Incontro con Pennyboy e il suo Surrealismo Pop

Incontro con Pennyboy e il suo Surrealismo Pop

ROMA – Incontro con Pennyboy e il suo Surrealismo Pop in “Folding” la prima personale dell’artista. Qui i metalli sono gli assoluti protagonisti con la nuova tecnica. Qui Pennyboy mi ha illustrato come le sue opere prendono forma attraverso pieghe dinamiche, luci e ombre. Dal 16 al 30 novembre alla Borgo Pio Art Gallery.

Pennyboy presenta la sua prima personale dal 16 al 30 novembre alla Borgo Pio Art Gallery. Per incontrarlo in anteprima e visitare con calma Folding, sono sono andata nella galleria nel ventre della città del Vaticano. Qui, nel cuore di Roma, Pennyboy mi ha raccontato l’evoluzione della sua arte attraverso un percorso fatto di ispirazione trasversale tra il Pop e il Surrealismo. Mostrandomi così, dal vivo, come si è evoluta la sua tecnica attraverso la costante sperimentazione e ricerca di forme e concetti nuovi.

È stato un incontro energico ed allegro, dove la condivisione di amori indiscussi per il Punk Inglese, da Vivienne Westwood in poi, ci accomunavano nonostante lo scarto generazionale. La condivisione di un incommensurato amore per il pianeta musicale, artistico e della moda anni ‘80, base della creatività britannica, mi ha semplificato la lettura introspettiva delle sue opere.

Parlare, o comunque partire, dallo stesso linguaggio, spiana la comprensione, e la conseguente ammirazione per l’artista che modella a suo piacimento il metallo, rendendolo duttile, e forse fragile, come l’animo umano.

Nelle tue opere ritrovo une evocazione dell’arte di Mimmo Rotella…

Infatti Fabiola è proprio questo, lui levava per scoprire strati di immagine, io sovrappongo, ma sempre per strati, le immagini che fanno parte del nostro vissuto attraverso tecniche differenti che vanno ad esaltare gli aspetti più diversi.

Fabiola Cinque Pennyboy in Folding
Pennyboy in Folding davanti all’opera dedicata a Basquiat

C’è un fil rouge con la moda…

Ti riferisci alle varie copertine di Vogue? Sì certo la moda è arte, come lo è Basquiat, Marilyn, e le altre anime che evoco qui in queste lastre.

Fabiola Cinque Pennyboy in Folding

È onnipresente il dollaro

L’America si, la rappresento con il suo cuore… L’iconica banconota che ritraggo in diversi colori, quindi non solo il noto greenbacks.

Pennyboy che mi illustra le copertine di Vogue e, alle mie spalle, i due dollari che testimoniano il suo forte legame con l’arte e la cultura pop statunitense.

E parlando con Pennyboy del surrealismo che ispira la sua arte, ci siamo ritrovati davanti alla sua opera dedicata a Dalì, e della mostra sull’artista surrealista che ho appena visitato a Modena e di cui ho scritto.

Pennyboy surrealismo MyWhere

Pennyboy utilizza il metallo in modo del tutto nuovo, e quindi non ho potuto esimermi dal domandargli:

Perchè questa mostra è chiamata “Folding”?

Le pieghe, o folds, diventano il mio linguaggio principale. Voglio donare movimento e dinamismo a superfici tradizionalmente rigide. Il risultato è un gioco affascinante di contrasti visivi, dove le pieghe creano cavità e rilievi che trasformano ogni pezzo in una narrazione unica. Voglio che i metalli non siano più semplici materiali ma diventino protagonisti attivi di un racconto che alterna ombre e luci, vuoti e rilievi. In questa esposizione voglio mettere in luce la mia ricerca. Nelle mie opere il metallo prende vita attraverso pieghe dinamiche, luci e ombre. Tutto deriva da un’esperienza artistica profonda, ispirata al surrealismo e al simbolismo onirico.

Quindi questa mostra rappresenta un tuo viaggio sensoriale e simbolico, con l’obiettivo di ridefinire le percezioni tradizionali dell’arte?

Il ferro, nella sua natura sensibile e deformabile, riflette in modo esponenziale ogni segno a cui è sottoposto, esattamente come l’animo umano, violabile ma indistruttibile.

Io Fabiola Cinque con Pennyboy durante l’intervista, vivace e divertente

Un surrealismo dal tocco concettuale

In questa serie, Pennyboy si muove tra il surrealismo e il simbolismo onirico, spingendoci a osservare il mondo da prospettive alternative. Tra le opere esposte, una mi ha colpito particolarmente: un’aragosta in metallo, protagonista di una realtà alternativa in cui leggi fisiche e proporzioni si ribaltano. Il metallo qui diventa strumento narrativo, esaltando il colore e plasmando il nostro senso della percezione.

Come affermava René Magritte:

“Essere surrealista significa escludere dalla propria mente ogni ricordo di ciò che si è visto, ed essere sempre alla ricerca di ciò che non è mai stato.”

Questa citazione calza a pennello per Pennyboy, il cui lavoro esplora l’inconscio, le emozioni e il significato stesso del fare arte.

pennyboy
L’opera dell’aragosta in metallo alla Mostra di Pennyboy

Visitando Folding ci possiamo immergere in un dialogo continuo tra materia e significato. Ogni piega nei metalli di Pennyboy racconta una storia: è come se il materiale stesso fosse un diario segreto, capace di riflettere esperienze vissute e desideri inespressi. Camminando tra le opere, si percepisce una sorta di energia, una tensione che si sprigiona dai contrasti tra la rigidità del metallo e la fluidità delle forme.

La galleria stessa, con il suo spazio intimo e raccolto, amplifica questa sensazione. Le luci soffuse e i giochi di ombre creati dalle superfici piegate trasformano ogni opera in un’esperienza visiva e tattile, invitando lo spettatore a guardare da diverse angolazioni per coglierne tutte le sfumature.

Pennyboy ed io, Fabiola Cinque

L’arte come riflessione sull’esistenza

Ciò che rende Pennyboy unico è la sua capacità di intrecciare la sua ricerca estetica con temi profondamente concettuali e filosofici. Le sue opere ci spingono a riflettere su cosa significhi trasformare qualcosa di rigido e inflessibile, come il metallo, in una rappresentazione dell’animo umano, che è fragile ma resiliente.

Il concetto di “piegare” diventa così una metafora potente: rappresenta la capacità di adattarsi, di trasformare ostacoli in opportunità, e di rivelare una bellezza intrinseca anche nelle situazioni più difficili. Questo approccio non si limita all’arte visiva, ma diventa un invito a considerare come affrontiamo i cambiamenti e le sfide nella nostra vita quotidiana.

Con Folding, Pennyboy dimostra che l’arte può essere non solo un mezzo di espressione, ma anche uno specchio dell’umanità, capace di riflettere le nostre paure, i nostri sogni e il nostro infinito potenziale creativo.

Chi è Pennyboy?

Pennyboy, al secolo Emanuele Pennazza, è nato a Roma nel 1992. Sin dalla giovinezza si è immerso nella scena artistica underground della città, frequentando studi di artisti e il prestigioso atelier del Maestro Giampaolo Berto. Le influenze che lo hanno plasmato spaziano dalla Pop Art italiana e americana al Punk inglese degli anni ’70.

Nel tempo, Pennyboy ha sviluppato uno stile unico che unisce Street Art e Iron Pop Art, sperimentando con materiali come colle, resine e metalli industriali. Folding rappresenta il culmine di questa ricerca, con un linguaggio artistico che fonde concettualità e impatto visivo.

 

INFO

Pennyboy “Folding” – Pieghe

Borgo Pio Art Gallery

Via degli Ombrellari, 2 Roma tel. 3245577140

Opening 16 novembre ore 17

Fino al 30 novembre dalle 11 alle 19. Chiusura 14-15

Ufficio stampa Pennyboy Stella Maresca Riccardi

Fabiola Cinque

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