ROMA – Soltanto dal 2 al 4 dicembre Pasolini Caravaggio, la Lectio Magistralis di e con Vittorio Sgarbi al Teatro Olimpico. Io l’ho visto in anteprima per voi e qui ve lo racconto.
Nel centenario della nascita del grande intellettuale friulano, il critico d’arte e neo Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, nella sua Lectio Magistralis su Caravaggio e Pasolini, ci racconterà il fil rouge che lega questi due grandi personaggi della cultura e della storia dell’arte.
Qual è secondo Vittorio Sgarbi il trait d’union tra questi due straordinari artisti vissuti in epoche diverse? La realtà. La pittura di Caravaggio si configura nel suo tempo come scandalosamente realistica, destino che lo accomuna a Pasolini il cui cinema nel solco del neorealismo fotografa poeticamente il reale.
Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio
Sono parole del critico Sgarbi che esemplifica come l’attualizzazione di Caravaggio sia avvenuta anche attraverso non solo l’opera, ma la vita stessa di Pasolini. Due uomini del Nord che vicende biografiche analoghe li portano ad allontanarsi dal proprio contesto abituale per raggiungere Roma.

Caravaggio lascia Milano forse per sfuggire ad un arresto e Pasolini dopo l’assoluzione in un processo per oscenità. A Roma Caravaggio comincia a dipingere soggetti molto lontani da quelli usuali del suo tempo. Non personaggi illustri, né memorabili piuttosto giovanetti di strada, come il Fanciullo con canestro di frutta. E Pasolini? Pasolini a Roma incontra le borgate e la sua gente e scrive Ragazzi di Vita.
C’è di più. L’artefice della scoperta e il rilancio culturale di Caravaggio si deve a Roberto Longhi di cui Pasolini fu allievo.
In un ardito accostamento tra i volti dei giovani ritratti dal Caravaggio si ritrovano i tratti emaciati e sofferenti del Citti di Accattone, la fresca ingenuità di Ninetto Davoli e persino la sfrontatezza e la strafottenza del carnefice di Pasolini Pino Pelosi. Pasolini e Caravaggio, ci dice Sgarbi, sono uniti da un comune sentire, da uno smisurato desiderio di vita fatale per entrambi: assassino in fuga Caravaggio assassinato Pasolini.
Grande affabulatore Vittorio Sgarbi ci apre i segreti delle vite di questi due artisti rivoluzionari e visionari, evocative le musiche composte ed eseguite dal vivo dal Maestro Valentino Corvino. Video scenografia di Tommaso Arosio, progetto artistico DoppioSenso.
INFO:
CORVINO PRODUZIONI
VITTORIO SGARBI
in
PASOLINI CARAVAGGIO
di e con VITTORIO SGARBI
Musiche composte, ed eseguite dal vivo,
da Valentino Corvino violino, viola, oud, elettronica
Video scenografia Tommaso Arosio
Progetto artistico DoppioSenso
Dal 2 al 4 DICEMBRE 2022
TEATRO OLIMPICO
Piazza Gentile da Fabriano 17
info e prenotazioni tel. 349 2378200
ven – sab h 20:30 / dom h 18:00
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