Intervista a The Pillow: “Ecco cosa ne pensano all’estero degli italiani”

Intervista a The Pillow: “Ecco cosa ne pensano all’estero degli italiani”

ROMA – In esclusiva per MyWhere ecco i The Pillow, youtuber incasinati sempre in giro per il mondo a raccontare storie, popoli e culture diverse. Con loro parliamo di viaggi, di Erasmus e di un possibile futuro in TV.

Come reagirebbe un canadese dopo aver assaggiato una tagliatella al ragù per la prima volta? E un inglese al primo morso di una pizza napoletana? E ancora, quali sono gli italiani più famosi all’estero e cosa pensano gli stranieri del Bel Paese e dei suoi costumi? A queste domande e a molte altre, risponde il canale YouTube The Pillow, che, attraverso una serie di video divertenti, racconta storie di mondo, di relazioni interculturali e ha come obiettivo quello di mostrare le reazioni di culture diverse a contatto tra loro.

I risultati poi, crescono sempre di più: 205 mila iscritti al canale, 26 milioni di visualizzazioni e video singoli che superano il milione di views.

Se ci pensate, è un lavoro bellissimo. I The Pillow hanno viaggiato in decine e decine di paesi, visitando le più belle piazze d’Europa con, al posto di una classica valigia, un kit da youtuber tradizionale, vale a dire una videocamera, uno smartphone e una manciata di creatività e originalità.

Siamo rimasti affascinati dal loro progetto e questa è la nostra intervista con i The Pillow in esclusiva per MyWhere.

Ciao Andrea, partiamo subito con le domande. Attraverso il vostro canale girate il mondo raccontando storie più o meno legate al nostro paese e mostrate ai visitatori di The Pillow le tradizioni e le culture straniere da una prospettiva del tutto innovativa e originale. Come vi è venuta questa idea?

L’idea The Pillow è nata nel 2014; subito dopo la maturità, mi sono trasferito in Inghilterra, a Londra, per fare un’esperienza diversa, imparare l’inglese e compiere il famoso “gap year”. Approcciandomi con persone, filosofie e stili di vita diversi – e Londra in questo senso aiuta molto essendo una delle capitali multietniche mondiali – mi sono subito reso conto di quanto fosse interessante, intrattenente e divertente, mettere in contatto culture diametralmente opposte. Naturalmente, all’inizio, nacque tutto come interesse personale, senza il benché minimo scopo lavorativo: facevo assaggiare un piatto italiano a un africano, a un cinese o a un inglese e vedevo del potenziale. E allora mi chiesi, perché non provare a raccontarle queste storie tramite video divertenti? L’esperimento funzionò e da passione, anzi da divertimento, si trasformò in un lavoro vero e proprio. Ancora oggi, a distanza di anni, i video di The Pillow ruotano attorno a questa idea originaria, con qualche miglioria e modifica certo, ma lo spirito e il progetto non sono cambiati più di tanto!

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Andrea dei Pillow

Spesso nei tuoi video, chiedi agli stranieri cosa ne pensino degli italiani e quali siano gli italiani più famosi o i primi che vengano in mente. Non posso non chiedertelo: come ci vedono all’estero?

Questa domanda che mi fai riassume in qualche modo il nostro lavoro e non posso darti una soluzione vera e propria. Uno potrebbe chiedermi, ma come? Dopo tutti questi anni avrai capito cosa pensano all’estero degli italiani ma la verità è che nel corso della mia esperienza, ho capito che basta spostarsi di qualche chilometro per avere risposte differenti. Anzi ti dirò di più, non conta solo la connotazione geografica, ma anche l’età, l’etnia e la religione! La maggioranza dei giovani in tutto il mondo ha un’ottima idea degli italiani e si discosta dai soliti stereotipi che ci rovinano la reputazione. I più anziani invece, sono ancora un po’ chiusi nei nostri confronti e ci giudicano con dei parametri ormai obsoleti. Non li biasimo, è normale, fa parte della loro cultura, anzi, ho apprezzato molto la loro onestà.

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Una curiosità. Perché avete scelto il nome “The Pillow”?

Spero di non deluderti, ma in questo caso devo darti una non risposta. Non c’è una ragione specifica. The Pillow in inglese significa cuscino ed era una parola che non conoscevo agli inizi della mia esperienza in Inghilterra. Appena appreso il significato ne rimasi affascinato. Decisi di chiamare il canale così perché non volevo trovare un nome d’impatto o con un significato forte e ben preciso, perché sapevo che dopo un po’ mi avrebbe stancato. Mi affascinava il suono della parola Pillow come ho detto in precedenza e tornando indietro lo rifarei 1000 volte, anche perché mi ha portato bene e il nome non mi ha ancora stancato!

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The Pillow Logo

Spesso vi capita di parlare con ragazzi che stanno vivendo un’esperienza Erasmus. Cosa ne pensate dell’Erasmus?

Il programma Erasmus è un qualcosa di molto importante e noi non possiamo che apprezzare questo tipo di iniziative e incoraggiarne l’utilizzo. I pro sono tantissimi, sia per coloro che dall’Italia vanno a farsi un’esperienza in Europa, sia per quelli che vengono da noi, dove sì le cose non funzioneranno benissimo, ma dove si ha l’occasione di imparare tantissime cose e di conoscere una cultura meravigliosa come quella italiana. Il mio non fu proprio un Erasmus, ma posso dire che mi cambiò la vita e allargò i miei orizzonti. Oggi ho tanti amici da ogni parte del mondo, il che mi da la possibilità di capire e comprendere culture differenti. E quando capisci culture differenti, persone differenti, in fondo capisci ancora più te stesso.

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Studenti ERASMUS sui gradini della Chiesa di Santa Engrácia, a Lisbona

Grazie al vostro progetto avete la possibilità di viaggiare e visitare posti meravigliosi. Qual è un viaggio che consigli a tutti e perché?

Questo lavoro mi ha permesso di visitare luoghi incredibili ed è difficile sceglierne uno in particolare. Per non essere banale, vi dico che la Giordania per me è stata una vera sorpresa. Abbiamo caricato due video (cliccate QUI per vederli) riguardo questo straordinario e ancora non conosciutissimo paese, e devo ammettere che ci ha davvero conquistato. La nostra esperienza è stata facilitata da un caro amico giordano che ci ha fatto visitare tutte le location più imperdibili e nascoste. La sua presenza si è rivelata fondamentale, lì non è facilissimo realizzare contenuti video senza un ottima conoscenza del posto. La Giordania è un paese meraviglioso che offre un’esperienza di viaggio ricca e completa sotto ogni aspetto. Il Deserto del Wadi Rum, il Mar Morto, Petra, una delle 7 meraviglie del mondo, e la capitale Amman, dove si respira a pieni polmoni la mitica atmosfera del Medio Oriente. La Giordania confina poi con paesi come Arabia Saudita e Siria, e dal punto di vista della sicurezza è anni luce avanti a queste nazioni. Da non sottovalutare poi che da qualche anno, la Giordania è collegata benissimo con l’Europa e che i biglietti sono davvero economici! Insomma, il pacchetto completo!

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Petra, Giordania

Quali sono i tuoi progetti futuri? Speri che il canale YouTube sia un trampolino di lancio verso una carriera televisiva, seguendo l’esempio di alcuni tuoi colleghi?

In questo momento mi sento di dire che la TV non è un’ambizione o un punto di arrivo per noi. È chiaro, se dovesse arrivare una proposta interessante la considereremmo. Il nostro format ha degli aspetti televisivi ma non siamo molto attratti dai linguaggi, dai toni e dai tempi tecnici del piccolo schermo. Non è una chiusura totale naturalmente, ma neanche un’impellenza. Per quanto riguarda YouTube, fare dei progetti a lungo termine è impossibile, le tecnologie e i gusti della gente, cambiano alla velocità della luce al giorno d’oggi. Nel breve però, vogliamo continuare ad allargare il canale e vivere un 2019 in piena espansione sia dal punto di vista dei contenuti che delle idee. Vogliamo raggiungere mete sempre più lontane, andare in capo al mondo, creando rapporti tra culture lontanissime e apparentemente incompatibili. La nostra casa è YouTube e anche se siamo youtuber incasinati è difficile vederci lontani da qui.

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The Pillow al Notting Hill Carnival 2018

Grazie ai The Pillow per la disponibilità, continuate così!

INFO

Canale YouTube The Pillow

Instagram The Pillow

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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