Alla GAM di Roma il racconto di tre artiste del Novecento

Alla GAM di Roma il racconto di tre artiste del Novecento

ROMA – Nel suggestivo chiostro della Galleria d’Arte Moderna di Roma, un reading della storica dell’arte Gina Ingrassia ha raccontato le vicende umane e artistiche di Benedetta Cappa, Antonietta Raphaël e Mimí Quilici Buzzacchi. Un viaggio tra arte, memoria e indipendenza femminile che si inserisce nelle celebrazioni per il centenario della GAM.

Una serata dedicata a tre artiste che hanno lasciato un segno nel Novecento italiano, ma che spesso sono state raccontate attraverso le figure maschili che le hanno accompagnate. È quella andata in scena il 19 giugno nel chiostro della GAM di Roma Capitale, nell’ambito delle iniziative per il centenario del museo.

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A guidare il pubblico in questo viaggio è stata la storica dell’arte e curatrice Gina Ingrassia. Le sue parole sono state accompagnate dalle musiche dell’artista Gian Mario Conti, creando un’atmosfera raccolta e suggestiva.

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Prima del reading, i partecipanti hanno visitato i quattro piani della Galleria d’Arte Moderna. Qui hanno potuto osservare le opere di Benedetta Cappa, Antonietta Raphaël e Mimí Quilici Buzzacchi accanto a quelle di alcuni grandi protagonisti dell’arte del Novecento, tra cui de Chirico, Balla e Franz.

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Tre protagoniste da riscoprire

Nel racconto di Gina Ingrassia è emersa soprattutto la forza di tre donne che hanno saputo costruire un percorso artistico autonomo. Ognuna ha sviluppato un linguaggio personale, trasformando esperienze difficili e momenti di fragilità in creatività.

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Benedetta Cappa è stata una delle figure più importanti del secondo Futurismo. Definita “la donna che ascoltava il ritmo invisibile”, ha sviluppato una ricerca originale sul movimento e sulla velocità.

Antonietta Raphaël fu invece una protagonista della vita culturale romana. Nel suo salotto si incontravano artisti e intellettuali. Insieme al marito Mario Mafai contribuì inoltre alla nascita della Scuola di via Cavour.

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Diverso il percorso di Mimí Quilici Buzzacchi. L’artista è conosciuta soprattutto per le sue xilografie dedicate ai siti archeologici. Le sue opere spaziano da Roma fino a località del Mediterraneo come Leptis Magna.

Tra i lavori esposti, una delle incisioni provenienti dalla Libia ha attirato particolarmente l’attenzione. L’opera restituisce l’immagine di un mondo fermato poco prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale.

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Il messaggio della serata è stato chiaro. Nonostante il tempo trascorso e il riconoscimento spesso tardivo, queste artiste continuano a parlare attraverso le loro opere. Come ricordato durante il reading, alcune storie restano impresse in un quadro, in un’incisione o in una scultura, diventando testimonianze permanenti di vita.

Flavio Redhair

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