Le Olimpiadi del 1936, ne parliamo con Federico Buffa

In occasione de Le Olimpiadi del 1936, intervistiamo Federico Buffa coautore e interprete della piece, in tournée in vari teatri italiani.

Le Olimpiadi del 1936, ne parliamo con Federico Buffa

BOLOGNA – Le Olimpiadi del 1936, andranno in scena sabato 12 novembre al Teatro Il Celebrazioni. In tal contesto saranno narrate le vicende accadute durante una delle più controverse edizioni dei Giochi Olimpici e sarà la voce narrante di Federico Buffa ad accompagnarci in un  viaggio a ritroso nel tempo. Buffa è qui in veste di attore rivestendo il ruolo di Wolgang Fürstner, comandante del villaggio olimpico, nell’edizione del ’36.

Hitler e Goebbels volevano allora trasformare le Olimpiadi nella tronfia celebrazione della “superiorità” ariana, ribadendo insieme anche l’esaltazione della performance atletica concedendo così un viatico alla superiorità della “razza pura”. Tale impennata di orgoglio venne stoccata  dai risultati imprevedibili ottenuti sin dal primo giorno di gara durante i quali Cornelius Jonshon e Dave Albritton, due atleti neri, salirono sul podio per il salto in alto; lo stesso accadde a Jesse Owens che vinse  quattro medaglie, stabilendo  due record mondiali e un record olimpico. Il tutto fu  documentato dalle immagini di Leni Riefensthal nel cui filmato Olimpia si rivela come lei fosse  stata in grado persino di catturare  la  smorfia di disappunto del Führer di fronte al terzo oro di Owens. La maratona invece venne vinta da due atleti “giapponesi” giunti al primo e al terzo posto. Costoro durante la premiazione, mentre ascoltavano l’inno, restarono a testa china: non si trattava infatti di due atleti nipponici bensì coreani. Il vincitore Sohn Kee-chung, 52 anni dopo, avrebbe poi portato dentro lo stadio di Seul la fiamma olimpica.
Le Olimpiadi del 1936 furono insieme un’amalgama di tante storie che  saranno narrate sulla scena, collocate  in un luogo senza tempo e  sospeso tra il sogno e la realtà, attraverso le parole di chi c’era in quei giorni esaltanti e tremendi, con lo stile narrativo incalzante di Federico Buffa, accompagnato dalla musica e dalle canzoni di un’epoca a metà strada tra il sogno e la tragedia e con le immagini “rivoluzionarie” di Leni Riefensthal.

Le Olimpiadi del 1936 è uno spettacolo che mescola differenti linguaggi teatrali per una narrazione storica ed emozionale insieme senza omettere i risvolti tragicomici che malgrado il contesto ci furono davvero.

In scena con Federico Buffa, anche i musicisti Alessandro NidiNadio Marenco e la giovane cantante Cecilia Gragnani, personaggi evocati dal protagonista nel riportare alla memoria l’evento e far rivivere così i giorni di quella lontana estate del 1936, nei quali si tennero le Olimpiadi di Berlino.

Bio FEDERICO BUFFA – giornalista e telecronista sportivo per Sky, inizia ad occuparsi di basket negli anni ’80 ed è tra i massimi esperti italiani di NBA e sport statunitense. Tifoso del Milan, ha collaborato con il canale tematico rossonero Milan Channel. Nel 2014 incontra un felice successo di pubblico con la trasmissione Federico Buffa racconta storie mondiali, trasmessa su Sky, a cui segue il libro Storie Mondiali, edito da Sperling & Kupfer, e scritto a quattro mani con il giornalista Carlo Pizzigoni.

INTERVISTA A FEDERICO BUFFA

Lei è un grande esperto in materia di sport, conosce tutto sul campionato NBA e quant’altro, com’è stata questa full immersion teatrale per uno sportivo come Lei?

In questi anni ho fatto delle narrazioni sportive che avrebbero dei passaggi vagamente “teatrali”, ma in realtà, come anche la mia coach mi confermava, il teatro e la televisione differiscono notevolmente, tutto ciò che avevo fatto in televisione era molto diverso  dal modo di parlare, di guardare, di muoversi (…)  La mia coach mi raccomandava di  prendere i miei tempi, praticamente ribaltando tutta la prospettiva. In teatro è tutto differente rispetto alla televisione, a parte il fatto che in entrambi i casi io parlo. È stato estremamente difficile inizialmente, ora, dopo 80 o più repliche, ho più facilità a fare quello che mi si richiede, però è comunque un continuo work in progress.

Qual è stata la genesi del progetto?

I due registi Emilio Russo e Caterina Spadaro mi chiamarono dicendomi che avevano visto una delle cose che io avevo fatto su Sky  e  se ero pronto per fare “il grande salto” passando quindi sul palcoscenico. Io allora avevo detto: “No! Ma è il sogno della mia vita, quindi ci possiamo provare”.

Fra le grandi storie che Lei avrebbe voluto raccontare ma che ancora  non è riuscito a realizzare ne esiste una in sospeso? 

Io penso che (Le Olimpiadi del 1936 ndr) siano stati il più grande evento di sempre, sia  prima che  dopo le Olimpiadi di Berlino. Quest’anno ti rendi conto che dopo 80 anni dall’evento, le Olimpiadi di Berlino hanno avuto un’influenza sia sul futuro dello sport che nella spettacolarizzazione stessa dello sport. L’utilizzo dello sport che si è fatto in seguito nasce da lì. Questo è l’evento che è stato davvero clue nella storia dello sport.
Per quanto riguardo altre storie che avrei voluto raccontare ce n’è una sola ovvero Messico 1968. Per quanto invece riguarda una delle storie che mi sarebbe piaciuto raccontare in televisione, invece, è il primo fenomeno europeo Dražen Petrović della storia dell’NBA deceduto tragicamente in un incidente stradale.

Visto che mi ha accennato al basket, una delle Sue grandi passioni, avrei una domanda da parte di un mio collega di redazione,  l’origine di questo Suo amore per l’NBA da che cosa è scaturito?

In occasione della prima volta che sono andato negli Stati Uniti nel 1978, all’epoca era tutto molto diverso ed era un viaggio per davvero, sotto tutti i punti di vista (…) e la prima volta che vidi una partita dell’NBA ho avuto l’impressione di non aver mai visto niente di simile prima. All’epoca avevamo letto solamente quanto accadeva e il gioco a cui eravamo abituati a vedere in Italia, lì (negli U.S.A. ndr) si effettuava a un livello paradisiaco cioè la qualità che potevi vedere dal vero era totalmente diversa da quella immaginata sulla carta. Da lì non ho mai più contemplato un’altra ipotesi.

LE OLIMPIADI DEL 1936

di Federico Buffa, Emilio Russo, Paolo Frusca, Jvan Sica
con Alessandro Nidi (pianoforte), Nadio Marenco (fisarmonica) e Cecilia Gragnani (voce)
direzione musicale Alessandro Nidi
regia Emilio Russo e Caterina Spadaro

INFO

 Teatro Il Celebrazioni

Via Saragozza, 234 – Bologna
Tel. 051 4399123 – info@teatrocelebrazioni.it

PREZZI (comprensivi di prevendita): Intero 26,00 € – Ridotto 24,00 €  – Smart 20,00 €

le olimpiadi del 1936

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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