A tu per tu con Claudia Gerini

A tu per tu con Claudia Gerini

Sarà in scena al Quirino di Roma dal 26 dicembre al 17 gennaio,  (Capodanno compreso). E noi, che l’abbiamo visto giorni fa al Teatro Il Celebrazioni di Bologna, ve lo raccontiamo in questa intervista.

Per ordine perentorio dell’Ufficio Stampa, ho potuto porre una sola domanda a Claudia Gerini prima di vederla sul palcoscenico per Storie di Claudia, il suo ultimo spettacolo che la vede costantemente in scena e per giunta, da sola,  raccontare un secolo di eccellenze artistiche al femminile, o meglio come lei stessa l’ha definito –tante sfumature di Claudia- perché noi donne –siamo piene di strati con tante sfumature. Raccontare le donne credo sia un modo di raccontare un po’ la vita. 

Ho un’idea approssimativa di ciò che consiste l’opera, dalle parole dell’attrice stessa, lo spettacolo verterà su “ispirazioni e suggestioni” che lei farà rivivere attraverso di sé, pur abolendo ogni forma di imitazione, “Storie di Claudia” non presenta neppure un ordine temporale   biografico. Resto un po’ perplessa sapendo che lei incarnerà, anche due grandissime artiste profondamente diverse tra di loro e così rompo il ghiaccio, chiedendole ragguagli in merito.

Ho visto che ci sarà questa carrellata di artiste che sarà sicuramente interessante, ma come ci si cala – al di là dell’abilità dell’artista che è evidente – in questi ruoli così opposti. Come ci si riesce, partendo due estremi molto polarizzati: il tropicalismo incarnato da Carmen Miranda da un lato, fino alla teutonica Frau Marlene Dietrich, quindi l’emblema dell’Espressionismo tedesco, dall’altro?

“Mah, attraverso un’anima femminile: attraverso un estremo e un altro. In effetti non avevo mai riflettuto sul fatto che sono proprio opposte, inizio proprio con queste due: il massimo delle esplosioni di colore, del tropical, al massimo dell’essenziale quasi del maschile da un altro.  Mah… io forse non è un caso averle messe così vicine per dare due sapori estremi e nel mezzo ci sono tanti mondi. Io semplicemente… c’è molto femminino in questo spettacolo, perché le donne mi ispirano- perché… sono una donna anch’io- perché è stato scritto da donne è uno spettacolo per tutti, ovviamente, dove anche gli uomini si divertiranno, diciamo che c’è un mondo molto femminile guida verso un’espressione di rivoluzione perché c’è un pretesto che è questa donna che in modo romanzato racconto che quando ero piccola c’era una donna, che viveva nel mio condominio, la Signorina Maria, che è una donna quasi centenaria che ha vissuto tutto il secolo, ed è testimone di tutto un secolo di spettacolo. Lei è che è quasi un’iniziazione quasi un’educazione sentimentale all’arte e al mondo dello spettacolo, mi porta quasi per mano attraverso tante storie e io le interiorizzo e le faccio vivere. Appunto di base sono sempre io, c’è la mia anima, c’è la mia auto ironia, io mi calo (nelle parti n.d.r.) è la mia versione di Carmen e di Marlene, ma non è né Carmen né Marlene!”

Posta la mia domanda, so che posso restare e sentire cosa altri giornalisti le chiederanno, sperando dalle risposte dell’attrice, di rimpolpare poi il testo che dovrò trascrivere, non è un furto, ma uno scambio consapevole, di favori, cosa che accade nell’ambiente. Faccio bene, perché a chi le domanda, da che cosa sia nata l’idea di spettacolo, Claudia Gerini risponde che si tratta di “uno spettacolo che viene da lontano, ci pensavo da un paio d’anni, ho letto tanti testi e volevo confrontarmi con questo mondo magico e ho pensato che il modo migliore fosse portare un po’ me stessa, quello che il pubblico si aspetterebbe un po’ da me, mi sono interrogata nel profondo (…) e ho pensato di voler raccontare qualcosa di spiritoso, di divertente che avesse anche delle sfumature un po’ più a volte anche romantiche e poetiche; e sicuramente dove c’era di mezzo la musica e il ballo, che sono due arti a me molto care con le quali io ho iniziato. Perché da ragazzina, quello che sognavo, oltre a fare l’attrice era di fare anche la performer cioè di esibirmi nella danza e nella musica. Questo è un po’ un regalo che mi sono fatta, nel senso che ho sentito di essere matura abbastanza per raccontare al mio pubblico un teatro mio, particolare, molto originale. Ci sono delle proiezioni che sono la novità anche di questo spettacolo. Giampiero Solari, il regista, ha ideato questa tecnica un po’ nuova, un po’ magica, di proiettare sia un corpo di ballo sia degli ambienti; quindi ci sono questi elementi pittorici che danno un sapore digitale o iper moderno, anzi!, ci portano un po’ al vintage è molto particolare questo effetto”

Qualcuno domanda invece quali siano le difficoltà incontrate e come si è trovata, calandosi in questi ruoli:

“La difficoltà è quella di passare da un argomento a un altro, di passare da un registro più ironico, più profondo a volte più drammatico in pochi secondi: mi cambio d’abito in modo veloce, quindi è tutto un po’ così, velocizzato e tirato al massimo. Io spero di divertire vedo che le persone – già da queste date iniziali- vedo che mi seguono in questi racconti, ridono, quindi penso che sia abbastanza centrato, poi vedremo come risponderanno.”

A chi invece le domanda come questo ritorno al teatro, lo stia vivendo, lei risponde che in effetti  “Sì, mi   mancava (il teatro N.d.R.) molto in effetti, ora capisco!, soprattutto è un’altra tecnica. Io ho dedicato tantissimi anni al cinema, ho fatto tanti film belli, mi piace molto il cinema e soprattutto il set che anche lì è un po’ la mia casa. Però il teatro ho riscoperto che è il campo magneticoe non è una frase fatta!che si crea con  le persone che respirano con te le persone che pendono un po’ dalle tue labbra e tu le accompagni e le porti un po’ dove vuoi, è una sfida, ed un arricchimento per tutti gli attori”.

INFO: “STORIE DI CLAUDIA” con Claudia Gerini dal 18  al 20 Dicembre, 2015 Teatro Il Celebrazioni – Theatricon Srl Bologna.

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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