SANREMO 2025 – Olly vince Sanremo 2025 con il suo brano “Balorda Nostalgia”, ma il momento più emozionante della serata della finale, per chi ne conosce la storia fino in fondo, è l’arrivo di Edoardo Bove sul palco dell’Ariston.
Edoardo Bove a Sanremo fa trasparire tutta la “Balorda Nostalgia” che pervade ogni fibra del suo corpo. Quanto gli manca il calcio…Ad appena 22 anni, sul palco dell’Ariston, che mette paura ai più grandi, Edoardo Bove, seppur visibilmente emozionato, parla con estrema lucidità di ciò che ha vissuto e sta vivendo tutt’ora: “Vivo questa esperienza in modo particolare, tra alti e bassi. Per me il calcio è una forma di espressione, senza non mi sento lo stesso, mi manca qualcosa. Come a un cantante la voce o una persona che subisce una grande perdita. In questo momento mi sento un po’ incompleto, un po’ vuoto, so che ci vuole tempo”.

Poi, Edo prosegue sottolineando anche l’importanza di un aiuto psicologico in questo momento così delicato della sua vita: “Serve coraggio, mi sto facendo aiutare per iniziare un percorso di analisi su me stesso, che mi fa star male e mi fa soffrire ma so che mi servirà per il futuro”.
Persino Carlo Conti, spesso nominato scherzosamente sui social durante questo Festival di Sanremo per la sua fretta e velocità, non ha potuto far altro che lasciare libera parola al classe 2002 che conclude con dei ringraziamenti per nulla banali:
“Voglio ringraziare tutta l’Italia per l’affetto che mi ha dato Un affetto che mi ha fatto capire realmente la gravità della situazione. Inizialmente non mi ero reso conto, mi ero svegliato in ospedale senza ricordare nulla e solo vedendo la reazioni di amici, familiari, estranei, che mi chiedono sempre come sto, ho capito quanto sia stata vera la paura di perdermi. Mi ritengo davvero fortunato per come sono andate le cose, capitate nel posto giusto al momento giusto, in 13 minuti ero già in ospedale”.

La purezza di Edoardo Bove
La “Balorda Nostalgia” che ha fatto vincere Olly, è arrivata come un’onda d’urto addosso a tutta l’Italia (per citare lo slogan sonoro di Sanremo 2025) quando Edoardo Bove ha sceso le famose scale dell’Ariston. Impossibile non emozionarsi, aldilà dei colori o dell’interesse più o meno elevato per il calcio, si tratta di umanità ed empatia.

D’altronde se fin da piccolo ti dividi tra tennis e calcio e poi, nonostante il talento ambivalente, scegli il secondo sport è perché la passione per il prato verde è davvero infinita. E allora la nostalgia, per Edo, non può che essere balorda in questo momento. La stessa sconfinata passione che ha per il calcio, ce l’ha e ce l’avrà sempre per la sua Roma, realtà in cui è cresciuto, tra giovanili e prima squadra, come uomo e come calciatore. La stessa Roma che, la scorsa estate, lo ha messo alla porta per scelte di natura tecnica. Scelte tecniche più o meno condivisibili, ma ciò che conta è che Bove, che aveva lasciato la Capitale in lacrime, ha trovato una nuova casa dove tutti lo hanno amato e apprezzato fin da subito.

Capitolo Fiorentina
Alla Fiorentina entra immediatamente in sintonia con tutti: staff tecnico, società e tifoseria. Raccoglie 15 presenze tra Serie A e Conference League (prima storica edizione del torneo vinta con la Roma) mettendo a referto 1 gol (contro la sua Roma in Serie A) e 4 assist. Da sottolineare l’estrema duttilità e abnegazione tattica del ragazzo romano che nel 4-2-3-1 di mister Palladino viene schierato come esterno alto a sinistra facendo un grandissimo lavoro tattico e per la squadra. Poi, come un fulmine a ciel sereno, a stroncare tutto arriva quel maledetto 17′ di Fiorentina-Inter del primo dicembre 2024.

Scongiurato il peggio e passato il temporale, Edo torna a vivere la quotidianità del Viola Park immerso nell’amore di tutti, ma non è la stessa cosa perché in campo, per ora, non può più tornarci. Il momento emblematico e catartico c’è dopo Lazio-Fiorentina dello scorso 26 gennaio. La Viola vince 2-1 e a fine partita, con lo stadio Olimpico deserto, Edo entra in campo. Quel campo che è stato casa sua per anni, quel campo dove ha pianto e gioito, quel campo in cui l’11 maggio 2023 ha segnato il gol del decisivo 1-0 contro il Bayer Leverkusen nella semifinale di andata di Europa League, quello stesso campo che sognava di calpestare fin da piccino.

Il ragazzo fa alcuni passi in solitario, giusto qualche metro. Sente l’odore dell’erba, si guarda intorno e mentre i giardinieri sistemano qualche zolla sul terreno di gioco, lui si gode quegli istanti in un silenzio che vale più di mille parole. Poco dopo, emozionato e commosso, guadagna la via verso gli spogliatoi.
Balorda Nostalgia, fatti da parte!
“Magari non sarà
Nemmeno questa sera
La sera giusta per tornare insieme”

Così recita il testo del brano con cui il giovane Olly ha trionfato a Sanremo 2025. Tutti ci auguriamo che la “Balorda Nostalgia” di Edoardo si trasformi in “Istantanea Felicità”. Felicità che però, in tutta sincerità, potrà colorare le sue giornate soltanto quando tornerà a calcare i campi da calcio. In Italia o all’estero: scivolando, correndo e giocando, con l’amore e la passione che lo hanno sempre contraddistinto e che sempre lo contraddistingueranno. E qualsiasi cosa accada: Daje Edo!
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