Cate Blanchett: la magia del suo fascino non basta per la favola

Cate Blanchett: la magia del suo fascino non basta per la favola

FESTA del CINEMA – Cate Blanchett si concede alla stampa, ai fotografi e al pubblico con leggerezza e ironia. Lei ci incanta nel film, nonostante la costumista Marlene Stewart sia riuscita a fare degli abiti davvero brutti, compensati almeno da una buona scenografia, in una trama tra favola e magia ma che certo non ricorderemo per originalità. Il Mistero della Casa del Tempo non convince.


Lewis Barnavelt, un ragazzino di dieci anni rimasto da poco orfano, si trasferisce nella casa vecchia e scricchiolante dell’eccentrico zio Jonathan. Diventerà bene presto anch’egli mago. Ma la somiglianza, non solo estetica, con Harry Potter è esagerata.

Se invece vi focalizzate più sulla storia, ritroverete analogie con The Prestige (di Christopher Nolan) senza purtroppo il grande Hugh Jackman. Qui regia e scenografia però erano ad altri livelli. Ma quello che mi ha intristito di più è stata la banalità della costumista Marlene Stewart che ha reso il personaggio di Cate Blanchett una Mary Poppins che fa magie con un ombrello…

Menomale che la grande attrice non si è fatta intimorire dal ruolo e, anche solo con un sopracciglio alzato o una battuta graffiante riesce a catturare la scena, proprio come ha fatto in conferenza stampa dove, oltre al suo fascino, ha mostrato una sorprendente ironia. Qui spesso si è presa in giro da sola, giocando il ruolo di vamp contemporaneamente al ruolo del quotidiano da “comune” donna – famiglia – figli – casa…

Qualche domanda in sala sui suoi figli adottivi, così com’è Lewis Barnavelt nella storia del film, elegantemente evasa, come meritava di essere.

Cate Blanchett #FestaCinemaRoma
Cate Blanchett alla conferenza stampa alla Festa del Cinema di Roma

In breve la trama. Il Mistero della Casa del Tempo (preghiamo iddio che il titolo non venga venduto in Italia in inglese) racconta l’avventura magica e misteriosa di un ragazzino di 10 anni, Lewis Barnavelt (Owen Vaccaro), che si trasferisce a vivere nella casa vecchia e scricchiolante dell’eccentrico zio Jonathan (Jack Black). In questa strana dimora si nasconde un mondo segreto ricco di magie, misteri, streghe e stregoni che si rivelerà quando Lewis scoprirà che suo zio e la sua migliore amica Mrs. Zimmerman (Cate Blanchett) sono due potenti maghi che lo coinvolgeranno in una missione segreta: scoprire l’origine e il significato del ticchettio di un orologio nascosto da qualche parte nei muri di casa.

Cate Blanchett
Jack Black, Owen Vaccaro e Cate Blanchett, protagonisti del film di Eli Roth, “Il Mistero della casa del Tempo”

Non male l’idea direte voi se si pensa inoltre che il film di Eli Roth, decano moderno dell’horror-thriller (Cabin Fever, Hostel I e II, Knock Knock) alla prima esperienza in un film per bambini, non è altro che la trasposizione cinematografica del fortunato romanzo La Pendola Magica di John Bellairs.

Ebbene, l’errore alla base, a parer nostro, è da trovare proprio nella scelta del regista. Non ce ne voglia Eli Roth (lo abbiamo apprezzato anche da attore nei panni dell’Orso Ebreo in Bastardi senza Gloria di Tarantino) ma di lacune in questa sua nuova esperienza ne abbiamo trovate molte. Intanto il regista, non riesce a valorizzare il grande Jack Black, che nel ruolo del magico Zio Jonathan non convince e soprattutto non riesce a mostrare tutta la sua comicità, sembrando quasi fuori posto o fuori ruolo. Il Mistero della Casa del Tempo non ha estro, prova a copiare goffamente lo stile di Tim Burton (che come sapete io amo) senza successo e nella parte finale si rischia fortemente di perdersi. Anche il finale, è sì spettacolare ma già visto e rivisto e la morale è banalotta.

Ottima invece la prestazione di Owen Vaccaro, giovane attore scelto per il ruolo di protagonista (lui potrebbe far strada, segnatevelo) e molto riuscite le atmosfere inquietanti della casa infestata, piena zeppa di pupazzi, automi e bambole che Jack Black definisce ripetutamente nel corso della storia “creepy”.

Insomma, siamo sicuri che il film farà incassi e che verrà gradito nel breve periodo da una grossa fetta di bambini (portateci i vostri figli, apprezzeranno) ma sicuramente non mostra niente di nuovo. Non gli si vuole male, ma a fine proiezione, siamo abbastanza certi che lo commenterete con un… MEH!…

Su Cate Blanchett però c’è molto da dire. Un’altra performance di livello (che però non passerà alla storia per colpe certo non sue) piena di sguardi ricchi di star power e intensità e con molti momenti ironici, spassosi e spiritosi. Un esempio? A un certo punto Mrs.Zimmerman, maga professionista prende a testate una zucca di Halloween stregata e usa l’Ovomaltina come chiave per risolvere un magico mistero praticamente irrisolvibile. (Complimenti per il product placement…!).

Comunque forse sono stata un po’ troppo rigida nei miei commenti. Potete andarlo a vedere, magari accompagnati da minori che sicuro si divertiranno e forse sapranno apprezzare più di me la magia del divertimento…

Cate Blanchett Festa del Cinema di Roma
Cate Blanchett sul red carpet alla Festa del Cinema di Roma

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Festa del Cinema di Roma

Photo by Regina F©   per MyWhere 2018

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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