130 anni di FIC, l’astro nascente del Canottaggio Marco Di Costanzo si racconta

130 anni di FIC, l’astro nascente del Canottaggio Marco Di Costanzo si racconta

ITALIA – La Federazione Italiana Canottaggio compie gli anni, e noi incontriamo Marco Di Costanzo, uno degli astri nascenti più luminosi del panorama italiano, elegantissimo nel nuovo outfit firmato Carlo Pignatelli.

Tradizione. Passione. Vittorie. Ricambio generazionale. Sono questi i mantra che hanno contraddistinto i 3 secoli di storia (800, 900, 2000) della Federazione Italiana Canottaggio, che qualche giorno fa, sulle rive del Po, ha festeggiato il suo 130′ anno dalla fondazione. L’evento si è svolto nella giornata di giovedì 16 marzo presso il Salone della SC Eridano del Presidente Luigi Tartaglino. Tantissimi gli ospiti illustri, su tutti il Presidente Federale Giuseppe Abbagnale e i Presidenti delle cinque Società fondatrici della FIC (Armida, Cerea, Caprera, Esperia, Eridano). E per festeggiare in grande stile questo importante anniversario, tutto il mondo FIC si è messo in tiro, sfoggiando i bellissimi abiti di Carlo Pignatelli, maestro di stile e sartorialità, da sempre vicino al mondo dello sport e partner ufficiale della FIC.

Molto belli gli abiti del coutier torinese, outfit che amplificano la silhouette con una contemporaneità che non rinuncia al savoir faire della tradizione. I corpi scolpiti degli atleti sono valorizzati attraverso le caratteristiche maschili di eleganza, classe e unicità che, da sempre, costituiscono la signature della maison Carlo Pignatelli. Eleganza e sartorialità caratterizzano completi dal tono classy e di tendenza, in cui dettagli preziosi e nuances ricercate creano un’immagine raffinata e sofisticata, nel segno del più autentico Made in Italy.

Marco Di Costanzo
Il Francobollo commemorativo per i 130 della FIC

Insomma, come avrete capito, i 130 anni sono stati celebrati nel migliore dei modi.

130 anni! Incredibile! Un traguardo importante, che fa quasi impressione, ma pensandoci bene neanche troppo. Il canottaggio vanta una lunga e appassionante tradizione in Italia, una tradizione che consegna al Bel Paese un ruolo a dir poco pionieristico per lo sviluppo di questo straordinario sport acquatico.

Molto del successo del Canottaggio in Italia lo si deve alla FIC, Federazione Italia Canottaggio, terza Federazione sportiva più antica d’Italia, dopo quella ciclistica e ginnastica. Quanti giovani talenti sono passati da qui, quanti sono cresciuti e migliorati e quanti da giovani talenti sono diventati campioni assoluti di questo sport.

Ecco, per rimanere in argomento giovani tra i canottieri azzurri, non potete perdere la nostra intervista a Marco Di Costanzo. Siamo riusciti a intercettarlo proprio nel corso delle celebrazioni svoltesi a Torino. Marco Di Costanzo, classe 1992 di Napoli, è un ragazzo molto semplice nel senso buono della parola. Ha mantenuto nonostante i suoi grandi successi raggiunti peraltro in giovane età, la spontaneità e la genuinità che solo i grandi campioni hanno. A soli 25 anni, ha già conquistato una medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Rio 2016 (che vi ricordiamo abbiamo seguito dal vivo step by step), nel Due Senza in coppia con Giovanni Abagnale, e può vantare 1 oro nei Campionati del Mondo (Aiguebelette 2015).

marco di costanzo
Marco Di Costanzo

Non resta quindi che lasciare spazio alla nostra intervista.

Qualche giorno fa la Federazione Italiana Canottaggio ha festeggiato 130 anni di storia. 130 anni gloriosi pieni di tradizione, di successi e di grandi nomi e tra questi grandi nomi c’è anche il tuo visti i tuoi recenti successi. Cosa si prova a far parte di questa grande storia? 

Essere tra nomi più importanti della federazione italiana canottaggio è un grande piacere, la nostra Federazione ha una storia importantissima scritta da grandi campioni, ma sono consapevole che sono uno dei tanti e ci sono nomi con pluri medaglie olimpiche se penso ai grandi Agostino, Giuseppe e Carmine Abbagnale, Davide Tizzano, Alessio Sartori, Rossano Galtarossa, Carlo Mornati e potrei continuare all’infinito quindi sono consapevole che forse sono solo al primo scalino ma questo mi da ancora piu forza perchè magari un giorno saró tra i primi!

Ci racconti le tue sensazioni al termine della gara di Rio? Ha rappresentato il punto più alto della tua carriera?

La finale dei Giochi di Rio de Janeiro è una gara che porteró sempre nel mio cuore, ero stato eliminato dalla mia barca che era il “quattro senza” campione del mondo 2015 per salire sul “due senza” barca difficile dove c’erano gli alieni della Nuova Zelanda e quindi agguantare una medaglia non era difficile di più, ma ho trovato una trave il mio compagno Giovanni Abagnale che ci credeva come me e quando abbiamo tagliato il traguardo conquistando a mio parere una medaglia di bronzo che nessuno si aspettava, bhe li mi sentivo il più forte del mondo una medaglia olimpica non si dimentica mai!

Come giudichi la situazione del canottaggio italiano?

Direi che il canottaggio italiano negli ultimi anni stia diventando un punto di riferimento per tante Federazioni e questo per i risultati che stiamo portando sempre in crescita. Tutto questo puó accadere solo con una macchina perfetta come sta dimostrando di essere la Federazione Italiana Canottaggio con atleti di altissimo valore poiché, è bene non dimenticarlo, sono gli atleti i principali protagonisti dei successi del canottaggio italiano.

Sei ancora giovane ma nonostante questo hai avuto già delle importanti consacrazioni. Ma quali sono gli obiettivi futuri del Marco Di Costanzo atleta?

I miei obbiettivi futuri sono sicuramente quello di migliorare sempre i miei risultati sportivi ed è impossibile non pensare già alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020. Grazie a questo traguardo da raggiungere i miei obbiettivi sono molto chiari.

Un’ultima domanda. Ti senti più a tuo agio nella tua tuta da canottaggio o nell’elegante outfit di Carlo Pignatelli? 

Ma sicuramente ho un grande feeling con la mia tuta, ma nei giusti eventi indossare l’abito di Carlo Pignatelli mi fa sentire diverso. Acquisto una sicurezza maggiore nella mia figura di uomo e non solo di atleta. Ricordo che quando l’ho indossato durante la gara di Henley, in un contesto molto esclusivo, mi rendevo conto che non passare inosservato. Per questo attendo con ansia il prossimo grande evento per indossarlo nuovamente e sfoggiare l’Italian Style. 

D’altronde possiamo ben capire come uno sportivo si senta completamente diverso in abiti formali. E con quali occhi “nuovi” venga visto il suo look. Anche all’ultimo Festival di Sanremo avevamo notato il look di Enrico Brignano, in abito di Carlo Pignatelli. Qui l’attore comico ci aveva sorpreso nelle sue vesti così charmant confermandoci sempre più che l’eleganza premia l’aspetto fisico e anche il personaggio.

Federazione Italiana Canottaggio

130 Anni FIC e Marco Di Costanzo

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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