MODENA – Doveva terminare il 4 Maggio invece “Riflessi d’Egitto. Fascinazioni e tracce nelle raccolte estensi” è stata prorogata al 6 luglio 2025! Per chi subisce il fascino di questa antica civiltà, o anche per riscoprire la tendenza egittomania lanciata da Napoleone, consiglio di visitarla. La mostra è un percorso unico tra oltre 150 reperti, in un viaggio emozionante nella storia millenaria dell’antico Egitto.
Quando ho saputo dell’apertura della mostra Egitto alla Galleria Estense, non ho resistito alla tentazione di visitarla. La mostra, curata da Maria Chiara Montecchi, offre un’occasione davvero speciale: svela per la prima volta un aspetto poco noto del collezionismo estense, ovvero la loro passione per l’antico Egitto.

La direttrice delle Gallerie Estensi Alessandra Necci illustra così la collezione esposta “Gli Estensi, che rappresentano il fil rouge delle nostre collezioni, sono stati dei voraci collezionisti, oltre che grandi committenti. Hanno messo insieme non solo quadri e statue straordinari, ma pezzi importanti di ogni genere e epoca. L’interesse per l’Egitto, cominciato già nel Cinquecento, è un aspetto poco noto del loro collezionismo e abbiamo dunque voluto sottolinearlo con una mostra che si ricollega alla catalogazione dei pezzi in collezione e si arricchisce grazie ai prestiti del Museo Egizio di Torino, del Teatro Comunale di Modena, dell’Archivio di Stato di Modena e dell’Accademia militare di Modena”.
Un viaggio attraverso millenni di storia
Passeggiando nella sala mostre temporanee, sono stata subito catturata dall’atmosfera unica che si respirava. Più di 150 reperti, tra cui bronzetti, statuette, amuleti e uno splendido grande sarcofago di epoca tolemaica, mi hanno accompagnata in un viaggio straordinario.

Percorrere il lungo cammino che va dal Medio Regno (2010-1755 a.C.) fino al periodo greco-romano è decisamente il più emozionante. Ogni opera racconta una storia, trasmettendo la magia senza tempo della civiltà egizia.

“Salute a voi, signori della Giustizia, privi di menzogna, viventi per sempre e il cui tempo è l’Eternità. (…) Che io non sia respinto alle vostre porte (…). Concedetemi le offerte funerarie in pani, birra, buoi, volatili, stoffe, incenso, oli ed ogni cosa buona e pura di cui vivono gli dei. E che io esista per l’eternità”.
Libro dei Morti, Capitolo 72
Il prestigioso contributo del Museo Egizio di Torino
Uno degli aspetti che più mi ha colpita è stato il prestigioso prestito di un nucleo di opere provenienti direttamente dal Museo Egizio di Torino, che quest’anno celebra il suo bicentenario.

Avere davanti agli occhi reperti così importanti e vedere come dialogavano con quelli della collezione estense è stato davvero coinvolgente.

La mostra presenta anche 19 statuette “ushabti”, fra cui 10 appartenenti al corredo funerario del “sovrintendente dell’esercito” Psamtek-sa-neit, vissuto durante la XXVI dinastia (664-525 a.C.).
“Questi esemplari – spiegano ancora gli organizzatori- presentano un testo pressoché identico, che conserva i nomi e titoli del proprietario e dei suoi genitori e il Capitolo 6 del Libro dei Morti”.

Fa parte del percorso anche una sezione con 50 amuleti e 26 scarabei incisi, sia in pietre dure che in faience.
Scarabei
Simboli di rigenerazione e protezione divina, erano associati a Khepri, divinità del sole nascente, il quale veniva rappresentato con la testa di uno scarabeo. Dio della creazione e della rinascita, ogni giorno faceva rotolare il sole attraverso il cielo, così come lo scarabeo stercorario spinge la sua pallina attraverso il suolo per trasportare il proprio nutrimento.
Gli scarabei erano utilizzati nei rituali funerari, ma anche comunemente indossati per protezione nella vita quotidiana.
Quelli cosiddetti “del cuore” erano posti sopra il petto del defunto durante la mummificazione. Si credeva che proteggessero l’anima nel viaggio nell’aldilà e aiutassero ad ottenere un giudizio favorevole nel tribunale di Osiri. Gli scarabei “commemorativi” erano realizzati per celebrare eventi importanti o ricordare persone illustri delle quali narravano titoli o imprese significative.

In collezione, almeno dal 1584 nell’Inventario delle statue vasi ed altre cose di guardaroba del Duca Alfonso II a Ferrara, oltre a 50 bronzetti votivi che rappresentano dei, dee e animali sacri. Furono realizzati come doni, che venivano presentati dai fedeli ai templi per chiedere agli dei favori speciali.

Tra le cui spicca il Bronzetto di Isi con Horo fanciullo. Epoca tarda – epoca tolemaica, in Lega di rame. Provenienza sconosciuta, Modena, Galleria Estense (Archivio Fotografico Gallerie Estensi, Carlo Vannini)

Riflessi d’Egitto nel teatro e nel cinema
L’antico Egitto ha sempre esercitato un grande fascino sul teatro e sul cinema, ispirando una vasta gamma di produzioni operistiche e cinematografiche. Colossal epici, opere liriche, avventure fantastiche, cartoni animati sono alcuni dei generi che ne hanno raccontato la storia, rappresentandolo come luogo di mistero, ricco di leggende e di miti.

Due opere in particolare, “Aida” di Giuseppe Verdi e “Mosè in Egitto” di Gioachino Rossini, sono ambientate nell’antico Egitto.
La pellicola “Cleopatra” (1963), diretta da Joseph L. Mankiewicz e interpretata da Elizabeth Taylor e Richard Burton, è celebre per gli elevati costi di lavorazione.

Fra i film di avventura, particolarmente amato dal grande pubblico resta “Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta” (1981), diretto da Steven Spielberg, che ha contribuito a creare l’immagine dell’archeologo – avventuriero capace di scoprire tesori nascosti, sventare trappole e risolvere enigmi.

L’universo narrativo legato all’Egitto è sconfinato e continua a catturare l’attenzione del pubblico, nonché a rappresentare una perenne fonte di ispirazione per il mondo artistico.
Visite guidate gratuite: un valore aggiunto
In occasione della mostra “Riflessi d’Egitto” alla Galleria Estense di Modena, ho anche potuto partecipare a una delle visite guidate gratuite, comprese nel biglietto d’ingresso. La guida, preparatissima, ha reso il percorso ancora più interessante, permettendomi di cogliere dettagli e curiosità che altrimenti mi sarebbero sfuggiti.
Emozioni tra antico e moderno
Tutto era studiato nei minimi particolari: dalla disposizione dei pezzi all’illuminazione suggestiva, che metteva in risalto ogni sfumatura dei materiali antichi. Non solo la storia dell’antico Egitto, ma anche le moderne suggestioni egittizzanti erano rappresentate, creando un ponte ideale tra passato e presente.
Una mostra Egitto da non perdere
Posso dire con certezza che la mostra Egitto alla Galleria Estense è una tappa imperdibile per il fascino che questa antica civiltà permane-
In questo video della mostra potete averne un assaggio
Galleria Estense – Sala mostre temporanee
Largo Porta Sant’Agostino 337 – 41121 Modena
Info sito istituzionale Galleria Estense
+39 059 4395711
ga-esten@cultura.gov.it
Tutte le foto MyWhere©
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