ROMA – Tre ore di musica, un palco monumentale, ospiti d’eccezione e una scaletta che ha fatto cantare l’intero Stadio Olimpico. Tiziano Ferro ha regalato a Roma uno spettacolo intenso, emozionante e capace di mettere definitivamente a tacere le critiche ricevute all’inizio del tour.
Ci sono concerti che si ascoltano e concerti che si vivono. Quello di Tiziano Ferro allo Stadio Olimpico di Roma appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Oltre tre ore di musica senza praticamente alcuna pausa, una scaletta costruita con intelligenza, continui cambi d’abito, una produzione imponente e migliaia di persone unite dalla stessa colonna sonora. Per una sera, lo stadio si è trasformato in una gigantesca macchina del tempo capace di riportare il pubblico agli anni Duemila e ai primi anni Dieci, quando le canzoni del cantautore di Latina accompagnavano amori, delusioni e momenti di crescita di un’intera generazione.
Chi era presente ha avuto la sensazione di assistere a qualcosa che andava ben oltre un semplice concerto.
Un palco spettacolare e una voce che mette a tacere ogni critica
Nei giorni precedenti all’inizio del tour non erano mancate le critiche. Qualcuno aveva espresso dubbi sulla tenuta vocale di Tiziano Ferro e sulla qualità dello spettacolo.
La risposta è arrivata direttamente dal palco dell’Olimpico.
Per oltre tre ore l’artista ha cantato con intensità e grande presenza scenica, sostenuto da una band impeccabile e da un allestimento scenografico di altissimo livello. Il palco, sviluppato per gran parte della lunghezza della Tribuna Tevere, era dominato da un enorme led wall, capace di trasformare continuamente l’atmosfera del concerto attraverso immagini, giochi di luce e contenuti visivi perfettamente integrati con la musica.
Una produzione internazionale che ha valorizzato ogni momento dello show.
Una scaletta che emoziona dall’inizio alla fine
Il vero punto di forza della serata è stata la scaletta.
Tiziano Ferro ha alternato i brani più recenti ai grandi classici che hanno segnato la sua carriera, regalando al pubblico un viaggio continuo tra ricordi ed emozioni.
Quando sono partite le note di “Ed ero contentissimo”, l’intero stadio si è trasformato in un unico coro. Lo stesso è accaduto con “E fuori è buio”, con Michele Zarrillo, uno dei momenti più intensi della serata, capace ancora oggi di emozionare come al primo ascolto.
Tra gli episodi più divertenti e coinvolgenti anche il tributo a Raffaella Carrà con “Raffaella è mia”, accolto con entusiasmo da un pubblico che ha cantato e ballato dall’inizio alla fine.
Difficile trovare difetti in una scaletta così ricca. Se proprio si vuole cercare il pelo nell’uovo, sono mancate alcune canzoni molto amate dai fan, come “Scivoli di nuovo” e “Salutandotiaffogo”, che avrebbero reso l’esperienza ancora più completa.
Ma è davvero una piccola nota in uno spettacolo che ha saputo soddisfare praticamente tutti.

Tiziano Ferro a Roma: Ariete e Michele Zarrillo tra gli ospiti della serata
A rendere ancora più speciale il concerto hanno contribuito anche i due ospiti.
Prima è salita sul palco Ariete, protagonista di un duetto molto apprezzato dal pubblico più giovane. Successivamente è stato il turno di Michele Zarrillo, accolto con un lungo applauso e protagonista di uno dei momenti più eleganti ed emozionanti dell’intera serata.
Due presenze diverse tra loro, ma perfettamente inserite nello sviluppo dello spettacolo.
Quando le canzoni diventano parte della nostra storia
Ci sono artisti che pubblicano successi e artisti che finiscono per accompagnare la vita delle persone.
Guardando migliaia di telefoni illuminare lo Stadio Olimpico, osservando intere famiglie cantare insieme e gruppi di amici abbracciarsi sulle note dei brani più celebri, è stato impossibile non rendersi conto di quanto il repertorio di Tiziano Ferro abbia attraversato oltre vent’anni di storia della musica italiana.
Ogni canzone sembrava custodire un ricordo diverso: un viaggio, un amore, un’estate, un momento difficile o semplicemente un periodo della propria vita. È forse questo il motivo per cui il concerto ha lasciato qualcosa in più rispetto a una normale esibizione dal vivo.
Un ritorno convincente che conferma il valore di Tiziano Ferro
Lo show romano ha dimostrato che Tiziano Ferro resta uno dei performer più completi del panorama musicale italiano.
Lo ha fatto senza effetti speciali fini a sé stessi, ma affidandosi soprattutto alle sue canzoni, alla sua capacità interpretativa e a una produzione di altissimo livello.
Per chi era presente allo Stadio Olimpico è stato molto più di un concerto: è stato un viaggio nella propria storia personale, scandito da brani che, ancora oggi, riescono a emozionare come la prima volta.
E, se l’obiettivo era rispondere alle critiche con i fatti, la serata di Roma lo ha centrato in pieno.
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