Venezia e la Biennale, questione di feeling.

 Anche quest’anno è arrivata la Biennale di Venezia. Venezia è bellissima già dal treno, quando arrivi e scorgi la sua sinuosa sagoma che esce dalle acque come una Dea, quando arrivati in stazione la brezzolina che sale dalla laguna ti accarezza la pelle, quando, piena di bagagli tiri mille accidenti perché è tutta un ponte e tutta uno scalino, tutta callettine e spazi minuscoli per arrivare alla pensione che è sempre troppo lontana per i tuoi piedi che sono già doloranti dopo pochi minuti di tragitto. Venezia riesce, comunque, ad essere magica ed ogni due anni per la Biennale d’arte indossa il suo miglior vestito e accoglie artisti da tutto il mondo che riempiono palazzi stratosferici, difficilmente visitabili se non per questa kermesse.

55ma Biennale di Venezia
55ma Biennale di Venezia

Quest’anno alla 55ma edizione alcune novità importanti regaleranno ai curiosi visitatori, 8 nuovi padiglioni, [Bahamas, Regno del Bahrain, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldive, Costa d’Avorio e Nigeria (con i Paesi Africani), Paraguay (con IILa)] e il padiglione della Santa Sede che sarà rappresentato da tre artisti (più uno) con un progetto ispirato alla Genesi. Ad aprire il Padiglione, nelle Artiglierie dell’Arsenale, sarà un’opera di Tano Festa, creata per la Biennale del 1964.
 Il padiglione con titolo, «In Principio», ma con un sottotitolo potente e ambizioso: «Creazione, De-Creazione. Ri-Creazione». Per «la Creazione», vedremo il percorso luminoso con stimoli sensoriali ed esperienze interattive di Studio Azzurro.
 Il caos, la distruzione, il peccato, saranno rappresentati dalle fotografie di Josef Koudelka e in ultimo, il momento della ri-creazione alle opere magnifiche dell’australiano Lawrence Carroll, con la rappresentazione concreta e simbolica della Nuova Umanità, una nuova Origine, attraverso elementi semplici, a cavallo tra Arte povera e Concettuale.

Grande aspettativa per il Padiglione Italia di Bartolomeo Pietromarchi, vice versa, (Tese delle Vergini, Arsenale) un viaggio ideale nell’arte italiana di oggi, un itinerario per raccontare identità, storie e paesaggi, reali e immaginari, esplorando la complessità e le stratificazioni che caratterizzano la vicenda artistica e culturale del Paese. Vice versa si comporrà di sette stanze (sei ambienti comunicanti più un giardino di mille metri quadrati) allestite all’interno del Padiglione Italia, con sette coppie di artisti, a volte abbinati anche tra generazioni molto lontane. Cosi dialogheranno Fabio Mauri e Francesco Arena, Luigi Ghirri e Luca Vitone, Marcello Maloberti e Flavio Favelli, Gianfranco Baruchello ed Elisabetta Benassi, Francesca Grilli e Massimo Bartolini, Piero Golia e Sislej Xhafa, Giulio Paolini e Marco Tirelli.

E poi, non per ultimo il Palazzo Enciclopedico del giovane Massimiliamo Gioni che, sono certa, ci darà grandi soddisfazioni con il suo museo temporaneo.

Non ci resta che indossare scarpe comode e cominciare a camminare, il 29-30-31 Maggio per gli operatori del settore e dal 1 Giugno al 24 Novembre per il pubblico, per non perderci nemmeno un angolo di questa attesa 55ma Biennale

www.labiennale.org

Simona Gavioli

A chi mi chiede perché amo l’arte rispondo cosi:
Sono nata nella città di Virgilio, del Regno dei Gonzaga e di Isabella D’Este, una delle donne più colte e stimate del Rinascimento. Sono nata tra le mura di Palazzo Te (Giulio Romano) e la camera degli sposi (Andrea Mantegna). Sono cresciuta saltellando qua e là, facendo finta di pregare tra la chiesa di San Sebastiano e la Basilica di Sant’Andrea (Leon Battista Alberti). Sono vissuta dividendo la mia vita tra cucine e chiese matildiche; la mia favola, prima di dormire, era L’Arte di Ben Cucinare di Bartolomeo Stefani, cuoco al servizio di Ottavio Gonzaga.
A chi mi chiede perché scrivo, non rispondo.
Ma a chi mi chiede perché scrivo di arte e di cucina, dico solo che la scrittura è qualcosa che hai dentro e dalla quale non puoi scappare perché fa parte di te. La scrittura, come l’arte, ingombra la vita, soprattutto quando diventa urgente, compulsiva e passionale come la mia.
Simona Gavioli

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