Speciale The Crown: il mito incontrastato della Corona

Speciale The Crown: il mito incontrastato della Corona

MONDO – Nel mese in cui celebriamo il colore in tutte le sue forme, MyWhere si tinge dell’oro regale di The Crown, uno dei prodotti Netflix più amati degli ultimi anni. Per l’occasione dedicheremo 3 articoli alla serie tv incentrata sulla figura di Elisabetta II e la famiglia reale britannica. Partiamo subito forte con le prime due incredibili stagioni.

Seguendo il fil rouge dei colori della redazione MyWhere, scelto appositamente per rendere brioso questo primo mese dell’anno, parliamo oggi di una delle serie più viste dell’anno appena trascorso, The Crown.

E lo facciamo attraverso la nostra tavolozza di colori, scegliendo il colore che più si addice per raccontare la casa reale inglese: l’oro-giallo. Ebbene sì, quale colore migliore per parlare di una gloriosa monarchia tuttora ancora esistente e florida, narrata con maestria e imponenza dalla serie tv Netflix The Crown, capace di rapirci integralmente, narrandoci fin nel suo intimo la regina e la sua famiglia.

UN MITO INCONTRASTATO

Il punto cardine della serie è la vita di Elisabetta II del Regno Unito e la famiglia reale britannica, da poco prima della sua ascesa fino ai giorni nostri. La prima stagione ha coperto un arco temporale che va dall’anno del suo matrimonio nel 1947, sino alla crisi di Suez nel 1956. La seconda stagione segue gli anni che vanno fino al 1964.

La fulgida monarchia britannica è una delle poche ancora a sopravvivere con i suoi rituali di corte e le sue tradizioni, sorprendentemente amate anche dai suoi sudditi.

Una delle monarchie parlamentari più importanti, che possiamo considerare la Madre di tutte le monarchie, si estende dalla Magna Charta Libertatum fino alla Regina Elisabetta II, una donna che vanta il regno più lungo della storia del suo paese.

Mito e realtà si mescolano in suo nome, creando intorno a lei un alone di mistero, una vera e propria leggenda che si è costruita nel tempo, attraverso epoche e un Primo Ministro dopo l’altro. Ma chi era Elisabetta prima di diventare il mito incontrastato che tutti conosciamo? L’idea che il mondo ha di lei è di una emblematica regina di ghiaccio con sfavillanti tailleur, ma grazie a The Crown riviviamo passo dopo passo i momenti nevralgici del suo regno e della sua vita privata, gettando luci ed ombre sul suo operato. Difatti The Crown si sviluppa intorno alla dicotomia tra essere e apparire, privato e pubblico, bene e male, una dicotomia sempre presente in ogni stagione, con diverse sfaccettature.

Winston Churchill nel suo famoso discorso si riferisce alla sovrana appena insediata definendo il periodo storico che stava per iniziare una “nuova era elisabettiana”, che allora sembrava solo un augurio scontato ma oggi è una profetica verità e The Crown ci racconta perché.

UN CAST REALE

La serie è stata acclamata dalla critica e sono state apprezzate in particolare le interpretazioni di Claire Foy nel ruolo della protagonista e di John Lithgow nel ruolo di Winston Churchill; entrambi gli attori hanno vinto diversi premi, tra cui lo Screen Actors Guild Award per la migliore attrice in una serie drammatica e quello per il miglior attore in una serie drammatica.

Il Primo Ministro Winston Churchill è interpretato da uno strepitoso John Lithgow, reso allo schermo con una somiglianza incredibile e con il classico aplomb britannico. E’ da evidenziare la scelta della produzione di dare il ruolo a quest’attore americano. Infatti John Lithgow è l’unico non inglese, pur di dover interpretare uno dei personaggi più British che possiamo immaginare! Da cosa sarà dipesa la scelta? Sicuramente la sua maestria (e quella dei look maker) di trasformare l’americano in uno dei personaggi più iconici della storia britannica, e la sua capacità interpretativa e camaleontica. Davvero la sua interpretazione è lodevole, la sua burbera anzianità, insieme con l’estrosa e sarcastica ironia di Filippo (Matt Smith), marito della Regina, controbilancia perfettamente le figure maschili al fianco della Foy.

Il Churchill di John Lithgow è un uomo minato dalla malattia che non riconosce casate e privilegi nobiliari. Le puntate si susseguono nell’attesa della sua dipartita con Elisabetta in veste di figlia maggiore e lui un padre premuroso che la indirizza verso la via del trono.

La giovane Lilibeth preferisce assolvere ai suoi compiti reali solo se deve: si dedica a fare la mamma, vivere lontana da Buckingham Palace, viaggiare insieme l’esuberante marito Filippo, interpretato nelle prime due stagione da un Matt Smith particolarmente dotato del physique du rôle per interpretare il consorte capriccioso ed irruento della Regina, ricoperto dal suo ego e incapace di accettare il suo ruolo in seconda. Eppure Elisabetta dovrà poi piegarsi a quel triste destino che tanto teneva lontana da sé quando lei, lontana da casa arriva la notizia: il Re è morto, il Regno Unito ha una nuova regina e God save the Queen.

LA SCANDALOSA MARGARETH: LA VERSIONE DI VANESSA KIRBY

The Crown Season 1

Una nota di merito alla sorella Margareth interpretata magistralmente nelle prime due stagioni da Vanessa Kirby, spregiudicata e iconica. La Kirby spacca lo schermo, mostrandoci una principessa Margareth in cerca del suo posto nel mondo, ingabbiata dalle rigide regole di corte che le impediscono di sposare il capitano Peter Townsend (Ben Miles), uomo divorziato, tutto ciò per evitare alla corona altri scandali dopo quello dell’abdicazione dello zio Edoardo VIII per amore di una donna che aveva già avuto in precedenza altri matrimoni. Tra l’altro Edoardo VIII con la sua compagna (per la quale abdicò) Wallis Simpson, le aveva appioppato il nomignolo di Shirley Temple reputando, la giovane Elisabetta, incapace di gestire qualsiasi situazione che esuli da un mondo infantile di giochi… Mai fu fatto errore di valutazione peggiore.

La scandalosa Margareth della Kirby ci regala una visione della Corona distorta, dove non riesci ad emergere come individuo, ma rimani bloccato dal volere della Monarchia, un dualismo e si avvicenda con la sorella Elisabetta. Non è tutto oro ciò che luccica.

GLORIANA

Recensione The Crown: Matt Smith e Claire Foy nei panni del Principe Filippo e Queen Elizabeth

Sono consapevole che vicino a me ci siano persone decisamente più preparate, persone forti e di grande carattere, nate per essere leader, persone che lasceranno un segno e, forse, più adatte a governare, ma nel bene e nel male la Corona è nelle mie mani.”

Claire Foy nei panni della regina e Matt Smith in quelli del Principe Filippo portano a casa un lavoro straordinario, con interpretazioni di alto livello. Il risultato è una serie che regala allo spettatore la sensazione di aver vissuto i momenti più importanti tutto negli occhi di una ragazzina. La grande potenza della serie in queste prime stagioni, sta proprio nel bilanciare storia ed intimità attraverso una Claire Foy impressionante: episodio dopo episodio la sua Elisabetta da claudicante ragazzina a Regina che prende coscienza di chi è e di quale sia il suo posto nel mondo, rinunciando alle sue debolezze di donna per dare precedenza alla Corona, spesso mettendo a rischio la sua vita personale. Claire Foy riesce a dare vita alla donna dietro il mito e costruendo pian piano il mito intorno alla donna, regalando al pubblico una figura dalle molteplici sfaccettature.

Testo di Valentina Biafore

Autore MyWhere

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