Da Monet a Van Gogh a Kandinsky: a Ferrara va in scena il XIX e XX secolo

Da Monet a Van Gogh a Kandinsky: a Ferrara va in scena il XIX e XX secolo

FERRARA – Inaugurata al grande pubblico il 19 Settembre a Palazzo dei Diamanti a Ferrara la grande mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinsky, un’eccezionale excursus nell’arte pittorica dall’Impressionismo al Futurismo.

Dal 19 Settembre fino al 10 Gennaio 2027, Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospiterà la mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità. Capolavori dal Museum Boijmans Van Beuningen e da altre importanti collezioni – organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e curata da Sandra Kisters e Vasilij Gusella – racconta come in poco meno di ottant’anni, la pittura europea sia passata dall’osservazione diretta della natura, tanto cara all’Impressionismo fino alla dissoluzione delle forme, della luce e del reale.

La mostra ha aperto le porte per la stampa il 18 settembre, alla presenza delle autorità locali, nella figura dell’assessore alla cultura per il comune di Ferrara Marco Gulinelli, di Fondazione Ferrara Arte, nelle persone del Direttore Pietro di Natale e del Presidente Vittorio Sgarbi, dell’Ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi in Italia Michael Stibbe e dal Responsabile U.O. Musei e Spazi espositivi Vasilij Gusella.

monet van gogh ferrara

L’itinerario a Ferrara riunisce oltre 120 opere di Monet, Van Gogh e Kandinsky, per la maggior parte provenienti dalle collezioni del Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, affiancate da una selezione di dipinti e disegni appartenenti a importanti raccolte pubbliche e private italiane, tra cui il Museo Giovanni Boldini di Ferrara. Il percorso è inoltre arricchito dal progetto multisensoriale Dalla natura vissuta al paesaggio interiore, che accompagna la visita attraverso suoni, odori e allestimento. In quattro sale, specifiche sollecitazioni sonore e olfattive evocano il rapporto con la natura, la percezione del paesaggio, la socialità della città moderna e il progressivo passaggio verso una dimensione interiore.

Protagonista del percorso espositivo è il paesaggio, sia rurale che urbano, e la vita moderna nella sua evoluzione. La natura osservata dal vero, tanto cara agli impressionisti, la luce, il colore, il dinamismo delle città in forte evoluzione, conducono la pittura verso un’evoluzione graduale che si scolla mano a mano dal reale: la luce e il colore si modificano, si plasmano su un nuovo concetto di osservazione per cui natura e paesaggio non sono più soltanto soggetti da rappresentare, ma diventano esperienza vissuta, spazi di percezione e, infine, costruzione mentale.

Articolato nella successione cronologica di snodi e movimenti fondamentali – dalla Scuola di Barbizon ai macchiaioli, dall’impressionismo al postimpressionismo, dal divisionismo al futurismo, fino all’astrattismo –, il percorso espositivo restituisce la pluralità di linguaggi e sperimentazioni di questi decenni cruciali attraverso le opere dei grandi protagonisti della pittura moderna europea: Gustave Courbet, Claude Monet, Berthe Morisot, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Edgar Degas, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Jacoba van Heemskerck, Paul Signac, Odilon Redon, Pablo Picasso, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Wassily Kandinsky e Piet Mondrian. Accanto a loro, i maestri italiani: Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Umberto Boccioni e Mario Sironi.

Il percorso prende avvio con i maestri della Scuola di Barbizon, che affermano una nuova sensibilità fondata sull’osservazione diretta della natura e sulla pratica della pittura en plein air; pratica declinata in Italia dai macchiaioli, che elaborano un linguaggio costruito attraverso i rapporti di luce e colore. In Francia gli Impressionisti portano questa ricerca verso una nuova libertà, fondata sulla percezione dell’istante, sulla vibrazione cromatica e sulla restituzione delle sensazioni fugaci suscitate dal paesaggio. 

monet van gogh ferrara

In Olanda la Scuola dell’Aia, interpreta la lezione della pittura dal vero attraverso una sensibilità più sobria e atmosferica, attenta alla luce diffusa, alle variazioni del cielo e all’umidità dell’aria. A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento, postimpressionisti e divisionisti aprono strade ulteriormente diverse: la forma e il colore acquistano autonomia, lo spazio viene ripensato e l’immagine si carica di valori simbolici ed emotivi.

MonetVanGoghKandinsky

Con il futurismo la città e la modernità irrompono nell’arte, esaltando il dinamismo e l’energia delle nascenti metropoli mentre in Europa prende forma un processo che conduce verso l’astrazione: la realtà non scompare improvvisamente, ma viene progressivamente semplificata, trasformata e infine dissolta; ciò che conta non è più soltanto ciò che l’occhio vede, ma ciò che l’artista percepisce, ricorda, sente o immagina. Kandisnsky sosteneva che: 

“L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla e indica il contenuto del futuro”

la realtà non viene più quindi semplicemente rappresentata, ma reinterpretata attraverso forme, colori e ritmi capaci di esprimere la dimensione interiore e spirituale dell’artista. Persino il tempo è un fattore limitante: l’arte è qualcosa che sorpassa lo scorrere naturale del tempo e, come una freccia ancora più rapida, ne rivela il contenuto del futuro.

Informazioni e prenotazioni

tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it

www.palazzodiamanti.it 

Catalogo della mostra:  Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità

A cura di Sandra Kisters e Vasilij Gusella

Testi di Vittorio Sgarbi, Sandra Kisters, Vasilij Gusella, Stefano Bosi, Chiara Vorrasi, Elena Pontiggia, Dominique de Font-Réaulx, Elisa Maria Gervasi, Pietro Di Natale

356 pagine illustrate

Fondazione Ferrara Arte Editore

©Marianne Bargiotti Photography 2026

Marianne Bargiotti

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