SANREMO – Anche la seconda serata del Festival di Sanremo 2026 si è conclusa, e stavolta a decidere le sorti dei Big è stato anche il pubblico da casa. Tra i 15 artisti in gara, ospiti attesi, momenti di leggerezza e la semifinale di Sanremo Giovani, il Festival entra nel vivo ed inizia a delineare i primi equilibri. Ecco cosa è successo.
La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 si è conclusa: siamo ufficialmente entrati nel vivo. È incredibile come si aspetti la settimana santa per un anno intero per poi, puntualmente, vederla volare via senza neanche rendercene conto. Un attimo prima è martedì sera, un attimo dopo stiamo già facendo i conti con classifiche, pronostici e prime ansie da finale.
Sulla carta, la seconda serata sembrava rassicurante. “Solo” 15 Big in gara. Più respiro, meno corse contro il sonno (e meno corse di Carlo Conti…in generale), magari persino una chiusura ad un orario umano.
Spoiler: non è andata così. E, sebbene non si arrivi a toccare il traguardo delle 2.30 raggiunte con Amadeus, anche questa seconda serata è stata densa. Pienissima e senza un vero momento per abbassare la guardia. Tra esibizioni, ospiti e colpi di scena, il ritmo non ha certo rallentato.
A rendere tutto ancora più interessante, il meccanismo di voto: questa volta il peso, come sappiamo, è stato diviso equamente. 50% alle radio e 50% al televoto. Un equilibrio che mescola gusto “tecnico” e pancia del pubblico, e che inevitabilmente ha iniziato a ridisegnare gli equilibri della gara.
Perché, se le radio possono premiare la struttura e la potenziale longevità di un brano, il televoto va dritto all’emozione. E quando c’è di mezzo l’emozione, a Sanremo può succedere di tutto.
La semifinale di Sanremo Giovani
La seconda serata si è accesa con uno dei momenti più attesi: la semifinale di Sanremo Giovani.E che semifinale!
A guidare il tutto, sul palco dell’Festival di Sanremo, è arrivato Gianluca Gazzoli (già presentatore di Sanremo Giovani), chiamato proprio per l’occasione ad affiancare Carlo Conti e Laura Pausini.
La semifinale si è svolta proprio durante la seconda serata, il 25 febbraio, trasformando l’Ariston in una vera e propria arena di emozioni per i giovanissimi.
La finale? Appuntamento alla terza serata del Festival di Sanremo 2026!
Come in molti avevano previsto (ma a Sanremo le sorprese sono sempre dietro l’angolo!), a conquistare l’accesso alla finalissima sono stati Nicolò Filippucci ed Angelica Bove.
I due, già annunciati come finalisti, hanno affrontato e superato il trio formato da Blind, El Ma & Soniko e Mazzariello, provenienti da Area Sanremo. Una sfida combattuta, fatta di grinta, voce e presenza scenica. Nicolò ed Angelica si sfideranno, quindi, ufficialmente stasera.

A decretare il vincitore sarà un sistema di voto che non lascia scampo: il “cappello unico” di sala stampa, tv e web (33%), la giuria delle radio (33%) e il pubblico da casa, che con il suo 34% può davvero ribaltare tutto. Insomma, una battaglia all’ultimo voto.
E se parliamo di tifo, qui siamo ai massimi livelli!
Angelica Bove è già conosciutissima: nel 2023 ha partecipato a X Factor, conquistando un sesto posto che le ha regalato un pubblico fedelissimo. Nicolò Filippucci, invece, solo pochi mesi fa sedeva tra i banchi di Amici di Maria De Filippi. La sua eliminazione in semifinale ha fatto discutere parecchio: per molti fan è stata una decisione ingiusta, e le polemiche non sono certo mancate. Molti vedono il palco di Sanremo Giovani anche come un vero e proprio riscatto per Nicolò.
E siamo certi che già essere arrivati fin qui sia per lui un enorme traguardo.
Ma ora…il palco dell’Ariston è pronto, le luci sono accese e i cuori battono fortissimo. Chi vincerà? Angelica o Nicolò?
La parola, come sempre, passa alla musica… e a chi la ascolta!

Gli ospiti della serata
Durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2026 si è alzata l’asticella. Ospiti, emozioni, retroscena: all’Ariston non è mancato nulla, e il ritmo non ha concesso tregua (non a caso Carlo Conti ha avuto più volte difficoltà!)
Accanto a lui e Laura Pausini è tornato sul palco dell’Ariston Achille Lauro. Un ritorno che profuma di déjà-vu: lo scorso anno aveva portato in gara Incoscienti giovani, chiudendo al settimo posto al Festival di Sanremo, ma conquistando poi le radio fino alla vetta dei brani più trasmessi. Un piazzamento che non raccontava davvero l’impatto di quella canzone.
Stavolta Lauro non era in gara, ma ha dominato la scena con un’eleganza sorprendente e una naturalezza da veterano della conduzione: sciolto, ironico, mai fuori posto. E soprattutto capace di regalare momenti che hanno lasciato il segno.
Il primo, intensissimo, nel duetto con Laura Pausini sulle note di 16 Marzo. Il brano, nato in una sola notte nel 2020 come lettera d’addio dopo la fine di un amore, è diventato il singolo di lancio di Io Canto 2, il nuovo progetto di cover della cantante di Solarolo, pubblicato a vent’anni dal primo capitolo. Un album che attraversa decenni di musica, dal 1960 a oggi, omaggiando autori e interpreti che hanno segnato la storia italiana (e non solo). Rivederli insieme a Sanremo, dopo aver condiviso quel pezzo così intimo, ha avuto il sapore di una consacrazione.
E a proposito di cover, impossibile non pensare alla querelle che nel 2025 aveva acceso i riflettori tra Gianluca Grignani e la Pausini per La mia storia tra le dita: tra accuse di modifiche al testo, rivendicazioni di paternità artistica e botta e risposta social, la vicenda aveva fatto rumore prima di chiudersi con un accordo.

Ma il momento più potente della serata è arrivato con Perdutamente. In origine, Lauro avrebbe dovuto riproporre Incoscienti giovani. Poi la scelta è cambiata. Dopo la tragedia di Crans-Montana e l’immagine della madre di una delle vittime che canta proprio Perdutamente davanti alla bara del figlio, la scaletta è stata riscritta. Una decisione condivisa con Carlo Conti, che ha trasformato l’esibizione in un omaggio carico di significato.
E in quell’istante il Festival ha smesso di essere solo spettacolo. Le luci, i look, la gara: tutto è passato in secondo piano. È rimasta la musica, nuda, capace di farsi abbraccio collettivo. Ed è anche per questo che la seconda serata ha lasciato il segno.
Ma Achille Lauro non è stato l’unico ospite della seconda serata del Festival di Sanremo 2026. Accanto a lui, infatti, sul palco dell’Ariston sono saliti anche Pilar Fogliati e Lillo Petrolo, contribuendo a dare alla serata un ritmo decisamente più sciolto.
Il trio ha funzionato: tempi comici azzeccati, battute leggere, interazioni naturali. Il risultato? Una conduzione più fluida e divertente, capace di accompagnare la gara senza appesantirla.
Il clima è sembrato fin da subito meno ingessato rispetto alla prima serata del Festival di Sanremo, quando alcune gag tra Carlo Conti, Laura Pausini e Can Yaman erano apparse forzate, a tratti fuori fuoco. Stavolta, invece, la leggerezza non è sembrata costruita a tavolino ma è scivolata via con naturalezza, regalando allo spettacolo un equilibrio più convincente tra intrattenimento e musica.
Esibizioni da ricordare
Anche se le 30 canzoni le abbiamo già ascoltate, lo sappiamo tutti: ogni serata di Sanremo è decisiva. È ascolto dopo ascolto che i brani iniziano a entrarti sotto pelle, che le prime impressioni prendono forma, che i ritornelli ti ronzano in testa anche ore dopo. È proprio in quel momento che capisci una cosa sola: sei completamente DENTRO il Festival.
La seconda serata ha acceso ancora di più la competizione e ha visto trionfare in top 5, in ordine sparso:
1. Tommaso Paradiso
2. LDA & Aka7even
3. Nayt
4. Fedez & Masini
5. Ermal Meta
Ma se parliamo di performance che hanno davvero lasciato il segno, una delle più riuscite e magnetiche è stata senza dubbio proprio quella di Aka7even e LDA con Poesie Clandestine.
Se alla prima esibizione avevano forse pagato l’ultima posizione in scaletta, salendo sul palco oltre l’una di notte, e magari un pizzico di tensione, ieri hanno ribaltato tutto. Hanno portato sul palco una performance intensa, coinvolgente, viva. Si percepiva la loro complicità autentica, quell’amicizia che li lega anche fuori dall’Ariston. Luca e Luca si divertono davvero. E quando un artista si diverte, il pubblico lo sente. Arriva forte e chiaro. È quella la magia. È quella la loro forza. La genuinità.
C’è chi ha definito il loro pezzo “trash” o “piatto”. Eppure, in un festival dove spesso tutto è calcolato al millimetro, loro sono tra le poche vere boccate d’aria fresca. Portano energia, personalità, identità.

Carismatici, con una chimica reale e palpabile. Gli acuti e i falsetti di Aka7even hanno dimostrato una vocalità pazzesca, potente ma controllata. E rispetto alla prima sera, ancora più precisi, ancora più centrati vocalmente.
Se questa è la direzione, allora prepariamoci. Perché il bello deve ancora venire.
Ancora, Nayt ha affrontato la seconda serata al Festival di Sanremo con lucidità e coerenza. Il suo brano, Prima che, racconta la nostra condizione di persone costantemente iperconnesse, ma emotivamente distanti, spesso nascoste dietro maschere e schermi. La canzone nasce da una domanda tanto semplice quanto urgente: è ancora possibile incontrarsi davvero?
Nayt prova a trasformare questo interrogativo in musica attraverso un linguaggio diretto e contemporaneo. Il suo diventa un dialogo intimo con la nostra generazione, ma non solo. E quel suo “grazie per il vostro tempo” finale arriva dritto al cuore.

Ancora applausi anche per Fedez e Marco Masini, un incontro che mette insieme due generazioni e due modi diversi di intendere la musica. Il primo è uno dei protagonisti del pop rap italiano, comunicativo e diretto; il secondo è una delle voci più intense della tradizione cantautorale, due volte vincitore del Festival di Sanremo.
La loro collaborazione nasce su un terreno emotivo comune. Male necessario unisce barre e melodia in un racconto che parla di cadute, errori e consapevolezze. Non è una canzone che cerca scorciatoie: attraversa il senso di colpa, la solitudine e la disillusione, ma lo fa per dare un significato a quelle ferite. Il “male” diventa così un passaggio inevitabile per capire chi siamo e cosa conta davvero. È un brano che non offre risposte facili, ma invita a restare, a non scappare quando fa male. Perché a volte è proprio attraversando il buio che si impara a riconoscere la luce.
In conclusione
Dopo una seconda serata segnata dal peso del televoto e dalle prime indicazioni concrete arrivate da casa, il Festival di Sanremo 2026 comincia a delineare i suoi equilibri.
Le gerarchie iniziano a intravedersi, i favoriti prendono posizione, qualche outsider si fa largo. Ma a Sanremo nulla è davvero scritto: basta un’esibizione perfetta, una stecca inaspettata o un momento capace di diventare virale per ribaltare ogni pronostico nel giro di pochi minuti.
Domani toccherà agli altri 15 Big completare il quadro, insieme alla finale di Sanremo Giovani che promette scintille. Venerdì, poi, l’appuntamento più atteso: la serata delle cover, banco di prova decisivo e spesso imprevedibile. E poi la finale.
La gara è entrata nel vivo, le carte sono sul tavolo. E voi…avete già scelto il vostro preferito?
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