VETTE, la mostra su sport e montagne a Palazzo Besta

VETTE, la mostra su sport e montagne a Palazzo Besta

TEGLIO (SO) – Dal 28 gennaio al 30 agosto 2026 il Museo nazionale Palazzo Besta di Teglio ospita “VETTE. Storie di sport e montagne”, un viaggio tra Olimpiadi invernali, turismo alpino e trasformazioni sociali nel segno di Milano Cortina 2026.

Al Museo nazionale Palazzo Besta di Teglio inaugura il 27 gennaio 2026 la mostra “VETTE. Storie di sport e montagne”, aperta al pubblico dal 28 gennaio al 30 agosto. Il progetto, curato da Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi, indaga il rapporto profondo tra sport, territorio alpino e società.

L’esposizione rientra nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Tuttavia, come sottolinea Anzalone, non si limita alla celebrazione olimpica. Al contrario, propone una riflessione ampia e articolata sulla montagna come spazio di sfida, memoria e trasformazione.

vette mostra
PyeongChang 2018 Winter OG, Alpine skiing, super-G Women – Sofia GOGGIA (ITA).

Sport e Alpi, una storia che cambia il territorio

La mostra racconta le imprese di atlete e atleti olimpici e paralimpici, ma anche il ruolo delle comunità alpine. Infatti, nella seconda metà del Novecento, la diffusione degli sport invernali e del turismo ha cambiato radicalmente il paesaggio umano e naturale delle Alpi.

Si passa così da un’economia di sussistenza al benessere diffuso. Allo stesso tempo, emerge il tempo libero come nuovo valore sociale. Di conseguenza, la montagna diventa luogo di desiderio, ma anche di contraddizioni.

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Carol Heiss

La mostra “VETTE”: un percorso tra manifesti storici e memoria collettiva

Il percorso espositivo si sviluppa negli spazi interni ed esterni del palazzo rinascimentale e si articola in tre nuclei tematici.

Al piano terra, tra corte e cantine, manifesti storici, immagini, video e cimeli ripercorrono la storia dei Giochi Invernali, da Chamonix 1924 fino a Milano Cortina 2026. I materiali provengono dal Museo nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino, dalla Museo nazionale Collezione Salce, dalla Olympic Foundation for Culture and Heritage e dal Museo dello Sci e della Montagna dell’Aprica, oltre che da collezionisti privati.

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Chamonix 1924 Winter OG, Figure skating, individual Women – Ethel MUCKELT (GBR) 3rd and Kathleen SHAW (GBR).

Al primo piano, una selezione di manifesti pubblicitari dedicati agli sport invernali, dai primi del Novecento agli anni Sessanta, documenta la nascita dell’immaginario alpino moderno. La montagna si afferma così come meta turistica e sportiva, grazie anche alla forza della comunicazione visiva.

La mostra dialoga inoltre con “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, allestita a Treviso. Le due sedi costruiscono un racconto condiviso tra Lombardia e Veneto.

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Beijing 2022 Winter OG, Medal Ceremony – Short track speed skating, 500m Women. Arianna FONTANA (ITA) 1st.

Lo sguardo femminile e l’identità delle valli

Nel Salone d’Onore è raccontata l’evoluzione dello sci, dai modelli norvegesi di fine Ottocento fino alle attrezzature contemporanee. Qui emerge con forza uno sguardo al femminile, filo conduttore dell’intera esposizione.

Le storie delle pioniere degli sport invernali e delle campionesse olimpiche si intrecciano con la vita quotidiana delle donne delle valli alpine del Novecento. Fotografie e oggetti raccontano un percorso di emancipazione e di progressiva visibilità.

Inoltre, il museo rafforza la sua vocazione a raccogliere e restituire le memorie del territorio. In questo contesto si inserisce il progetto “Siamo Alpi”, promosso dalla Provincia di Sondrio, che valorizza immagini e testimonianze locali.

Tra arte contemporanea e sfide future, scopri la mostra VETTE

La mostra affronta anche il rapporto tra sport, sviluppo e sostenibilità. Dalla storia del comprensorio di Prato Valentino fino all’installazione site-specific nel giardino a cura di Michele Tavola, l’arte contemporanea diventa strumento di riflessione.

Le opere di Luca Conca e Vincenzo Martegani restituiscono una montagna sospesa tra memoria e visione. Non c’è nostalgia, né semplice celebrazione. Piuttosto, emerge l’idea della montagna come organismo fragile e complesso, segnato dall’azione umana.

In definitiva, la mostra VETTE connette passato e futuro, locale e globale. E offre al pubblico un’occasione concreta per interrogarsi sul destino dei territori alpini, proprio mentre Milano Cortina 2026 si prepara ad accendere i riflettori sul mondo.

Autore MyWhere

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