L’eccellenza dell’artigianato nell’Oasi di Penne

PENNE (PE) – L’alto artigianato nella contemporaneità: gli arazzi a basso liccio nell’Oasi di Penne. E’ questo il titolo del convegno, nato dalla collaborazione tra il WWF Italia, la Riserva Nazionale Lago di Penne e la Fondazione Musap, che si svolgerà venerdì 16 dicembre nel piccolo comune abruzzese.

L'alto artigianato nella contemporaneità: gli arazzi a basso liccio nell'Oasi di PenneL’iniziativa si pone l’obiettivo di discutere sulle prospettive dell’arte tessile, da sempre punto di forza dell’economia italiana, ma che negli anni va sempre più scomparendo. Per affrontare questo tema, si riuniranno intorno ad un tavolo i principali attori del panorama culturale nazionale i quali analizzeranno tutti i legami tra l’arte tessile e l’arte contemporanea. Verrà inoltre presentato il nuovo lavoro portato avanti dall’Oasi, Laboratorio situato nel centro storico di Penne (in un bellissimo palazzo settecentesco), che annovera da ormai 24 anni numerosi progetti con finalità produttive e promozionali dell’artigianato di qualità, con un sistema interconnesso di diversi settori.

L’Arazzeria Pennese rappresenta un’eccellenza dell’artigianato artistico vestino con riconoscimenti di livello nazionale e internazionale. Fu fondata nel 1965 da Fernando Di Nicola e Nicola Tonelli, due maestri d’arte del locale Istituto e da un gruppo di tessitrici, loro ex allieve. A differenza delle arazzerie che operano in Italia ed Europa – come quelle francesi o portoghesi che lavorano ad alto liccio – l’Arazzeria Pennese segue delle proprie caratteristiche utilizzando la tecnica del basso liccio, con telai artigianali a quattro licci, progettati dai maestri all’interno del laboratorio. Ciò consente la realizzazione di un tessuto più consistente, compatto e, contemporaneamente, di seguire il cartone con maggiore precisione.
Nel 1975 l’Arazzeria Pennese venne scelta per la realizzazione di tre arazzi di grandi dimensioni, due di Afro e uno di Capogrossi destinati ad arredare la Biblioteca Nazionale di Castro Pretorio a Roma. Negli stessi anni si sono attivate le collaborazioni con Baylon, Avenali, Conti e Brindisi. L’Arazzeria Pennese, nel corso degli anni, ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali ottenendo riconoscimenti e premi: Enapi nel 1968, nella XIV Triennale d’Arte di Milano, alla Biennale della Tapisserie di Losanna e ai Gobelins a Parigi nel 1969 con le opere di Accatino, alla 22° Fiera dell’Artigianato a Monaco di Baviera nel 1970, la medaglia d’oro e il diploma del Ministero dell’Industria a Firenze nel 1971 e a Melbourne in rappresentanza dell’Abruzzo nel 1988.
Dopo la chiusura dell’Arazzeria Pennese, per non perdere la tradizione e l’eccellenza di un made-in-Italy artigianale e artistico di rara qualità, nel 2014 la Riserva Naturale Regionale Lago di Penne, insieme con la Brioni S.p.a., la Fondazione Musap, la cooperativa Alisei e il Gal Terre Pescaresi, ha attivato un progetto di rilancio dell’Arazzeria con l’obiettivo di far rinascere il laboratorio e continuare la produzione di arazzi d’arte. La progettazione di un diverso modello gestionale che coinvolge più attori locali costituisce il presupposto per la rinascita di un’eccellenza in grado di generare una serie di attrattori positivi. Il progetto si è proposto l’obiettivo di migliorare la governance locale nel senso di dare una maggiore stabilità alla produzione degli arazzi, inserendola in un sistema di gestione integrata tra più realtà locali.
Il nuovo corso dell’Arazzeria ha comportato un processo di reinserimento nel panorama artistico che è iniziato con la produzione degli arazzi di Summa, Costantini, Sabatini Odoardi, Appicciafuoco, Costas Varotsos e Alberto Di Fabio. Successivamente, con la direzione artistica di Barbara Martusciello, sono stati tessuti gli arazzi di Matteo Nasini e di Marco Tirelli, attualmente in corso d’opera, e sono stati tessuti gli arazzi di Matteo Nasini e di Marco Tirelli, attualmente in corso d’opera, e sono state poste le basi per una collaborazione con Luigi Ontani. Si prevede, inoltre, un corso di formazione di questa tecnica organizzato con l’Accademia delle Belle Arti de L’Aquila.

Ma torniamo al convegno. Tra gli invitati al convegno figurano il Sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, l’Assessore ai Parchi della Regione Abruzzo, Donato Di Matteo, il Sindaco di Penne, Mario Semproni, il Direttore Riserva Naturale Regionale Lago di Penne, Fernando Di Fabrizio, il Presidente della Fondazione Musap, Amedeo D’Aurelio, il Soprintendente dell’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Francesco di Gennaro, la Direttrice del Polo Museale dell’Abruzzo, Lucia Arbace, il Presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi, il Presidente del Distretto Turistico del Gran Sasso, Claudio Ucci, il Direttore del Gal Terre Pescaresi, Mimmo Francomano, il Segretario generale della Fondazione Symbola, Fabio Renzi, la critica d’arte e incaricata della Direzione artistica MUSAP Barbara Martusciello, la Responsabile del laboratorio di restauro presso il Quirinale, Maria Taboga, la ricercatrice della galleria Moshe Tabibnia, Virginia Giuliano, il Direttore di Antique Rugs & Textiles, Alberto Boralevi, il Dirigente settore Cultura Regione Abruzzo, Francesco Tentarelli, la Direttrice della Galleria FiberArtAnd di Milano, Gabriella Anedi, il Direttore dell’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, Marco Brandizzi.

Il convegno sarà moderato dalla giornalista Maria Rosaria La Morgia e darà la possibilità al pubblico di visitare i bellissimi arazzi tessuti nel Laboratorio dell’Oasi nel 2016. Verrà inoltre presentata la mostra sull’arazzeria che verrà esposta in primavera al Macro di Roma.

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