ROMA – A Prati, l’Urban Garden di Antéla presenta la nuova drink list dedicata alle icone della moda: otto signature cocktail e quattro proposte analcoliche che trasformano stili, creatività ed estetica in un’esperienza da bere.
A Prati c’è un luogo che continua a cambiare volto a seconda del momento della giornata. È Antéla, all’interno dell’NH Collection Roma Centro, con il suo ampio Urban Garden di via dei Gracchi. Un indirizzo pensato per vivere il pranzo, l’aperitivo, la cena e il dopocena, ma dove oggi è soprattutto il cocktail bar a conquistare l’attenzione.
La nuova drink list 2026 nasce infatti da un’idea precisa: raccontare la moda attraverso la mixology. Non una semplice successione di cocktail, ma una vera e propria rivista da sfogliare, dove ogni proposta prende ispirazione da un’icona, da uno stile o da un preciso immaginario fashion.
Il risultato è una carta costruita come un piccolo atelier liquido. Ogni drink ha una propria identità, un profilo aromatico riconoscibile e un riferimento estetico preciso.
Dalla moda al bicchiere: la nuova drink list di Antéla
La nuova proposta è stata ideata da Damiano Bosco e Daniele Zandri, con Zandri alla supervisione del progetto e Bosco alla guida operativa del bancone.
Sono otto i cocktail signature alcolici, tutti proposti a 16 euro. Si parte da It’s Dandy, ispirato al dandismo di Lord Beau Brummell, con Old Tom Hayman’s, Drambuie, Maraschino e fragola.

Poi arriva N° 5, omaggio a Coco Chanel. La base è composta da Cîroc Vodka, Lillet Blanc, Galliano e Honey Mix, completati dall’essenza di bergamotto. È un cocktail profumato, piacevolmente secco e acidulo.

È proprio questo il primo drink che abbiamo assaggiato durante la nostra visita. N° 5 si presenta elegante e aromatico, con il bergamotto che contribuisce a definire il carattere del cocktail senza renderlo eccessivamente dolce. Un drink che mantiene una personalità precisa e che, anche nel bicchiere, richiama l’idea di essenzialità associata al mondo Chanel.

Ikebana e l’estetica giapponese
Tra le proposte più particolari della carta c’è Ikebana, ispirato a Kenzo.
Saké Junmai Ginjo, Mancino Sakura, Amaro Yuntaku e yuzu costruiscono un cocktail dal profilo agrumato, amaricante e aromatico. È stato anche il secondo assaggio della nostra degustazione, sia per me sia per la mia collega Cristiana Antonelli.

Dopo N° 5, Ikebana cambia completamente registro. Lo yuzu porta freschezza e luminosità, mentre il saké e le componenti amaricanti aggiungono profondità. Il risultato è un cocktail più complesso e meno immediato, capace di accompagnare il palato con diverse sfumature.
Il richiamo all’estetica giapponese non è quindi soltanto nel nome. Anche la costruzione del drink cerca un equilibrio tra delicatezza, profumi e contrasti.
Vivara, un cocktail tra verde e psichedelia
Cristiana Antonelli ha invece scelto di provare anche Vivara, ispirato alle fantasie e ai colori di Emilio Pucci.
Qui la tequila Casamigos Blanco incontra Amaro Hojo de Coca, Camporella, mela verde, cetriolo, camomilla e un’agave al peperoncino. Il profilo dichiarato è erbaceo, piacevole e psichedelico.
È una combinazione decisamente più originale, nella quale le note vegetali e fresche di mela e cetriolo incontrano la componente speziata del peperoncino. Un cocktail che rispecchia bene l’idea della drink list: partire da un’identità fashion molto riconoscibile e trasformarla in un’esperienza sensoriale.
Otto cocktail, otto mondi
La carta continua con Blue x Pink, ispirato alla designer Betsey Johnson. Tanqueray N° Ten, Venturo, Butterfly Pea Tea e soda danno vita a un cocktail fresco e vibrante, caratterizzato anche dal suo effetto scenografico.
8-Ball, invece, guarda allo streetwear di Stüssy e combina Diplomatico Planas, Woodford Bourbon Reserve, açaí, lime, cocco e zucchero.
C’è poi Pupi, dedicato a Dolce & Gabbana, con Amaro Amara, anguria, bergamotto e tonica mediterranea. Una proposta più leggera, rinfrescante e vivace, con una gradazione alcolica dell’8%.
Chiude la selezione Privé, ispirato a Giorgio Armani. Campari, Passito di Pantelleria, Carpano Dry e Gin Mare vengono utilizzati per costruire un cocktail amaro, morbido e profondo, presentato come una reinterpretazione del Negroni attraverso una chiave più essenziale ed elegante.

La Slow Fashion diventa analcolica
La drink list non si ferma ai cocktail alcolici. Quattro proposte vengono raccolte sotto il nome di S(LOW) Fashion, un gioco di parole che porta il concetto di slow fashion nel mondo della mixology.
Il principio è quello del recupero: riutilizzare alcune materie prime già impiegate nei cocktail della linea principale, riducendo le eccedenze e cercando di sfruttare gli ingredienti in maniera più completa.
Le quattro proposte sono tutte analcoliche e costano 12 euro.
Si passa dal tropicale e caraibico di S(LOW) Fashion con cocco, lime e açaí, alla versione fruttata e speziata con fragola e limone. Ci sono poi una proposta agrumata e floreale con arancia e lavanda e una versione Citrus/Ginger con mela, cetriolo, camomilla, bergamotto e ginger beer.
Un modo per rendere la nuova drink list accessibile anche a chi sceglie di non bere alcol, mantenendo però la stessa attenzione alla costruzione del cocktail.

L’Urban Garden di Antéla
La nuova carta si inserisce in un progetto più ampio che ruota attorno all’Urban Garden di Antéla.
Lo spazio di via dei Gracchi supera i cento coperti tra patio, area aperitivo e tavoli immersi nel verde. Un ambiente che, soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio, cambia completamente atmosfera e diventa il punto di partenza naturale per un aperitivo.
Dalle 17 alle 20 è disponibile una formula che abbina un drink, un calice di vino, una birra o un soft a una selezione di tapas. La proposta gastronomica spazia dalle influenze siciliane, con panelle e arancini, fino a bao, sushi e altri piccoli assaggi pensati per la condivisione.
Dalle 19 alle 23 entra invece in scena la proposta gastronomica firmata dallo chef Natale Giunta, con una cucina che combina materie prime siciliane, crudi di mare e suggestioni internazionali.
Antéla si conferma così un luogo pensato per essere vissuto senza un unico momento della giornata. Ma con la nuova drink list il cocktail bar assume una dimensione ancora più centrale.
La moda diventa infatti un linguaggio attraverso cui raccontare sapori, profumi e tecniche. E N° 5, Ikebana e Vivara mostrano tre interpretazioni molto diverse dello stesso concetto: trasformare un’identità estetica in qualcosa che possa essere non soltanto osservato, ma anche assaggiato.
Tutte le foto MyWhere©
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