MONDO – Yayoi Kusama è morta il 14 agosto 2026 a Tokyo, a 97 anni. Ecco come i bambini e le nuove generazioni l’hanno conosciuta e hanno reinterpretato artisticamente la Pumpkin di Naoshima.
La notizia della morte di Yayoi Kusama è stata resa pubblica il 27 agosto. La sua fondazione conferma che continuò a dipingere fino agli ultimi giorni.

Ho raccolto in giro per le scuole tanti lavori creati in omaggio per lei. Disegni colorati con le tecniche più svariate, dai pennarelli alle matite colorate, dai pastelli alle tempere e soprattutto con la tecnica del collage.

La zucca di Kusama è diventata quasi un personaggio
In particolare la celebre Pumpkin di Naoshima e le altre zucche disseminate in musei e spazi pubblici hanno trasformato un oggetto molto semplice in un’icona generazionale.
E qui succede qualcosa di simile a quello che era successo con Andy Warhol: l’opera diventa immediatamente riconoscibile anche al di fuori dell’ambiente artistico.

Yayoi Kusama: per molte persone giovani non è stata scoperta prima come “artista”, ma come esperienza visiva e poi riconosciuta come artista.
Kusama è un’artista d’avanguardia degli anni Sessanta vista dalle nuove generazioni come un’artista contemporanea.

Come l’hanno conosciuta le nuove generazioni?
Prima di tutto attraverso le Infinity Mirror Rooms.
È probabilmente il passaggio decisivo. Entrare in una stanza di Kusama significa trovarsi dentro un’immagine: specchi, luci, puntini, riflessi, infinito. Non è più necessario conoscere la storia dell’arte per capire che lì sta succedendo qualcosa.
E soprattutto è un’opera fotografabile.

Le sue stanze sono diventate un fenomeno sui social: studi e recensioni museali hanno esplicitamente collegato il loro successo alla possibilità di fotografarsi e condividere l’esperienza.

La giovane generazione può essere arrivata a Kusama attraverso immagini estremamente divertenti, colorate e Instagrammabili, mentre dietro quelle immagini c’è una ricerca molto più inquietante: ossessione, ripetizione, annullamento dell’io, allucinazione, infinito e paura della morte.
I pois sono anche un modo per perdersi nel mondo.
Kusama ha compiuto una cosa rarissima: ha trasformato un’idea filosofica difficilissima “l’annullamento dell’individuo nell’infinito” in qualcosa che un adolescente può capire fisicamente in dieci secondi.
Entri in una stanza.
Ti vedi moltiplicato.
Non sai più dove finisci tu e dove comincia lo spazio.
Tutte le foto MyWhere©
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