L’Antica Via del Tè e dei Cavalli: in Yunnan sulla Rotta di Antiche Carovane

L’Antica Via del Tè e dei Cavalli: in Yunnan sulla Rotta di Antiche Carovane

MONDO – Al cuore della storia dello Yunnan vi è una rotta commerciale che lo attraversa da sud a nord, diramandosi in molteplici percorsi e solcandolo come il corso di fiumi impetuosi: l’Antica Via del Tè e dei Cavalli.

In Cina c’è una provincia situata all’estremo sud-ovest che custodisce in sé una ricchezza culturale e una diversità paesaggistica, letteralmente, caleidoscopiche: lo Yunnan. Nome che tradotto significa “a sud (nan) delle nuvole (yun)” e che sotto il suo cielo ospita ben 25 delle 56 etnie presenti su tutto il territorio cinese, nonché panorami che spaziano dalle dense foreste tropicali del sud alle catene montuose del nord, dai contorni aspri e alpini.

La densità di questa regione è palpabile. Passando da un luogo all’altro, si ha la sensazione di varcare tanti confini, numerosi come le minoranze etniche che si incontrano durante il viaggio, o come le mutazioni del suo paesaggio. Eppure, è tutto contenuto in una sola provincia! Se decidi di approfondire di persona la scoperta di quest’area, sappi che il team di Ink Voyages, agenzia di viaggi in Cina con gestione completamente italiana, può aiutarti a organizzare la tua avventura su misura in Yunnan.

Un’Antica Via Commerciale, tra Tè e Cavalli

Al cuore della storia dello Yunnan vi è una rotta commerciale che lo attraversa da sud a nord. Diramandosi poi in molteplici percorsi e solcandolo come il corso di fiumi impetuosi: l’Antica Via del Tè e dei Cavalli.

Questa rotta commerciale, che viene comunemente inscritta nella cornice della Via della Seta come “Via della Seta Meridionale”, merita tuttavia una narrazione a sé in considerazione della straordinarietà del suo percorso e della sua rilevanza storica.

Partendo da Pu’er, si snodava fino a raggiungere Lhasa, in Tibet. Questo, per quanto riguarda il suo tratto principale. In realtà, essendo una rete di percorsi più che una strada sola, vi erano anche prosecuzioni a sud di Pu’er. Verso i Paesi del sud-est asiatico, e a sud di Lhasa, fino a raggiungere l’India. Vi era infine un ramo orientale che, partendo dal Sichuan, arrivava a sua volta a Lhasa.

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Muli e Carovane: un’Impresa Umana tra i Precipizi

La difficoltà di questa rotta si contava nei mesi (fino a 2-3 mesi) che occorrevano per percorrerla. Nonché nel costo in vite umane e animali sacrificati nel corso di una percorrenza che era insidiosa. Sia a causa del terreno impervio, sia a causa degli attacchi di briganti, attratti dalle mercanzie che venivano pazientemente trasportate dalle carovane di muli.

Come dice il nome stesso, le merci principali che venivano trasportate erano, per l’appunto, il tè e i cavalli. Con una precisazione da fare, tuttavia, perché non si trattava di uno scambio che si svolgeva da sud a nord, e poi da nord a sud, lungo la stessa rotta. Infatti, mentre il tè — specialmente quello di Pu’er, che era il più apprezzato — partiva dal sud dello Yunnan per raggiungere Lhasa, i destrieri tibetani non raggiungevano Pu’er, ma erano principalmente destinati verso la corte imperiale a est, che li utilizzava per fini militari oppure logistici, in considerazione della loro resistenza.

Il tè non era tuttavia la sola mercanzia che veniva trasportata. Se sei interessato ad addentrarti ancora di più in questa storia affascinante, puoi trovare qui un approfondimento sull’Antica Via del Tè e dei Cavalli. Inclusivo anche di mappe, che ti farà immergere nelle atmosfere di questa rotta commerciale che è una vera e propria impresa umana, costruita in nome del tè.

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L’Oro Verde: Il tè di Pu’er

Tutto questo avveniva infatti in cambio del tè, sì. Bisogna considerare che il tè aveva un’importanza determinante per equilibrare la dieta altamente proteica della popolazione tibetana con vitamine e nutrienti d’origine vegetale. Questi arrivavano proprio per mezzo delle foglie di tè. È stata proprio l’introduzione del tè in Tibet, inoltre, a dare origine al famoso tè tibetano, che unisce latte di yak e foglie di tè in una bevanda dal colore ocra-marrone, dal gusto corroborante. Perfetta per ricaricare le energie ad alta quota.

Dal Sichuan, vi era poi un’altra qualità di tè che viaggiava verso Lhasa. Che fosse meno “preziosa” è anche testimoniato dal fatto che fosse solo il tè di Pu’er a essere anche commerciato verso la corte imperiale di Pechino. Secondo le preferenze del tempo, quest’ultimo era il “solo vero tè”.

È davvero impressionante sapere che il carico “normale” per i muli che trasportavano i panetti di tè era di 60 chili (i muli più resistenti potevano arrivare a trasportare anche fino a 100 chili!). Distribuiti uniformemente sui fianchi degli animali per minimizzare il rischio di perdita d’equilibrio. Oppure di conseguenti cadute rovinose e perdita del prezioso carico in uno dei numerosi precipizi in agguato lungo il cammino.

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Il fascino dello Yunnan oggi

Il declino di questa rotta commerciale è associato alla nascita di vie di trasporto più moderne. Resta tuttavia ancora possibile percorrere parti di essa — o, se si ha molto tempo a disposizione, anche percorrerla per intero — avventurandosi per sentieri che mettono alla prova anche gli escursionisti più esperti. Ritrovarsi sugli stessi percorsi un tempo battuti dalle resistenti carovane di muli e di uomini è emozionante. Un tipo di esplorazione che unisce alla bellezza dei paesaggi un fascino storico profondo.

Attraversando alcuni degli insediamenti che si trovavano lungo la Via del Tè e dei Cavalli, potrai anche osservare come, tutt’oggi in alcuni casi – a causa della viabilità limitata di certi villaggi – siano visibili muli per il trasporto delle merci e dei materiali di costruzione. Un salto nel tempo e un’esperienza autentica che resta ancora disponibile per chi desidera viaggiare nelle pieghe profonde del territorio dello Yunnan.

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Uno dei vantaggi di questa regione, inoltre, è che non occorrono permessi speciali per visitarla. Il che rende il tutto più semplice. Dopo essere atterrati dall’Italia a Shanghai, per esempio, con un volo interno di circa 3 ore e mezza si può raggiungere Lijiang — e da lì partire con l’esplorazione. Vi sono anche altri aeroporti, come quello di Xishuangbanna, nel sud, per iniziare il viaggio immergendosi in atmosfere tropicali, o quello di Dali, se dopo il lungo viaggio internazionale si desidera riposare qualche giorno in un accogliente resort sulle rive del lago Erhai.

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Autore MyWhere

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