Un festival dedicato al cinema riscoperto.
Il festival UnArchive si svolge in diversi spazi culturali di Roma, in particolare nel quartiere di Trastevere. Tra i principali luoghi che ospitano l’evento ci sono il Cinema Trastevere, l’Orto Botanico, Zalib e la chiesa di Santa Dorotea.
Uno dei luoghi più suggestivi è l’Orto Botanico, dove si svolgono parte dei forum e diverse attività culturali. L’ambiente, ricco di vegetazione, rende l’esperienza ancora più piacevole e unica.
UnArchive infonde nuova vita alle immagini dimenticate, trasformando il cinema in memoria collettiva. Tra archivio e sperimentazione, il festival ci invita a contemplare le immagini da una prospettiva diversa. Un festival dedicato al cinema riscoperto.
Dal 26 al 31 maggio 2026, il quartiere romano di Trastevere ha ospitato la quarta edizione dell’UnArchive Found Footage Fest, un festival dedicato al cinema d’archivio e al found footage, una pratica cinematografica che riutilizza immagini esistenti per creare nuove narrazioni e reinterpretare la memoria visiva.
Il festival è nato con l’obiettivo di riflettere sull’archivio come bene comune, utilizzando immagini dimenticate, scartate o perdute per costruire nuove forme di cinema e nuove interpretazioni del passato. Più che un semplice festival cinematografico, UnArchive si trasforma in uno spazio culturale per registi, artisti, studenti e pubblico interessato ai media audiovisivi contemporanei.

UnArchive: dove si svolge
Il festival UnArchive si svolge in diversi spazi culturali di Roma, in particolare nel quartiere di Trastevere. Tra i principali luoghi che ospitano l’evento ci sono il Cinema Trastevere, l’Orto Botanico, Zalib e la chiesa di Santa Dorotea.
Uno dei luoghi più suggestivi è l’Orto Botanico, dove si svolgono parte dei forum e diverse attività culturali. L’ambiente, ricco di vegetazione, rende l’esperienza ancora più piacevole e unica.
Azioni e progetti principali
Il programma si è sviluppato nell’arco di sei giorni, alternando film, cortometraggi, performance, dibattiti, masterclass ed eventi internazionali.
Tra i progetti più attesi di questa edizione:
- Il film “Everything You Need to Make a Movie Is a Gun”, del regista argentino Santiago Sein, proiettato il 28 maggio.
- Soy lesbiana de este país, di Rocío Llambí, nella sezione Best of Fest.
- La retrospettiva dedicata a Giuseppe Bertolucci, con opere come La furia di Pasolini e Pasolini, il nostro prossimo.
- Sessioni speciali dedicate alla regista sperimentale Cécile Fontaine.
- Proiezione di Requiem, di Jonas Mekas, figura storica del cinema sperimentale e d’avanguardia.
Il festival UnArchive ha inoltre incluso competizioni internazionali, cinema sperimentale, riuso creativo di materiali d’archivio e opere provenienti da paesi come Argentina, Canada, Iran, Cuba, Francia e Polonia.
Film in lingua originale
Uno degli aspetti più interessanti del festival è stata la forte dimensione internazionale. Tutti i film della Competizione Internazionale sono stati proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano e inglese, mentre molte sezioni parallele sono rimaste anch’esse nella lingua originale.
Questo ha permesso di preservare l’autenticità delle opere e, allo stesso tempo, di rendere il festival accessibile a un pubblico internazionale.

Un’esperienza curata nei dettagli
Oltre alle proiezioni, l’organizzazione del festival è stata impeccabile. All’arrivo è stata consegnata una borsa con penne, programma, itinerario e tutte le informazioni necessarie, tutto perfettamente organizzato.
L’atmosfera a UnArchive era giovane, aperta e molto piacevole. C’era molta gente interessata al cinema, all’arte e alla cultura audiovisiva, e si creava continuamente un forte senso di comunità tra pubblico, artisti e organizzazione.
Uno degli aspetti più rilevanti è stata la qualità dell’organizzazione: orari chiari, ottimo coordinamento tra le diverse sedi e una calorosa accoglienza da parte del personale.
UnArchive: ambienti e spazi del festival
Un altro dettaglio positivo è stata la vicinanza tra le varie sedi del festival, che ha reso facile spostarsi a piedi da una proiezione all’altra.
Inoltre, gli spazi erano numerosi e permettevano di fermarsi o rilassarsi tra un evento e l’altro. Soprattutto nella zona dell’Orto Botanico era possibile acquistare qualcosa e continuare a godersi film ed eventi culturali senza interruzioni.
In generale, UnArchive è apparso come molto più di un festival cinematografico: un’esperienza culturale completa, attentamente curata e pensata per permettere al pubblico di vivere non solo il cinema, ma tutto ciò che lo circonda.






