Organico fantastico: a CUBO un viaggio tra natura, arte e immaginazione

Organico fantastico: a CUBO un viaggio tra natura, arte e immaginazione

BOLOGNA – CUBO, museo d’impresa del Gruppo Unipol, presenta a Bologna la mostra Organico fantastico, un viaggio tra arte contemporanea, natura e immaginazione. Cinque artisti italiani dialogano con opere storiche di Savinio e Sutherland in un percorso espositivo che esplora metamorfosi, forme ibride e paesaggi visionari.

Dal 10 giugno al 26 settembre 2026, CUBO, museo d’impresa del Gruppo Unipol, ospita a Bologna la mostra “Organico fantastico”, curata da Pasquale Fameli e Valentina Rossi. L’esposizione trasforma il 25° piano della Torre Unipol in uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione. Qui la natura si reinventa attraverso linguaggi artistici contemporanei.

Un dialogo tra arte contemporanea e visioni del Novecento

La mostra riunisce le opere di cinque protagonisti dell’arte italiana contemporanea. David Casini, Caterina Morigi, Marta Pierobon, Alessandro Roma e Alberto Scodro. Le loro ricerche prendono spunto dall’osservazione del mondo naturale per generare forme inattese, organismi immaginari e paesaggi in continua trasformazione.

Ad accompagnare questo percorso ci sono anche due opere provenienti dal patrimonio artistico del Gruppo Unipol. “Tombeau d’un roi maure” (1929) di Alberto Savinio e “Suspended Form – Red Ground” (1962) di Graham Sutherland. Due presenze che non fungono da semplici riferimenti storici, ma che dialogano con gli artisti contemporanei attraverso una comune capacità di reinventare la natura in chiave fantastica.

organico fantastico

Natura, metamorfosi e immaginazione

L’esposizione nasce nel solco delle riflessioni sviluppate dopo il centenario del Manifesto del Surrealismo e propone una lettura contemporanea del rapporto tra arte e mondo naturale.

Il titolo stesso, “Organico fantastico”, richiama la tensione tra ciò che vive e si trasforma e ciò che appartiene alla dimensione del sogno. Le opere in mostra superano i confini tradizionali della forma, dando vita a ibridi tra umano, animale e vegetale e suggerendo nuove possibilità di relazione con l’ambiente.

In questo contesto, l’arte non rappresenta semplicemente la natura, ma diventa uno strumento di dialogo e co-creazione con essa.

organico fantastico

Organico Fantastico: un ecosistema artistico in continua evoluzione

Il percorso espositivo si sviluppa come un paesaggio organico in costante mutamento.

David Casini realizza micro-architetture che ricordano giardini impossibili e camere delle meraviglie contemporanee. Caterina Morigi lavora invece su marmi e pietre. Trasformandoli così in archivi visivi che raccontano il trascorrere del tempo e il dialogo tra arte e ricerca scientifica.

Le opere di Marta Pierobon popolano lo spazio di figure ibride e fiabesche, mentre Alessandro Roma intreccia pittura, collage e ceramica per creare paesaggi visionari ricchi di riferimenti vegetali e antropomorfi.

Completa il percorso Alberto Scodro, che sperimenta con vetro, metalli e materiali naturali, lasciando che processi imprevedibili e trasformazioni alchemiche contribuiscano alla nascita delle sue sculture.

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La città vista dall’alto

Uno degli elementi più suggestivi della mostra è il rapporto con l’ambiente circostante. Le ampie vetrate del 25° piano della Torre Unipol trasformano il panorama urbano in parte integrante dell’esperienza espositiva.

I tetti di Bologna, osservati dall’alto, assumono l’aspetto di cortecce, le strade ricordano vene e gli edifici sembrano cristallizzazioni minerali. La città diventa così un’estensione naturale delle opere, contribuendo a dissolvere il confine tra spazio espositivo e paesaggio reale.

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Un catalogo per approfondire il progetto

La mostra è accompagnata da un catalogo realizzato da CUBO che raccoglie i testi dei curatori Pasquale Fameli e Valentina Rossi, oltre a una serie di interviste dedicate agli artisti coinvolti nel progetto.

Gigi Botti

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