ITALIA – Un libro illustrato sugli effetti dell’inquinamento luminoso per sensibilizzare le nuove generazioni. Lumen, edito da Cocai Books, spiega il punto di vista degli animali per farci capire il ruolo del buio nella loro vita.
Fra gli squilibri creati dall’uomo, l’inquinamento luminoso è fra quelli a cui si fa meno caso. Iniziamo ad accorgercene solo quando fonti di luce esterne impattano sul nostro quotidiano in modo indesiderato: un potente lampione che non ci permette più di vedere le stelle dal balcone, o uno che non ci consente di far buio dentro casa se vogliamo vedere un film. Per quest’ultimo problema, noi bipedi più o meno stanziali dotati di pollice opponibile abbiamo inventato prima le tende, poi le persiane e infine le tapparelle. Gli animali invece no, anche se si tratta di primati antropomorfi come il gorilla o l’orango, che pure hanno il pollice opponibile e potrebbero tranquillamente tirare su e giù le tapparelle usando la cinghia.
Illustrazione di Valentina Gottardi
Come in altre occasioni, anche questa volta nella convivenza uomo/animale è il secondo che risente di più delle nostre esigenze. Sì perché se l’illuminazione artificiale permette a noi di rimanere attivi anche dopo il tramonto, o ci fa sentire più sicuri in certe zone, per gli animali invece può essere motivo di scompensi. Gli effetti collaterali della troppa luce sono i più svariati: si va dalla maggiore difficoltà a cacciare di uccelli notturni come il gufo, al far perdere la rotta a chi sceglie la notte per migrare, come succede alle beccacce. Emblematico il caso di Tribute in Light, l’installazione luminosa che a New York commemora la strage dell’11 settembre. Secondo una ricerca pubblicata nel 2017 sull’autorevole rivista americana PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) è stato stimato che, pur accendendosi una sola volta all’anno, in sette anni quelle luci abbiano influenzato negativamente oltre un milione di uccelli.
Anche gli insetti sono disorientati dalle luci artificiali. La notte, il loro modo di mantenere il corpo orientato in modo corretto è strettamente collegato alla principale fonte luminosa che conoscono: la luna e le stelle. La tecnica sta nel mantenere sempre il dorso rivolto verso la luce, che in natura proviene dall’alto. Si legge sul libro:
«Quando un insetto si avvicina a un lampione può perdere l’orientamento e restare intrappolato, perché la luce arriva da direzioni inaspettate. Non riuscendo più a capire dove sia l’alto e dove sia il basso, gira e rigira su sé stesso fino allo sfinimento. Per questo motivo, con il passare del tempo, vicino ai lampioni le falene e gli altri insetti diminuiranno sempre di più, calerà la loro preziosa opera di impollinazione e l’ambiente si impoverirà.»
Detto ciò, vi lascio immaginare che effetti possano avere le luci artificiali sugli insetti notturni per me più simpatici, cioè le lucciole, a cui Lumen dedica due intere pagine.
Il libro prosegue descrivendo gli effetti dell’inquinamento luminoso su pipistrelli, rospi, gechi fino ad arrivare agli animali che vivono sott’acqua. Vi ricordate Nemo, il pesce pagliaccio del classico Disney-Pixar? In natura, questi pesci depongono le uova negli anemoni di mare. Se però tali anemoni vengono illuminati da una luce artificiale, le uova non si riescono a schiudere.
Illustrazione di Valentina Gottardi
Lumen è un libro veramente ricco di informazioni originali. Il mondo vegetale, ad esempio: siamo abituati a collegarlo solo al giorno, quindi non ci si aspetta che anch’esso possa essere colpito dall’inquinamento luminoso. Invece scopriamo che…
«Gli alberi illuminati dalla luce dei lampioni tendono a produrre foglie più a lungo e a perderle più tardi rispetto a quelli che restano al buio. Molte piante in questo modo si indeboliscono, con il passare degli anni.»
In chiusura troviamo non solo un glossario ma anche il link a una pagina con l’elenco delle fonti bibliografiche. Lumen, infatti, è un libro divulgativo che poggia su solide basi scientifiche: i testi di Maciej Michno sono supportati dalla ricerca e supervisione scientifica di Danio Miserocchi e da una revisione scientifica addizionale di Elisa Monterastelli. Se volete consigliare questo libro a chi non parla italiano, lo trovate tradotto anche in cinese, turco, coreano, tedesco, sloveno e inglese.
Illustrazione di Valentina Gottardi
Lumen è stato ideato e illustrato da Valentina Gottardi, fondatrice assieme a Maciej Michno dello studio creativo Cocai Design (2016), a cui poi hanno affiancato una casa editrice indipendente Cocai Books (2023). Secondo Valentina e Maciej, “il rispetto della Terra passa anche dalla conoscenza”. Così, il progetto Cocai pubblica non solo libri ma organizza anche corsi elaboratori su misura per scuole, orti botanici e festival.
Flora e faunami hanno sempre affascinato ma anche la musica riveste un ruolo importante nella mia vita. Un paio di giorni fa, rileggendo il sottotitolo di questo libro, “Chi ha nascosto le stelle?”, mi sono ricordata di un brano del pianista Bill Evans: Turn Out the Stars. È una ballad malinconica, pubblicata per la prima volta nel 1967 in duo con Jim Hall, all’interno dello splendido album Intermodulation. Bill Evans a volte la suonava a chiusura dell’ultimo set. Per questo motivo, si dice che le stelle del titolo siano un’allusione alle luci del locale che vengono spente a fine serata.
Ecco: cerchiamo anche noi di spegnere le luci, di uscire di scena da certi luoghi, la sera, e lasciamo che la natura riconquisti il suo spazio.
INFO
Lumen. Chi ha nascosto le stelle?
Illustrazioni di Valentina Gottardi.
Testi di Maciej Michno
Ricerca e supervisione scientifica di Danio Miserocchi.
Edizioni Cocai Books (2024)
40 pagine
La musica è sempre stata presente nella mia vita: mi piace ascoltarla, suonarla al pianoforte, comporla. Sono attratta dal mondo delle piante, alle quali dedico gran parte del mio tempo libero. Scrivere trovo sia la naturale conseguenza del mio essere curiosa, del mio interesse per la lettura e del piacere di condividere le mie scoperte.