Intervista ad Axel Fury: “La mia storia, WM 34 e il Wrestling italiano”

Intervista ad Axel Fury: “La mia storia, WM 34 e il Wrestling italiano”

VENEZIA – A poco meno di una settimana dalla 34′ edizione di WrestleMania, abbiamo intervistato Axel Fury, miglior wrestler italiano, con il quale abbiamo parlato di un po’ di tutto ciò che gravita intorno al mondo del wrestling attuale.

Hulk Hogan, André The Giant, Ric Flair, Bret Hart, Shawn Michaels, The Rock, Stone Cold Steve Austin, The Undertaker, Triple H, John Cena. Per alcuni di voi questi nomi saranno pressoché sconosciuti, ma per gli appassionati incalliti, o per coloro che da piccoli seguivano con tanto ardore questa disciplina, si tratta di veri e propri idoli. Stiamo parlando di Wrestling, lo sport-entertainment per eccellenza, una miscela di sport, spettacolo e intrattenimento nel quale si combina l’esibizione atletica con quella teatrale.

Negli Stati Uniti il Wrestling è un vero e proprio fenomeno di massa, un qualcosa che fa parte inevitabilmente della tradizione sportiva del paese. In Italia il discorso è un po’ più complesso, ma in questo periodo dell’anno, l’argomento torna molto caldo, soprattutto tra i giovani.

Il perché è presto detto. Domenica 8 aprile si svolgerà WrestleMania 34, evento che può essere considerato alla stregua del Super Bowl per il Football americano. In questo speciale show, che si svolge ogni anno in stadi megagalattici, hanno spesso luogo dei veri e propri dream-match (ad esempio, Hulk Hogan contro The Rock a WrestleMania X8 e John Cena contro The Rock a WrestleMania XXVIII) e in alcune occasioni grandi wrestler del passato tornano a combattere per una sola notte; anche l’ingresso dei lottatori è generalmente più articolato e spettacolare del solito.

I numeri e gli introiti poi sono da capogiro. Pensate che l’edizione dello scorso anno (svoltasi ad Orlando) ha fatto registrare un totale di 75245 spettatori, e un incasso di ben 14,5 milioni di dollari. Numeri da finale di Champions League. E non è finita qui, perché WrestleMania è molto, molto di più. Durante la settimana antecedente al Pay-per-view si svolgono una serie mini eventi che riscuotono un successo di pubblico incredibile, superiore addirittura a quello delle fiere dei fumetti.

Insomma in questo periodo, per il Wrestling è come se fosse natale.

AXEL FURY
Il Poster ufficiale di WrestleMania 34

E in occasione della attesissima 34′ edizione di WrestleMania, abbiamo intervistato uno dei maggiori esperti della disciplina in Italia. Siamo riusciti a contattare infatti Axel Fury, senza dubbio il wrestler italiano più famoso degli ultimi anni (e forse di sempre, chissà), con il quale abbiamo parlato di molte cose, dalla situazione in cui naviga il wrestling in Italia, alle aspettative per WrestleMania 34.

Personaggio istrionico Axel Fury. Negli show ai quali ha partecipato, ha quasi sempre portato avanti il personaggio dell’Heel (il cattivo, che quasi sempre nel wrestling è la vera chiave del racconto). Un ruolo che gli riesce quasi naturalmente. La sua è una storia davvero particolare. Vi consiglio quindi di dare un’occhiata alla nostra chiacchierata.

Axel Fury

Ecco a voi la nostra intervista ad Axel Fury.

Axel Fury, partiamo dal principio. Decidere di fare del wrestling una professione in Italia è una scelta a dir poco coraggiosa, una scelta che non può che essere spinta da una passione fortissima per il business. Come nasce questa tua motivazione? E cosa hai fatto per dare il via al tuo percorso?

La motivazione nasce nel periodo trascorso negli Stati Uniti ad imparare questa arte, dopo averci avuto a che fare con quel poco che c’era all’epoca in italia.
Se chiedi ad un aspirante pro-wrestler qual è il traguardo da raggiungere potresti sentire: “Sfondare in WWE” oppure “essere famoso nel mondo”.
Traguardi legittimi e rispettabili, ma personalmente non me ne è mai sbattuto un colossale cazzo: il mio scopo era di fare tutto il possibile per creare una realtà del wrestling in Italia, degna di questo nome, e così ho preso armi e bagagli, sono andato da Bruno Sammartino (tornato in italia per ricevere una onoreficenza) e lui mi consigliò Killer Kowalski.
Contattai Kowalski, presi i soldi risparmiati e partii contro il volere di molti in famiglia, ma la vita e mia e faccio quel che dico io.
Il resto è storia.

axel fury
Axel Fury e il suo maestro Killer Kowalski

Non ce ne vogliano gli altri tuoi colleghi, ma in campo nazionale sei forse l’unico a riuscire a lasciare un impatto forte sugli appassionati. Nei forum e tra gli esperti, il nome più gettonato tra i wrestler italiani è sicuramente il tuo. Il tuo punto di forza risiede nello svolgere il ruolo di heel, il cattivo della storia. Quali sono stati i tuoi ispiratori del panorama nord-americano? E cosa rappresenta questo tipo di personaggio per te?

Ti ringrazio, è sempre bello vedere qualcuno che capisce come stanno le cose.
Per gli Heel ho sempre provato una forte ammirazione. Prima di imparare e comprendere l’intricata complessità del bilanciamento dei ruoli tra Heel e Face (i buoni ndr), trovavo decisamente più interessanti gli Heel, con tutte le loro sfaccettature, le loro peculiarità, meschinità e sotterfugio: intendiamoci è comunque così tuttora.
Niente per me è meglio di vedere Gorgeus George, Killer Kowalski, Ric Rude, Kurt Hennig, ed ovviamente Ric Flair, non si batte un buon Heel nel restare impressi nella memoria dei fan.
Il face è il cartone animato per i bambini durante la fascia pomeridiana, l’heel è il porno per gli adulti a notte fonda.
Non nascondiamoci dietro ad un dito: se parliamo ad esempio di Star Wars, il più figo è Darth Vader, non quello sfigato, emotivamente instabile e con i capelli osceni di Luke Skywalker.
Se parliamo degli Avengers Loki è quello che cattura l’attenzione, non Thor, il dio dal martello corto.
Ma tutto funziona perché vi è un equilibrio, come nello Ying e Yang.
Nel fare l’Heel posso sfogare la mia creatività, la mia merdaggine e la mia comicità bastarda.
Nel risultare naturale e genuino sta la chiave per lasciare un segno: devi portare una parte di te sul ring, e se quella parte è interessante avrai successo.
Se poi la genetica ti ha graziato anche di carisma, il pubblico amerà odiarti.

Il Wrestling italiano vive di alti e bassi. Il movimento è ancora vivo, stanno aumentando le scuole, i corsi e le palestre che lo praticano, soprattutto nel nord Italia ma anche a Roma; ma nel corso degli anni non si è riuscito a mio parere a dare continuità al progetto. Che cosa serve secondo te per compiere il proverbiale salto di qualità? Te lo chiedo anche perché negli ultimi anni, stai svolgendo anche un importante ruolo dietro le quinte, come promoter.

Soldi! Servono i dannati soldi! Senza quelli non hai strutture, non puoi permetterti qualità, e di pagare chi sa allenare come si deve.
Inoltre si deve poter siglare accordi con persone serie, categoria che scarseggia alquanto in italia per praticamente tutto.
Mi fanno ridere quelli che trattano il wrestling come una visione poetica e di soddisfazione personale soltanto: il wrestling è un business che deve avere un valore, e questo si fa con la qualità: se la gente va a vedere uno spettacolo di wrestling e vede un secco contro un ciccione, vestiti con la tuta da ginnastica, sopra dei tatami da Judo ed incapaci di mettere in piedi anche un minimo di match nemmeno i tuoi parenti e la Caritas vogliono associarsi a te.
La gente non vuole vedere una cosa ordinaria, vuole vedere esseri eccezionali per qualsivoglia motivo, persone che facciano dire: “io non potrei fare quello che fanno loro/essere come loro”.
Garantendo qualità, la gente si appassiona, i soldi girano, ed il Wrestling cresce.
garantendo qualità la gente capisce che ci sono “quelli seri” e quelli che “lo fanno per gioco” capendo che il wrestling non sono i ragazzetti che fanno backyard, ma atleti di alto livello che mettono in scena uno spettacolo unico nel suo genere.
E se quello che ho detto non vi piace, la realtà comunque è questa e non cambia.

Secondo te vedremo mai un wrestler italiano fare il grande salto e avere successo in WWE?

Ad essere pignoli lo abbiamo già, ed è Fabian Aichner, ma siccome un Altoatesino che parla un italiano masticato non è propriamente sentito come “Italiano” allora ti dico che si: è solo questione di tempo.

Parliamo un po’ di WWE. Tra pochi giorni assisteremo alla 34’edizione di WrestleMania, evento che riporta un’attenzione grandissima anche tra i fan cosiddetti occasionali. Quali sono le tue sensazioni per l’edizione di quest’anno?
Sensazioni miste: è sempre un gran spettacolo, ma tornare a spremere Undertaker ancora, rischiando di rovinare una immagine con cui capitalizzare in futuro è una idiozia.
E poi Lesnar contro Reigns… quei due insieme non funzionano, non bookerei mai un Main Event del genere, perché non Bookerei mai Reigns come Main Eventer.

Axel Fury
The Undertaker, una delle più grandi icone del wrestling. Quest’anno affronterà John Cena a WrestleMania 34

I fan integralisti e più datati non lo sopportano. Quelli più giovani lo adorano. Qual è l’opinione di Axel Fury su Roman Reigns?

Roman Reigns è quello che succede quando promuovi un midcarder (un wrestler che combatte match di importanza media ed in genere posti a metà dello show ndr) a personaggio di punta, e insisti nel farlo: non è colpa sua, ma di chi fa queste decisioni.

Immagina di mangiare pomodori sconditi tutti i giorni: non finirai certo per amarli, ma di sicuro quella bella bisteccona succosa ben condita te la papperesti volentieri giusto? Specialmente se non la mangi tutti i giorni.
Lesnar è la bistecca succosa, e Reigns il pomodoro scondito.
Vince McMahon è sempre stato convinto che cacciandoti in gola il pomodoro scondito alla fine ti piacerà, perché te lo farà piacere lui, e finchè paga lui, si fa a modo suo.
Reigns è della famiglia Anoa’i come Rikishi, Afa, Yokozuna, gli Uso: hanno una corsia preferenziale, e francamente non ho mai visto un samoano che non ci sapesse fare sul ring.
Ma diciamolo: ce ne sono di migliori di lui in giro e lui è lì perché è un Anoa’i.
Tuttavia sa fare benissimo il suo, e se fosse nel midcarding gravitando per un titolo minore, sarebbe perfetto, persino con la non eccellente capacità di promo (
un’intervista o un discorso al microfono sul ring che ha lo scopo di fare pubblicità al wrestler e di mandare avanti le faide ndr)
Io non lo detesto: è uno che può dare 7, messo al posto di uno che dovrebbe dare 10.

axel Fury
Roman Reigns, attuale volto della WWE

Ringraziandoti per la disponibilità ti lasciamo con un’ultima domanda. Qualche giorno fa sulla tua pagina Facebook hai parlato di grandi notizie in arrivo per il movimento wrestling italiano. Puoi farci qualche anticipazione?

No.
Posso però dirti questo: sarà inaspettato, e riguarderà anche me, e checchè se ne dirà sarà davvero una svolta, che lo si capisca o meno.

Se volete saperne di più su Axel Fury, visitate la sua pagina Facebook cliccando qui qui

WrestleMania INFO

Nella gallery, oltre a trovare alcune immagini di Axel Fury, abbiamo selezionato i principali volti della storia del wrestling.

Le foto di Axel Fury portano la firma del fotografo Enrico Bertelli

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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