Venezia 82 – Secondo giorno. È stato il momento delle grandi star. Emma Stone per Bugonia di Yorgos Lanthimos, George Clooney, Adam Sandler e Laura Dern per Jay Kelly di Noah Baumbach. Entrambi in uscita nel prossimo autunno.
Yorgos Lanthimos è per fortuna una presenza quasi fissa alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Leone d’Oro per il Miglior Film nel 2023 con Poor Things sempre con Emma Stone che invece per il ruolo ha ricevuto l’Oscar come Migliore attrice. È il loro un sodalizio artistico che si basa su fiducia reciproca e una condivisione di idee e di intenti. Per questo progetto in particolare Lanthimos ha chiesto il parere della Stone e si è fidato del suo istinto. E a tal proposito l’attrice premio Oscar dice:
“Abbiamo un ottimo rapporto di lavoro, e la troupe e alcuni membri del cast sono spesso gli stessi: sono tante le persone con cui lavoriamo ripetutamente. Sembra una situazione familiare in cui si realizzano cose piuttosto impegnative, ma in un modo che trasmette sicurezza, benessere e coesione. È una cosa rara da trovare, e quasi impossibile da replicare”.

Bugonia è, come ci ha sempre abituato il regista, un film provocatorio e spiazzante, surreale e grottesco. In breve, due cugini ossessionati dalle teorie del complotto, sono convinti che Michelle (Emma Stone), CEO senza scrupoli di un’azienda farmaceutica, sia un’aliena che complotta per distruggere la Terra. Per questo la rapiscono e la incatenano nel loro seminterrato. L’idea da cui lo sceneggiatore Will Tracy è partito proviene da un folle film coreano del 2003 Save the Green Planet, perfettamente adattabile al contesto occidentale contemporaneo.

Jay Kelly
Noah Baumbach dirige anche lui un cast eccezionale. George Clooney, Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup. Al centro della storia un famoso attore cinematografico, Jay Kelly, appunto, interpretato da George Clooney, alle prese con il riesame del suo passato e la difficoltà di far coincidere immagine pubblica e immagine privata.

Attorno a lui varie figure tra cui quella del fedele manager Ron, Adam Sandler. Sebbene si parli di un attore, questa dualità, dice il regista riguarda noi tutti:
“Ma penso che, per tutti noi, ci sia un divario tra chi siamo nel profondo e come ci presentiamo, e questo varia in base ai diversi ruoli che svolgiamo nella nostra vita. E man mano che invecchiamo e acquisiamo più esperienza, e magari saggezza—come possiamo re-incontrarci e ridefinire noi stessi?”

Insomma due film che ci costringeranno a confrontarci duramente con la realtà fuori e dentro di noi.
In homepage il Red Carpet della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, MyWhere©
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