Partecipare. Voce del verbo SetUp

Partecipare. Voce del verbo SetUp

SetUp, la nuova fiera d’arte contemporanea giunta alla seconda edizione, non smette di stupire e per accattivarsi ancor di più gli occhi dei visitatori e la presenza di artisti decide di lanciare il progetto “Una sedia per setUp”.

Artisti e creativi di tutto il mondo riunitevi, SetUp attende voi e le vostre idee. Con  un progetto di elaborazione creativa di un oggetto comune, democratico, semplice e necessario: la sedia, la giovane collateral bolognese si colloca sul piano dell’innovazione e riqualifica l’allestimento con l’oggetto che più rappresenta l’intimità della casa. Non si tratta di un contest, non ci sono né vincitori, né esclusi, ma solo la voglia di creare un meccanismo virtuoso di condivisione della creatività, senza ecludere la funzionalità di cui la sedia è portatrice.

Un allestimento a “regola darte”, divertente e unico nella storia delle Fiere. Perché la cura di ogni dettaglio è la chiave di successo di SetUp.

La sedia partecipativa di SetUp
La sedia partecipativa di SetUp

Ecco come partecipare 

Scegli una seduta – vecchia o nuova, una poltrona, un sofà, uno sgabello – e trasformala seguendo la tua poetica, non ci sono limiti alla fantasia. Dai nuova vita all’oggetto, firma il tuo lavoro e mandalo agli Uffici del’Autostazione, Piazza XX Settembre 6, 40121 Bologna, nei giorni tra il 13 e 18 gennaio,specificando SetUp nella destinazione.

Scarica il REGOLAMENTO su: www.setupcontemporaryart.com

Ecco a voi qualche idea: http://www.youtube.com/watch?v=bfP1BNUHZBc&noredirect=1

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Simona Gavioli

Simona Gavioli

A chi mi chiede perché amo l’arte rispondo cosi:
Sono nata nella città di Virgilio, del Regno dei Gonzaga e di Isabella D’Este, una delle donne più colte e stimate del Rinascimento. Sono nata tra le mura di Palazzo Te (Giulio Romano) e la camera degli sposi (Andrea Mantegna). Sono cresciuta saltellando qua e là, facendo finta di pregare tra la chiesa di San Sebastiano e la Basilica di Sant’Andrea (Leon Battista Alberti). Sono vissuta dividendo la mia vita tra cucine e chiese matildiche; la mia favola, prima di dormire, era L’Arte di Ben Cucinare di Bartolomeo Stefani, cuoco al servizio di Ottavio Gonzaga.
A chi mi chiede perché scrivo, non rispondo.
Ma a chi mi chiede perché scrivo di arte e di cucina, dico solo che la scrittura è qualcosa che hai dentro e dalla quale non puoi scappare perché fa parte di te. La scrittura, come l’arte, ingombra la vita, soprattutto quando diventa urgente, compulsiva e passionale come la mia.
Simona Gavioli

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