Marco Milia apre il suo studio durante la Rome Art Week

Marco Milia apre il suo studio durante la Rome Art Week

ROMA – Dal 21 al 29 ottobre lo studio dell’artista romano Marco Milia aprirà al pubblico. Un’occasione per gli amanti dell’arte contemporanea che permetterà di conoscere il lavoro dell’artista direttamente nel luogo in cui è stato creato.

Cosa succede quando il luogo di produzione e presentazione dell’opera coincidono? E cosa quando il pubblico dell’uno e dell’altro non possono più essere distinti? In che modo l’assetto dello studio contribuisce a creare l’immagine che l’autore vuole mostrare di se stesso? Oppure: quanto l’environment influenza la percezione dei lavori? E quanto la creazione?

Queste sono solo alcune delle domande che si affacciano ogni qual volta si rifletta sullo spazio privato dell’artista. La mostra FROM / TO studio open, personale dello scultore Marco Milia – che inaugura il 21 ottobre 2016 in piazza dei Visconti 4 a Roma – vuole ragionare proprio sulle questioni inerenti le dinamiche di genesi, diffusione e fruizione dell’arte. La sede scelta, dunque, per ospitare le recenti e nuove realizzazioni di Milia è il fabbricato in cui si è da poco trasferito: contenitore dove poter entrare in stretto contatto con i processi e le dinamiche dietro progettazione e costruzione del linguaggio; territorio fisico e mentale dove l’elaborazione creativa è parte principale del vivere domestico e quotidiano.
In esposizione due opere della serie Urban Necessity (2009); l’installazione Crystal time (2014), eseguita durante una Residenza presso The Art Students League di New York; tre inedite sculture in plexiglass a specchio e grafite; ma soprattutto schizzi, modelli e disegni.

Sebbene siano accessibili, per l’intera durata dell’evento, sia l’officina vera e propria – in cui gli oggetti sono costruiti – che il piccolo locale adibito a “pensatoio”, l’open space principale non viene modificato: i diversi pezzi sono presentati secondo una logica privata di archiviazione e di gestione degli spazi, non di “musealizzazione”, senza seguire ordini precisi e vincolanti; tutto rimane esattamente al suo posto. La mostra, visibile dal 24 al 29 ottobre dalle ore 16.00 alle 19.00, aderisce alla Rome Art Week, durante la quale lo studio si fa luogo aperto, con chiunque voglia intervenire, alle discussioni sulle pratiche di generazione e distribuzione del lavoro artistico.
Marco Milia è nato a Roma nel 1976. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, alla cattedra di scultura. La sua ricerca spazia dall’installazione al disegno, con cui analizza la rappresentazione e percezione dello spazio attraverso interventi site-specific, ed include l’interazione del pubblico, chiamato a fare esperienza dei suoi lavori fisicamente. Nel 2007 entra a far parte della collezione permanente del Museo degli Argenti presso Palazzo Pitti a Firenze nelle nuove sale espositive dedicate al gioiello d’artista contemporaneo. Ha esposto in Europa e negli Stati Uniti. Vive e lavora a Roma.

Info:
FROM / TO studio open Mostra personale di scultura di Marco Milia A cura Takeawaygallery
Inaugurazione: venerdì 21 ottobre ore 19.00 Dal 24 al 29 ottobre 2016 Dalle 16.00 alle 20.00 su appuntamento
Piazza dei Visconti 4, Roma

Contatti: takeawaygallery@gmail.com, marmi10@libero.it

www.marcomilia.it

www.takeawaygalleryroma.altervista.org

Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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