ROMA- Il Museo del Corso Polo museale Palazzo Cipolla ospita dal 6 marzo al 5 luglio 2026 la mostra Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo. Capolavori provenienti dalle collezioni del Kunsthistorisches Museum. Un’occasione unica per compiere un viaggio nella storia dell’arte europea.
Il Museo del corso Polo museale Palazzo Cipolla dall’inizio della sua attività ha intrapreso e portato a compimento una serie di progetti culturali di alto valore scientifico. Ciò è stato possibile soprattutto con l’aiuto di prestigiose istituzioni internazionali. L’ultima in ordine di tempo è stata la mostra Dalí. Rivoluzione e Tradizione, in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí. Un grande successo con oltre 75 mila visitatori.
Un nuovo progetto
Arriva ora grazie alla disponibilità del Kunsthistorisches Museum (KHM), con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Ambasciata d’Austria a Roma questo nuovo straordinario progetto espositivo. Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo sarà visitabile fino al 5 luglio. Oltre cinquanta opere selezionate da Cäcilia Bischoff, curatrice della mostra e storica dell’arte del KHM, raccolte e collezionate tra il XVI e il XIX dalla Casa d’Asburgo.
Architetti a confronto
Prima di addentrarsi nelle sale del museo il visitatore è invitato a scoprire come nasce il Kunsthistorisches Museum. L’edificio è il frutto della collaborazione degli architetti Gottfried Semper e Carl Hasenauer. Anche Antonio Cipolla, loro contemporaneo e artefice del palazzo che porta il suo nome, ha la stessa visione. Condividono infatti un’idea umanistica dell’arte e il valore civile dell’architettura.
Pittura fiamminga
Nelle sale successive si va alla scoperta della pittura europea tra Cinque e Seicento, presentata con i capolavori dell’arte fiamminga del XVII secolo di Peter Paul Rubens, Anthony van Dyck e Jan Brueghel il Vecchio. La pittura di gabinetto e gli oggetti della Kunstkammer, le celebri “camere delle meraviglie” rinascimentali occupano uno spazio interessante dell’esposizione. Sono il risultato dei commerci globali dell’epoca e testimoniano della curiosità e del desiderio di conoscenza di quel momento storico.

Scene di vita quotidiana
La sezione denominata Modernità e quotidianità offre poi uno spaccato della pittura olandese del seicento. L’ascesa di una classe borghese e protestante influenza gli artisti. Ecco quindi prevalere la rappresentazione di scene dalla vita quotidiana. Sono artisti come Frans Hals, Jan Steen e Johannes Lingelbach. La pittura tedesca è invece rappresentata da Lucas Cranach , Joachim von Sandrart e Jan Liss.
Gli Asburgo
Arriviamo poi alla stagione degli Asburgo. Grandi acquirenti e mecenati, nonché custodi dell’arte europea. Con loro si afferma l’idea di un nuovo collezionismo E’ una rappresentazione della casa reale e diventa così mezzo di mediazione culturale. Sono opere di Giuseppe Arcimboldo, David Teniers il Giovane, Guillaume Scrots e Diego Velázquez con il celebre ritratto dell’Infanta Margarita in abito blu.

Pittura italiana
Da una meraviglia all’altra giungiamo infine alla pittura italiana. Collezione costituitasi grazie alle acquisizioni dell’arciduca Leopoldo Guglielmo. I capolavori di Tiziano, Tintoretto, Veronese, Orazio Gentileschi, Guido Cagnacci e Giovanni Battista Moroni sono esposti infatti in queste sale.

Al culmine della visita troviamo l’Incoronazione di spine di Michelangelo Merisi da Caravaggio risalente al 1603-1605. Un dipinto intensamente drammatico e incredibilmente emozionante. Il ricordo di questa appassionante visita si conserva all’uscita del museo. Allora, con gli occhi pieni di bellezza, non facciamo caso al caotico e vorticoso andirivieni dei turisti e dei romani sull’antica via Lata, cuore dello shopping della capitale.

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