Golf, Augusta Masters: tra green impossibili, colpi di scena e sorprese finali

Non smentisce le aspettative il Masters di Augusta, il più giovane ma anche il più spettacolare dei quattro Major del PGA Tour che anche quest'anno, tra bunker immacolati, fairway strettissimi e green proibitivi regala agli appassionati di golf, e non solo, emozioni uniche. Con uno sguardo alla gara e uno all’atmosfera che avvolge l’evento, tra disquisizioni tecniche e amene curiosità, ecco la nostra recensione

Golf, Augusta Masters: tra green impossibili, colpi di scena e sorprese finali

Si è chiuso domenica 10 aprile, nella splendida cornice del campo di Augusta (Georgia), l’Augusta Masters, il primo e il più spettacolare dei 4 Major del PGA Tour, il circuito golfistico in cui tra aprile e agosto si affrontano ogni anno le eccellenze del golf mondiale.

Vincitore della presente edizione, tra mille colpi di scena, è il giovane Danny Willet, 28 anni, inglese di Sheffield, alla sua prima vittoria sul PGA (Professional Golf Association, ente organizzatore dei Major, ndr).

Ed è anche la prima volta in 17 anni, precisamente dal 1999, che il prestigioso titolo torna ad un europeo, ulteriore motivo di esultazione per l’inglese che ha così riportato sul continente l’ambito trofeo dopo un lungo dominio americano.
“E’ stato un giorno surreale e il culmine di una settimana veramente pazzesca” ha dichiarato Willet ai microfoni della televisione americana subito dopo la gara.
E non è un eufemismo. La vittoria è infatti arrivata dopo un incredibile susseguirsi di colpi di scena che lo hanno catapultato al vertice della classifica solo nelle ultime 9 buche, in un finale mozzafiato che ha ribaltato i pronostici quando ormai i giochi sembravano fatti e la vittoria del campione uscente, Jordan Spieth, americano, quasi scontata.

Augusta Masters (PGA Golf Tour) - Danny Willet Swing
Danny Willet (28 anni), inglese,  vincitore dell’Augusta Masters 2016

Willet, che da qualche giorno è anche per la prima volta papà, aveva lasciato in sospeso la sua partecipazione fino all’ultimo ed è quasi per caso, grazie all’arrivo anticipato del bebè – e agli incoraggiamenti della moglie – che si è trovato in gara.

Se poi si considera che domenica era pure il compleanno della moglie, non si riesce a immaginare per lui una settimana migliore.
Ma procediamo con ordine:

La Gara

Il Masters, iniziato come da tradizione giovedì 7 aprile (le gare del circuito professionistico si articolano in 4 giorni), ha visto alternarsi nelle prime tre giornate alla testa della leaderboard vari nomi illustri: Jordan Spieth, texano, campione uscente e numero 2 del ranking mondiale, ha mantenuto di fatto la prima posizione per tutta la gara fino a domenica, insediato principalmente, a fasi alterne, da Rory MacIlroy, scozzese, numero tre del mondo, Jason Day, australiano, numero uno incontrastato del ranking internazionale e Lee Westwood, inglese, professionista di lunga data con al suo attivo un nutrito palma res di vittorie in ben 5 continenti. Willet, outsider sul PGA, si è inserito a sorpresa tra i primi 5 della classifica solo nelle fasi finali della gara.

AugustaMasters_JordanSpieth_Bunker_zoom
Jordan Spieth (23 anni), texano, campione uscente del Masters

Di fatto il punto di svolta del torneo si è registrato domenica quando Jordan Spieth, a metà gara, ha segnato una clamorosa battuta d’arresto. Il texano, fino a quel momento dominatore incontrastato e saldamente in testa a -7, , ha dato i primi segni di cedimento alle buche 10 e 11, dove ha fatto segnare due bogey consecutivi scendendo a -5. Ma il vero girone infernale per Spieth si è aperto alla buca 12, un par 3 di 155 metri protetto da un laghetto.

E’ qui che Spieth si è giocato la gara: primo tiro in acqua, drop e 1 punto di penalità. Terzo tiro di nuovo in acqua, drop e altro punto di penalità. Quinto tiro in bunker, approccio e putt per un clamoroso quadruplo bogey (7 tiri per completare una buca che avrebbe dovuto chiudere in max 3 colpi, ndr). Un vero disastro. Un evento più unico che raro per un giocatore della sua levatura. Una discesa repentina di 6 punti in sole 3 buche da cui Spieth non si è più ripreso. Strada spianata per gli avversari, tra cui Willet, che in clamorosa ascesa dalle retrovie non ha perso la concentrazione e ha chiuso senza problemi con uno splendido -5 finale, 67 di giornata (70-74-72-67 il punteggio totale) .

Da notare il piazzamento di 3 inglesi nei primi cinque nella classifica finale.

Da segnalare anche la splendida prestazione di Bernard Langer, tedesco, 58 anni, wild card (ndr: il Masters è a inviti e chi come lui ha già conseguito una vittoria in carriera può partecipare a vita indipendentemente dall’età) che in terza giornata ha chiuso in seconda posizione e ha illuso molti di poter entrare nell’olimpo dei 3 unici giocatori della storia che hanno al loro attivo 3 Masters in carriera.

Non sono mancati poi come accade ogni anno colpi spettacolari: da citare le 3 hole in one alla 16 di Shane Lowry, Davis Love III, e l’incredibile hole in one sempre alla 16 del sudafricano Oosthuizen, che non solo imbuca in un unico colpo ma lo fa di rimbalzo battendo in green e urtando la pallina del suo avversario (vedi video sotto).

CLASSIFICA FINALE

1. Danny Willett (En)
2. Jordan Spieth (USA)
3. Lee Westwood (En)
4. Paul Casey (En)
5. J.B. Holmes (USA)
6. Dustin Johnson (USA)
7. Matthew Fitzpatrick (En)
8. Soren Kjeldsen (Den)
9. Hideki Matsuyama (JP)
10. Daniel Berger (USA)

Per la classifica completa con tutti i punteggi clicca qui

Sotto: L’incredibile hole in one di Luis Oosthuizen

Il Campo e il Torneo: curiosità e tradizioni

L’Augusta National Golf Club, situato ad Augusta (Georgia, USA) è uno dei più prestigiosi Golf Club del mondo e il Masters di Augusta, che si disputa sul suo fiabesco campo,  è l’unico dei 4 Major a essere tenuto ogni anno nella stessa location.

Il campo, disegnato da Jones and Alister MacKenzie nel 1933 su modello del famoso e storico campo di St. Andrews in Scozia, sorge in quello che un tempo era un giardino botanico e le buche portano per questo il nome delle piante, dei fiori o degli arbusti a cui le zone in cui si trovano erano associate. Così la buca 5 è detta anche Magnolia, la 10 Camelia, la 13 Azalea e così via (per un giro virtuale sul campo clicca qui).

I bunker devono il loro candore immacolato al fatto di essere riempiti con finissima polvere di marmo.

La manutenzione del campo, famoso per le splendide azalee che lo circondano e che sono in periodo di piena fioritura durante il torneo, è eseguita con una cura maniacale: si dice ad esempio che per falciare i fairway vengano utilizzati vari tagliaerba affiancati simultaneamente in modo da garantire un’altezza dell’erba di precisione millimetricamente identica in ogni metro quadrato del campo.

I green sono famosi per essere velocissimi, ventosi e dotati di pendenze fatali che mettono sempre in seria difficoltà i giocatori. Quest’anno ne ha fatto le spese Ernie Els, noto golfista sudafricano che in una partenza da incubo alla 1 ha impiegato 7 putt per chiudere la buca (si tenga conto che i putt previsti normalmente sui green sono 2 e i professionisti spesso chiudono in 1, ndr).

Il vincitore del Masters oltre a un cospicuo premio in denaro (1,8 milioni di dollari), ottiene in dono la famosa giacca verde del Club, che conserva fino all’anno successivo (lasciandola in loco) e che consegnerà poi personalmente al suo successore. Di fatto la giacca verde con l’araldo del Club è diventata il simbolo-icona del torneo.

Sotto: Il campo e le sue splendide fioriture così come si presenta nel periodo del Masters

GOLF – Augusta Masters National Golf Club: il campo

GOLF-MASTERS/

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Apr 10, 2015; Augusta, GA, USA; Phil Mickelson leads his group across the Hogan Bridge on the 13th green during the second round of The Masters golf tournament at Augusta National Golf Club. Mandatory Credit: Rob Schumacher-USA TODAY Sports

Apr 10, 2015; Augusta, GA, USA; Phil Mickelson leads his group across the Hogan Bridge on the 13th green during the second round of The Masters golf tournament at Augusta National Golf Club. Mandatory Credit: Rob Schumacher-USA TODAY Sports

Daniela Cisi

Consulente di Marketing e Social Media Manager, è appassionata di cinema, fantascienza, arte, musica e spettacolo, con particolare riferimento a tutto ciò che contamina massivamente e in forma inestricabile quanto appena elencato sopra. Accanita consumatrice di serie TV, B-Movie, Urania,  fantascienza e musicalmente fuori dagli schemi. Ama la neve, lo snowboard, il golf e le sfide. Digital addicted. Odia i percorsi lineari, la mancanza di fantasia e i bunker. Incidenti di percorso: Laurea in Lingua e Letteratura Anglo-Americana, Diploma di tecnico-progettista di Ipertesti, Master in Marketing, Comunicazione e Nuove Tecnologie con approfondimenti di semiotica applicata alla Comunicazione Pubblicitaria e al Marketing Digitale.
Daniela Cisi

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