Chi ha rubato la Gioconda? L’incredibile storia di Vincenzo Peruggia

Chi ha rubato la Gioconda? L’incredibile storia di Vincenzo Peruggia

ACCADDE OGGI – Chi ha rubato la Gioconda? Il 22 agosto del 1911 si consumava Il Colpo del Millennio. Non venne rubato solo il quadro più famoso della storia, ma in un certo senso, venne rubata anche la Francia. Chi fu l’autore del colpo? Un immigrato italiano che detestava Napoleone e i francesi!

Parigi, 22 agosto del 1911. Due visitatori, nonostante il caldo asfissiante, vanno al Louvre. Ci vanno presto, prima degli altri perché vogliono vedere La Gioconda di Leonardo Da Vinci da vicino, senza resse o fastidi con cui combattere. Ma quando la raggiungono, rimangono a bocca aperta. Al Salon Carrè, i due visitatori non sono stupiti per la bellezza senza eguali dell’opera di Da Vinci, sono a bocca aperta perché il quadro non c’è. La Gioconda non c’è e chi ha rubato la Gioconda?

Iniziano ad arrivare altri visitatori che non vedendo il quadro si arrabbiano e iniziano a polemizzare: “Ma dov’è? Perché non ci avete avvisato? Chi l’ha spostata?”. Arriva la sorveglianza e arriva il curatore, che non perde la lucidità, chiama il Sottosegretario alle Belle Arti francese. Perché la Gioconda non è stata spostata, non è in fase di restauro, semplicemente non c’è. La Gioconda è stata rubata.

IL COLPO DEL MILLENNIO: CHI HA RUBATO LA GIOCONDA?

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Chi ha rubato la Gioconda? Il quadro di Leonardo Da Vinci dal 1911 al 1913 fu considerato disperso

Rubare la Gioconda non è come rubare un quadro qualunque. È il colpo del secolo. Dietro deve esserci per forza un professionista. Ma chi? Chi può aver avuto il coraggio e la capacità per compiere un furto del genere?

Passano alcune ore e la polizia francese arriva sul posto. Inizia ad interrogare i presenti tra visitatori, addetti ai lavori e operai. Ma niente. Nessuno sa cosa è successo. Chi può essere stato? Una banda di ladri d’arte? Un operaio? Un impiegato alle pulizie? Dubbi, deduzioni, ipotesi, ma nessuna certezza. C’è un’unica speranza: un testimone che lavora al museo ha visto il giorno prima un uomo uscire da una porta secondaria con un fagotto al braccio. E’ lui il ladro probabilmente. Anzi è sicuro. Già. Ma chi è? La polizia da il via ad una caccia all’uomo senza precedenti. Interrogano tutti i possibili colpevoli, ladri d’arte, topi d’appartamento, uomini con precedenti penali. Tutti sotto torchio. Ma niente. Alla domanda “chi ha rubato la Gioconda” non c’è risposta.

Tra gli impiegati del Louvre interrogati c’è anche un italiano. Si chiama Vincenzo Peruggia e lavora a Louvre da qualche anno. La polizia gli entra in casa: “Possiamo entrare a ispezionare la casa?” chiedono. “Certo, entrate pure!”. L’ispezione però non da risultati. Mentre la polizia si allontana dalla dimora di Peruggia, l’impiegato li guarda sorridendo tra sè e sè. Perché? Perché hanno commesso un errore da novellini. Se avessero guardato sotto al letto di Peruggia avrebbero trovato la Gioconda.

VINCENZO PERUGGIA: IL “LADRO” ITALIANO CHE ODIAVA NAPOLEONE E I FRANCESI

Chi ha rubato la Gioconda? Vincenzo Peruggia, il ladro. All’epoca del furto aveva 30 anni

Vincenzo Peruggia ha 30 anni, viene da Dumenza, in provincia di Varese. Di mestiere fa l’inbianchino e l’artigiano. È arrivato in Francia da poco in cerca di fortuna. Non ha mai avuto problemi con la legge, non ha legami con la malavita, è totalmente incensurato. Fa l’artigiano e il lunedì lavora al Louvre.

La mattina del misfatto, come ogni altra mattina, Peruggia attacca presto ed è l’unica persona presente al Louvre. Peruggia  raggiunge la Gioconda, la guarda intensamente, si gira intorno, non vede nessuno e la prende. Così, semplicemente. Dopo aver sfondato il vetro protettivo, esce dall’uscita posteriore del museo e, spaventato, copre il quadro con una giacca, prende l’autobus e torna a casa. E poi? E poi, come se niente fosse torna al lavoro, al Louvre, dove giustifica la sua assenza affermando di essersi sentito male.

LA GIOCONDA RICOMPARE A FIRENZE

Per 2 anni la Gioconda sparisce. I media del tempo non parlano d’altro. Dedicano alla vicenda un articolo al giorno. Dov’è la Gioconda? Chi l’ha rubata? L’hanno presa i tedeschi? L’hanno presa gli americani? E perché no, i giapponesi? Invece, la Gioconda è ancora a Parigi. E’ sotto al letto di Peruggia.

A un certo punto però, La Gioconda ricompare. Vincenzo Peruggia scrive una lettera ad un collezionista d’arte che ha una galleria a Firenze firmandosi con lo pseudonimo di Leonardo V: “Che il quadro torni a Firenze, dove è giusto che sia  se Napoleone non l’avesse rubato agli italiani. Morale della favola? Peruggia ha fatto tutto questo perché ce l’aveva con Napoleone e con i francesi.

Chi ha rubato la Gioconda? Ecco una foto del Louvre

Il finale della storia è tragicomico. Peruggia e il curatore fissano un incontro a Firenze. Il curatore ci crede poco, dubita fortemente che un impiegato italiano del Louvre abbia la Gioconda, ma quando vede il quadro rimane impietrito. Dopo qualche secondo di shock, avverte le autorità e Peruggia viene arrestato.

La Gioconda torna al Louvre e Peruggia viene condannato ad un anno di reclusione al termine di un processo andato in scena a Firenze. Gli viene riconosciuta l’infermità mentale e per questo riceve una pena ridotta.

Paolo Riggio

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