Libreria Universitas – parte due. Incontro con i protagonisti

FROSINONE – Dopo avervi anticipato alcuni dettagli sulla versatilità con cui la libreria Universitas di Sora (FR) ha saputo rendersi appetibile a un pubblico variegato e globalmente sempre meno avvezzo alla lettura, con modalità che non hanno nulla da invidiare alle grandi città, vi parleremo di alcuni tra i più recenti eventi di successo che ne hanno animato i pomeriggi e le serate invernali. Approfittando del contesto informale abbiamo potuto incontrare diversi protagonisti. Ecco cosa ci hanno raccontato…

Alcuni giorni fa avevamo tastato il polso del mondo editoriale in Italia, rilevando una situazione non tra le più rosee e neppure in miglioramento nel 2016 rispetto agli anni precedenti. Avevamo poi parlato dell’importanza delle librerie, oltre che delle biblioteche, nel tessuto urbano di una città. Non è incoraggiante il fatto che esse risultino del tutto assenti in alcune località incantevoli, ricche di storia e che vivono di turismo. Molte sono state costrette a chiudere a causa della crisi economica ma, soprattutto nelle grandi città, altrettante sono sopravvissute grazie a strategie efficaci.

Una libreria di questo tipo in cui siamo stati ultimamente e di cui vorremmo parlarvi nel dettaglio si trova però a Sora (FR), dove è nata quasi quindici anni fa ed è divenuta nel tempo un punto di riferimento e un contesto particolarmente felice non solo per i lettori, ma per quanti operano nel settore culturale o sono semplicemente appassionati. Come accennavamo nel nostro precedente articolo, ci riferiamo alla libreria Universitas.

Non si tratta dell’unico luogo della zona in cui si vendono libri e si svolgono eventi culturali, ma la nostra sensazione è che il modo in cui, a differenza dei competitors, Universitas riesce a tener vivo un certo fervore intellettuale, risiede nella qualità delle iniziative e in un quid proprio dei titolari Massimo Giovanni di Vito e Patrizia Morano, che sono riusciti a infonderlo anche nell’ambiente in cui lavorano. Ecco allora che i nuovi e più ampi locali di Universitas (da poco trasferitasi in Via Giurati 1), si tramutano di volta in volta in teatro, sala conferenze, spazio di animazione per bambini o semplicemente luogo di aggregazione di giovani riuniti in tavola rotonda per discutere dei propri progetti culturali e condividere le proprie esperienze, oltre che ovviamente, scegliere tra i forniti scaffali le prossime letture.

Vi parleremo ora di tre eventi di diverso genere ospitati dalla libreria e che hanno riscosso un ottimo successo in città. In alcune di queste occasioni abbiamo potuto incontrare da vicino i protagonisti, approfittando del contesto informale.

L’ultima in ordine di tempo ha inaugurato brillantemente il 2017. Il 5 Gennaio alle ore 21.00, lo scrittore Attilio Facchini, finalista del Premio Subway per due anni consecutivi (2010 e 2011), vincitore della selezione nel Lazio per il Premio La Giara (2012), e finalista del torneo letterario Lo scrittore (edizione 2013), ha presentato la sua prima fatica editoriale La Terra dei Ciclopi, edito da Alcheringa.

Attilio Facchini (al centro), con Monica Petricca e Gianpaolo Venditti durante un momento della reading animata de La Terra dei Ciclopi
Attilio Facchini (al centro), con Monica Petricca e Gianpaolo Venditti durante un momento della reading animata de La Terra dei Ciclopi

Molto di più di una classica presentazione editoriale si è trattato, in quanto Facchini, coadiuvato dalla Dott.ssa Monica Petricca, psicoterapeuta, da anni impegnata in esperienze teatrali, e dal M. Gianpaolo Venditti (al quale rivolgiamo un pensiero per la recentissima perdita del padre Gianni, anch’egli maestro di musica molto noto in città), ha dato vita a una vera e propria performance teatrale, completa di costumi e di una scenografia essenziale ma funzionale alla resa. A prendere vita è una raccolta di otto novelle di genere fantastico, che nascono dall’humus delle terre dell’Italia centrale bagnate dal fiume Liri, molti dei cui centri storici sono caratterizzati dalla presenza di cinte murarie poligonali. Oltre ai ciclopi, che secondo il mito eressero queste mura dopo aver trovato riparo tra i Monti Ernici, nel testo ritroviamo figure leggendarie proprie della tradizione locale, alcune delle quali inquietanti e ammantate di mistero, come il famigerato “Babbacéglie”, sorta piccolo “Robin Hood” dall’aspetto di gnomo o di nano che, a dispetto delle minuziose descrizioni che ne venivano fornite, nessuno ha mai visto da vicino, o il mummificato Marchesino Francesco Longhi, il cui fantasma continuerebbe ad abitare il Castello di Fumone.

Il raccordo della performance al territorio è rafforzato dall’elemento linguistico, che alternando l’italiano al registro vernacolare è in grado di riconnettere anche gli oriundi a un’essenza profonda che trasuda sempre più a fatica dai luoghi delle storie.

Particolarmente suggestivo, complice l’effetto scenico sortito dall’uso di luci e candele, è il racconto Maria dei susamelli, che fa del classico dolcetto natalizio ciociaro (differente dal susamiello napoletano) filo conduttore dell’intero spettacolo.

Altro importante appuntamento si è avuto nella serata del 14 Dicembre scorso, data in cui l’ambiente è stato pervaso da un fortissimo spirito natalizio, reso anch’esso vieppiù simulacro di se stesso da una febbre commerciale che sostituisce temporaneamente la consueta fretta di produrre con la fretta di acquistare. Durante la sera decembrina intirizzita da rigide temperature che non hanno scoraggiato i visitatori, la libreria si è tramutata nei viali di una Londra ottocentesca, teatro dei rimorsi e dei curiosi fatti che mutarono la vita di Ebenezer Scrooge. Magie che pochi artisti possono compiere con una strumentazione minima e solo se dotati di una straordinaria forza vivificante. Luca Mauceri, attore e musicista di cui vi avevamo già parlato alcuni mesi fa dopo un incontro a tu per tu, è certamente uno di questi. Il nuovo allestimento di Un canto di Natale, adattamento teatrale del testo integrale dell’omonimo racconto di Charles Dickens, è un’autentica

Luca Mauceri in Un Canto di Natale, di Charles Dickens
Luca Mauceri in Un Canto di Natale, di Charles Dickens

“esperienza”. Con l’ausilio di una candela, di un videoproiettore e di un velatino, Mauceri porta lo spettatore all’interno di un film Disney con una capacità camaleontica che ricorda quella di Jim Carey nel lungometraggio del 2009 (in cui l’attore canadese interpretava, grazie alla computer grafica, Scrooge e i tre spiriti). Mentre l’attore in scena diventa di volta in volta tutti i personaggi del racconto riuscendo a rendere deliziosi perfino i dialoghi, la musica e una narrazione fatta di immagini digitali sullo sfondo (entrambe opera dello stesso Mauceri) rifiniscono l’atmosfera. Particolarmente interessanti sono i momenti in cui l’unica figura umana in carne ed ossa si frappone tra lo schermo e il velatino, arrivando all’occhio dello spettatore come un “ultracorpo” (mutuando la terminologia di Christian Uva) perfettamente integrato nel tessuto dell’immagine digitale, salvo spuntarne fuori nell’attimo successivo riacquistando consistenza.

Lo spettacolo è stato protagonista di una corposa tournée in tutto il Centro-Nord e in situazioni molto diversificate fra loro. Come abbiamo già detto in passato, infatti, la versatilità e la scelta di seguire canali espressivi paralleli costituiscono uno dei tratti distintivi di questo artista.

Non di solo teatro e di letture animate è fatta però la specificità di Universitas. Un altro evento di cui vogliamo parlarvi è infatti quello svoltosi alcuni giorni prima. Il 3 Dicembre alle ore 18.00 è stata infatti la volta di Brainstorming, iniziativa nata dall’idea dei due giovani studenti universitari Riccardo Iannuccelli, anche autore di diverse pubblicazioni poetiche, e Giulia Cascone.

Riccardo Iannuccelli (in piedi a destra) e Giulia Cascone con Alessio Silo
Riccardo Iannuccelli (in piedi a destra) e Giulia Cascone con Alessio Silo

Il loro scopo è principalmente quello di creare uno spazio di visibilità per i creativi che sentano il desiderio di far sentire la propria voce, ma che non hanno ancora avuto modo di farlo. Brainstorming, il cui nome è mutuato da un termine del linguaggio aziendale che indica la fase in cui il team di lavoro, all’inizio di un progetto, butta giù tutte le idee potenzialmente utili, ha rappresentato una coraggiosa scommessa partita in sordina con un numero modesto di presenze, ma che giunto alla sua settima edizione ha riscontrato una crescita considerevole. Confesso di aver provato sincero stupore nel vedere una libreria piena di ventenni interessati verso qualcosa che essi stessi avevano creato, soprattutto se quel “qualcosa” prometteva di essere funzionale al raggiungimento di obiettivi meno futili di un selfie scattato in bagno.

Altrettanto coraggiosa è stata la scelta di Di Vito e Morano nell’aver riposto fiducia in un progetto di questo tipo concedendo la disponibilità degli spazi. Dato, quest’ultimo, che la dice lunga su quanto Universitas punti sui giovani e rappresenti un’opportunità reale per il territorio.

Gian Maria Pantano durante il suo intervento sul manga giapponese
Gian Maria Pantano durante il suo intervento sul manga giapponese

La settima edizione dell’incontro ha avuto come protagonisti Gian Maria Pantano, studente universitario appassionato di fumetti e animazione giapponesi, e lo scrittore Alessio Silo, che ha presentato il suo nuovo libro Antonio Mastromattei, l’uomo del tempo, scritto a quattro mani con la collega Laura Corsini.

Introdotti come sempre dal duo Iannuccelli-Cascone, gli ospiti hanno preso la parola mostrando una disinvoltura e una professionalità inconsuete per la media attuale dei giovani della loro età, grazie  evidentemente anche al clima confidenziale creatosi in sala.

Gian Maria Pantano ci ha parlato, in un dettagliato excursus storico, del manga giapponese partendo dalle sue origini e del rapporto che esso intrattiene con la cultura occidentale, osservando, prima di affrontare nei tratti salienti le varie tipologie di fumetto e di cartone animato, come l’estremo oriente sia in effetti più “occidentale” di quanto si creda.

L’intervento è stato in seguito riproposto ai microfoni della Professoressa Tiziana La Vitola, anche speaker del programma radiofonico Parole sul pentagramma, in onda settimanalmente su Italy Web

Un momento di aggregazione dei giovani al termine di Brainstorming VII
Un momento di aggregazione dei giovani al termine di Brainstorming VII

Radio. La puntata del programma è riascoltabile sul podcast.

Allontanandoci dal Giappone per tornare in terra nostrana, il testimone è passato ad Alessio Silo, che ha dato, attraverso la lettura di brani scelti dal suo libro, alcuni cenni sulla figura di Mastromattei, maestro orologiaio ciociaro entrato in contatto con alcune delle più importanti personalità del mondo.

Al termine dell’incontro abbiamo avvicinato Silo, con il riguardo dovuto a certi temperamenti schivi che celano mondi complessi.

Ecco cosa abbiamo potuto conoscere di lui, cercando oltre il velo melanconico dei suoi occhi scuri:

1)     Alessio, come nasce il tuo interesse per la scrittura e come sei arrivato a farne una vera e propria attività a un certo punto della tua vita, data la tua giovane età?

Ho iniziato a scrivere in tenera età. Credo che in effetti chiunque nutra una “passione” per l’arte dello scrivere. Sin dagli 8 anni, quando frequentavo le scuole elementari, ho avvertito quella sorta di forza interiore che mi ha indotto a intraprendere questa strada. In seguito ho avuto il coraggio di espormi e di pubblicare la mia prima silloge poetica, nel 2012, che raccoglieva alcuni miei scritti adolescenziali. Da lì ho proseguito firmando contratti con diverse case editrici, tra cui un gruppo editoriale di Pesaro, con il quale ho pubblicato due romanzi, uno epistolare e l’altro di narrativa. Quest’ultimo è un libro biografico riguardante un personaggio noto in tutto il mondo per quanto concerne l’arte orologiaia.

2)     Questo è il tuo primo romanzo biografico? 

Sì ed è stato scritto insieme alla collega Laura Corsini.

3)     Dopo la raccolta poetica e prima di quest’ultima opera, presentata stasera, hai pubblicato altri tre romanzi. Potresti riassumercene le tematiche? È rintracciabile tra di esse un filo conduttore assimilabile a quella che Henry James chiamava la “figura nel tappeto”? 

La mia seconda pubblicazione, che è anche il mio primo romanzo, scritto in forma epistolare, parla di una storia d’amore ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di un romanzo breve. Il terzo libro è un romanzo che ho scritto nel giro di un anno e tratta di un padre di famiglia che attraversa una serie di vicissitudini insieme a sua moglie e ai suoi figli. La vicenda è prettamente inventata e non presenta raccordi storici o di attualità di alcun tipo. Poi c’è il testo presentato questa sera, che invece parla di un personaggio attualmente vivente (risiede ora in America), conosciuto per aver donato i suoi orologi alle più importanti autorità del mondo.

4)     Stiamo chiaramente parlando di Antonio Mastromattei. Come mai ti sei interessato a lui? 

In primis per il fatto che sono stato contattato appositamente per scrivere questo libro. Nonostante vivesse nel mio paese non conoscevo questa persona, ma c’è stato un lungo passaparola che ne ha diffuso la fama. È stato un incarico che ho accettato con orgoglio.

5)     Sei originario di Monte San Giovanni Campano, ma non l’avrei mai pensato se non lo avessi saputo. Non c’è alcuna inflessione o elemento linguistico che lasci intendere una tua provenienza ciociara.

Ho frequentato l’università a Chieti e ho vissuto lì per tre anni, ma credo che ciò dipenda per lo più da un mio personale modo di esprimermi.

6)     Sappiamo che la scrittura di un lavoro letterario è normalmente qualcosa di faticoso e che vi è la necessità di un intervallo di tempo prima di procedere oltre. Posso chiederti però se c’è dell’altro in cantiere?

Per il momento posso dire di aver prodotto essenzialmente romanzi di formazione. Mi sento ben lontano dal sentirmi, come si suol dire, “arrivato”. Per il resto ho firmato da poco il manoscritto di un nuovo romanzo a una casa editrice di Napoli che sta lavorando sull’editing. È una casa editrice che punta molto sui giovani…

Presso lo spazio di Via Giurati 1 vi aspettano anche nuovi ospiti. Il 30 Gennaio, il 27 Febbraio, il 27 Marzo e il 26 Aprile alle ore 17.30, i Gatti Ostinati coinvolgeranno i bambini di ogni età con le loro fiabe, storie e filastrocche per 4 piacevoli pomeriggi in compagnia.

In attesa dei prossimi interessanti appuntamenti, a tutti coloro che a Frosinone cerchino un ambiente accogliente, in cui curare le proprie letture o cercare idee per una dedica speciale, magari per il prossimo San Valentino, non possiamo che consigliare di affidarsi alla professionalità di Universitas.

Sito web: www.libreriauniversitas.it

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Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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