5 grandi film sul calcio che diminuiranno la nostra astinenza dal pallone

5 grandi film sul calcio che diminuiranno la nostra astinenza dal pallone

MONDO – Quanti film sul calcio vi vengono in mente? Quanti di questi valgono davvero la pena di essere visti? Ma soprattutto, quanto vi sta mancando il calcio in questi mesi di emergenza? Se la vostra dipendenza calciofila non è stata appagata dai tanti speciali sulle partite storiche andate in onda in questi giorni, ecco una manciata di film sul pallone che potrebbero appianare la vostra astinenza.

Le partite dei Mondiali 2006. Le vittorie di Milan, Inter e Juventus in Champions League, le cavalcate trionfali di Roma, Lazio e Napoli nelle stagioni dei rispettivi scudetti storici. E ancora le magie di Totti, Baggio, Mancini, Del Piero e Zola. Tutto bellissimo certo, e che nostalgia! Ma il calcio vero quando torna? In attesa della ripartenza della serie A (data ufficiale 20 giugno) perché non unire la passione per il pallone con quella del cinema? In questo articolo cerchiamo di ripercorrere le pellicole fondamentali di un connubio, quello tra calcio e cinema, che non sempre ha prodotto capolavori inenarrabili. Ecco allora alcuni film sul calcio da vedere per mettere un freno all’astinenza da calcio che l’emergenza Covid-19 ha causato.

PERCHE’ TANTI FILM SUL CALCIO NON FUNZIONANO

C’è un aspetto fondamentale se si vuole girare un film sul calcio. Un aspetto che spesso i registi hanno trascurato. La tecnica. Se vuoi girare un film sul calcio non puoi prendere come un protagonista un attore che non è in grado neanche di prendere la porta da 3 metri. Perché il cultore, il fanatico, lo capisce subito. Lo capisce quando guarda la trilogia di Goal, film che ripercorre le avventure sportive del messicano Santiago Munez. Ecco, Santiago, interpretato da Kuno Beker, non potrebbe giocare neanche nel campetto della parrocchia senza essere deriso per la sua scarsezza. Lo stesso vale per Il Campione di Matteo Rovere (che film Veloce come il vento, ma qui non ci siamo). Non ce ne voglia l’ottimo Andrea Crapenzano, ma con quei tiri (e quei piedi) a calcio non si supera neanche l’area di rigore.

I MIGLIORI FILM SUL CALCIO

Ovviamente, quello tecnico è solo uno degli aspetti che un regista dovrebbe riuscire a riproporre in un film sul calcio. Esistono poi molti altri fattori che possono fare la differenza. In ogni caso, qualche capolavoro nella sconfinata storia della Settima Arte per fortuna c’è.

5) Sognando Beckham

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Un film da far vedere a tutti quelli che pensano che il calcio sia uno sport maschile. Girato nel 2002, Sognando Beckham ripercorre la passione calcistica per Jess, giovane ragazza anglo-indiana che combatte contro tutto e tutti pur di coltivare il suo sogno. Quale? Diventare una calciatrice e andare a giocare negli USA (il campionato femminile migliore al mondo ancora oggi). Una pellicola che mischia il Bollywood allo stile cinematografico europeo, una favola divertente dove anche le attrici in questione non sfigurano quando prendono a calci un pallone, aspetto fondamentale, almeno per il sottoscritto come avrete capito.

4) Fuga per la vittoria

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Quando il pallone diventa uno strumento per raccontare una guerra. Nel film di John Huston c’è Sylvester Stallone a difendere la porta della squadra di prigionieri che affronta i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale durante l’occupazione tedesca in Francia. C’è Stallone sì, che col calcio c’entra poco, ma ci sono anche Pelè, Bobby Moore, Osvaldo Ardile, Paul van Himst e Kazimiers Deyna, in poche parole, i migliori calciatori dell’epoca. Nel cast figurano anche Michael Caine e Max von Sydow per un film che unisce al “bel calcio”, anche romanticismo e dramma e un sogno che inaspettatamente si realizza nonostante tutte le difficoltà da affrontare.

3) Febbre a 90°

Il calcio visto dai veri protagonisti del calcio, i tifosi. Febbre a 90° è la trasposizione cinematografica del best seller del grande Nick Hornby e racconta di come il fanatismo possa sposarsi benissimo con il pallone. Il protagonista Paul Ashworth (Colin Firth) vive un attaccamento al calcio a dir poco maniacale, un attaccamento che si consuma anche senza giocarci, ma che influisce tremendamente nella sua vita. Per capire l’essenza del film, riportiamo per intero il monologo più famoso della pellicola:

Il calcio ha significato troppo per me e continua a significare troppe cose. Dopo un po’ ti si mescola tutto nella testa e non riesci più a capire se la vita è una merda perché l’Arsenal fa schifo o viceversa. Sono andato a vedere troppe partite, ho speso troppi soldi, mi sono incazzato per l’Arsenal quando avrei dovuto incazzarmi per altre cose, ho preteso troppo dalla gente che amo… Okay, va bene tutto! Ma… non lo so, forse è qualcosa che non puoi capire se non ci sei dentro. Come fai a capire quando mancano tre minuti alla fine e stai due a uno in una semifinale e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce stravolte, tirate per la paura, la speranza, la tensione, tutti completamente persi senza nient’altro nella testa… E poi il fischio dell’arbitro e tutti che impazziscono e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo, e il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato un momento cruciale in tutto questo rende la cosa speciale, perché sei stato decisivo come e quanto i giocatori, e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio? E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c’è sempre un’altra stagione. Se perdi la finale di coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio, che male c’è in questo? Anzi, è piuttosto confortante, se ci pensi”. (Paul)

2) Il mio amico Ericfilm sul calcio mywhere

Piovono pietre, La canzone di Carla, La parte degli Angeli. Il regista Ken Loach ha raccontato la classe proletaria inglese come pochi altri. E nel film Il mio amico Eric raggiunge l’apice della sua carriera narrando la storia di Eric, postino di mezza età di Manchester con una vita triste e difficili. A dargli l’appoggio per andare avanti è un amico immaginario a dir poco particolare, Eric Cantona, suo idolo calcistico. La pellicola non offre solo un mix originalissimo tra commedia e dramma ma rappresenta un’occasione perfetta per rivivere le gesta del grande e controverso campione francese.

1) Il Maledetto United

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Il regista premio Oscar per Il Discorso del Re Tom Hooper dirige lo strepitoso Michael Sheen nel film dedicato alla figura di Bryan Clough, l’allenatore inglese capace di vincere 2 Coppe dei Campioni consecutive con la cenerentola Nottingham Forrest. Il film però non racconta questa parte di carriera di Clough, ma si concentra sulla feroce rivalità tra l’allenatore e il Leeds United di Don Reevie, quando Bryan allenava il Derby County.

La voglia di rivalsa nei confronti di Revie, portò Clough a firmare per il Leeds per dimostrare che lui, a differenza del suo predecessore, sarebbe riuscito a vincere la Champions. Sarebbe come se Mourinho firmasse per la Juventus dopo i suoi trascorsi all’Inter. L’operazione per Clough fu un vero disastro. Venne rigettato dai giocatori del Leeds e per rialzarsi dopo quello scotto, il tecnico inglese ci mise parecchi anni.

Ciò che colpisce del film è la capacità di raccontare perfettamente la figura di Clough, il re del trash talking del calcio, una figura ancora oggi impossibile da dimenticare.

Paolo Riggio

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