di emozione, tra due percorsi diversi ma ugualmente convincenti, che hanno saputo intercettare pubblici differenti, sensibilità lontane e fan base potenti.

Dopo le esibizioni, accolte da applausi convinti e da un’Ariston visibilmente partecipe, è arrivato il momento della proclamazione. Ad avere la meglio, conquistando il Leone d’Argento e il titolo di vincitore di Sanremo Giovani 2026, è stato Nicolò Filippucci.

Nicolò Filippucci

Spazio anche ai riconoscimenti assegnati dalle sale stampa, da sempre termometro qualificato della qualità artistica in gara. Il Premio della Critica “Mia Martini” per le Nuove Proposte (Sala Stampa Roof) ed il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla” per le Nuove Proposte (Sala Stampa Radio-TV Web) sono andati invece ad Angelica Bove.

Un inizio carico di significato, dunque, che ha rimesso al centro i giovani ed il loro percorso artistico, ricordandoci quanto il Festival di Sanremo sia, o almeno dovrebbe essere, anche una palestra di crescita, visibilità ed occasioni.

A Nicolò va naturalmente un grande in bocca al lupo per tutto ciò che verrà. Ma l’augurio più sincero va anche ad Angelica, a tutti i ragazzi che hanno partecipato a Sanremo Giovani senza arrivare all’ultimo atto e, più in generale, a chiunque stia inseguendo un sogno con ostinazione e coraggio. Perché i riflettori del Teatro Ariston si spengono in fretta, ma la determinazione, il talento e la voglia di crederci sono luci che possono durare molto più a lungo.

In bocca al lupo a loro e a tutti quelli che non smettono mai di provarci.

Gli ospiti della terza serata

Tra gli appuntamenti più toccanti della terza serata del Festival di Sanremo 2026 c’è stato senza dubbio il riconoscimento alla carriera assegnato a Mogol. Il celebre autore, visibilmente commosso, è salito sul palco del Teatro Ariston per ricevere un premio che celebra il suo contributo straordinario alla musica italiana.

Come ha spiegato Carlo Conti, si è trattato di un riconoscimento non solo professionale, ma anche umano. Un tributo ai suoi 90 anni e al valore artistico che ha saputo donare al Festival e all’intero panorama musicale italiano. I brani che portano la sua firma sono entrati nella memoria collettiva e continuano a emozionare intere generazioni, tra cui Acqua azzurra, acqua chiara, Dieci ragazze e Mi ritorni in mente.

Mogol sul palco dell’Ariston (via @lapresseofficial Instagram)

Tra i co-conduttori della terza serata del Festival Di Sanremo 2026 c’è stato Ubaldo Pantani. Nel corso dello show ha vestito i panni di Lapo Elkann, regalando al pubblico momenti di leggerezza e ironia. Non è un caso che Carlo Conti lo abbia voluto al suo fianco. Pantani, noto comico e imitatore, ha partecipato a Tale e Quale Show come giudice ospite in diverse edizioni, distinguendosi per la sua esperienza nel mondo delle imitazioni. È inoltre conosciuto per le sue performance nei programmi della Gialappa’s Band e a Che tempo che fa.

La sua presenza è stata particolarmente significativa se si considera che l’altra co-conduttrice della serata è stata Irina Shayk, supermodella russa di fama internazionale. L’emozione e qualche difficoltà con la lingua italiana hanno reso la conduzione più lenta e misurata. Proprio per questo l’ironia di Pantani ha contribuito ad alleggerire il ritmo dello spettacolo, creando un equilibrio tra eleganza e intrattenimento.

Ubaldo Pantani nei panni di Lapo Elkan

Sul palco dell’Ariston sono arrivati anche Virginia Raffaele e Fabio De Luigi, protagonisti del film Un bel giorno.

Dopo un vivace scambio di battute, l’attore ha ricordato che il film uscirà nelle sale il 5 marzo. I due si sono poi resi protagonisti di una gag irresistibile che ha alleggerito ulteriormente la serata, che senza questi siparietti avrebbe forse rischiato di risultare un po’ stancante visto il ritmo un po’ lento.

 

Fabio De Luigi e Virginia Raffaele

 

Ma il super ospite della terza serata del Festival Di Sanremo 2026 è stato Eros Ramazzotti. Nonostante gli impegni legati al suo tour mondiale, il cantante è riuscito a ritagliarsi un momento per incantare l’Ariston con la sua voce, interpretando Adesso tu e L’Aurora insieme alla meravigliosa Alicia Keys.
Alicia ha inoltre regalato al pubblico una straordinaria improvvisazione di Empire State Of Mind trasformando l’esibizione in un momento magico e senza tempo.

Alicia Keys ed Eros Ramazazotti

Infine, non sono mancati i momenti più leggeri. Quelli che spezzano la tensione della gara e ricordano quanto il Festival di Sanremo sia anche intrattenimento puro.

Gran parte del merito va a Vincenzo De Lucia, protagonista di una serie di incursioni irresistibili. Dalla sua “intervista doppia” con Laura Pausini, giocata sul filo dell’ironia e del surreale, fino all’ingresso in scena nei panni di Maria De Filippi: un travestimento ormai iconico, un’imitazione che il pubblico ha imparato ad aspettare e ad applaudire, diventata negli anni uno dei suoi cavalli di battaglia più riusciti.

Ma il momento che personalmente ho preferito si è svolto fuori dall’Ariston, sul Suzuki Stage. Durante l’esibizione dei The Kolors sulle note di Italodisco, è successo l’imprevedibile: l’irruzione sul palco di Fru, proprio come lo scorso anno. Un’incursione a sorpresa (ma in cui in fondo tutti speravamo) che ha spezzato il ritmo con una scarica di risate sincere e spontanee.

Perché Sanremo è competizione, certo. Ma è anche questo: la capacità di prendersi un po’ in giro, di sorprendere e di regalare, tra una classifica e l’altra, momenti destinati a diventare iconici.

Fru e i The Kolors al Festival Di Sanremo 2025

Le esibizioni da ricordare

Gli altri quindici Big sono saliti sul palco con il peso dolce e spietato della terza serata: quella in cui non puoi più nasconderti, quella in cui inizi a capire davvero se la tua canzone sta camminando da sola o se ha bisogno di essere spinta. A stilare la classifica, ancora una volta, il voto combinato del pubblico da casa e delle radio.

Come già accaduto nelle serate precedenti, non è stata resa nota l’intera graduatoria ma soltanto la Top 5, annunciata in ordine sparso:

  • Sal Da Vinci
  • Luchè
  • Serena Brancale
  • Arisa
  • Sayf

Cinque nomi che, sommati a quelli della seconda serata, iniziano a delineare una direzione. Chi sarà il vincitore del Festival Di Sanremo 2026?

E ci sono esibizioni che non si limitano a “funzionare”, ma che lasciano un segno. Tra queste, senza dubbio, proprio quella di Sal Da Vinci con Per sempre sì.

Già dalla prima serata il brano aveva iniziato a correre velocissimo, diventando virale, oggetto di meme, battute, commenti ironici. C’è chi l’ha liquidata come “canzone da matrimoni napoletani”, chi l’ha relegata a fenomeno folkloristico.

E invece no. La verità è che la canzone piace. Funziona. Entra in testa e nel cuore. Regala leggerezza, sì, ma quella leggerezza autentica che non è superficialità: è gioia condivisa. In un Festival che a tratti sembra più concentrato sull’introspezione e sulle atmosfere malinconiche, Per sempre sì porta colore, ritmo, sorriso.

Sal Da Vinci

Sal sale sul palco, canta bene, si diverte e soprattutto coinvolge. Si vede che sta vivendo questo momento con gratitudine e consapevolezza. Ha trovato la chiave perfetta per cavalcare l’onda del successo ritrovato dopo Rossetto e caffè, brano che il pubblico intonerebbe all’infinito ogni volta che lui mette piede all’Ariston, se non fosse per i tempi serrati imposti da Carlo Conti per riportare tutto nei binari della scaletta.

Ma al di là dei tormentoni e delle viralità, ciò che resta è l’emozione. La standing ovation di questa sera non è sembrata solo un applauso alla performance, ma a un percorso. A una carriera lunga, fatta di palchi, gavetta, successi e momenti meno luminosi. Come se il pubblico avesse voluto dire: ti vediamo, ti riconosciamo, era tempo.

E poi, alla fine dell’esibizione, la sua commozione. Le lacrime, lo sguardo lucido, la voce che tradisce un attimo di fragilità.

Un artista che, dopo anni di mestiere, si emoziona ancora così non sta solo cantando una canzone. Sta vivendo un riscatto. Ed è stato, forse, uno dei momenti più sinceri e potenti di questa terza serata.

Ludovica Italiano

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