ShowRUM 2016, intervista al direttore Leonardo Pinto

ShowRUM 2016, intervista al direttore Leonardo Pinto

ROMA – Si terrà a Roma, domenica 2 e lunedì 3 ottobre 2016, presso il Centro Congressi dell’A.Roma-Lifestyle Hotel & Conference Center (via Giorgio Zoega, 59) la quarta edizione di ShowRUM – Italian Rum Festival. Per l’occasione, abbiamo intervistato il direttore e fondatore del Festival Leonardo Pinto.

Un Festival davvero originale, fatto di sapori, gusti, professionalità, musica, divertimento ed emozioni, ma soprattutto tanta passione, tanti appassionati e tanto entusiasmo. E’ questa la ricetta di Showrum, unico festival italiano del Rum, luogo di incontro per gli operatori del settore e per gli amanti di questo distillato che ha una storia molto antico e un fascino tutto suo.

La rassegna, organizzata e diretta da Leonardo Pinto, in collaborazione con Isla de Rum e SDI Group,  ShowRUM 2016 Leonardo Pintolo scorso anno ha registrato oltre 3mila presenze (qui trovate il nostro articolo sull’edizione 2015 ShowRUM 2015), con un costante aumento annuale dei visitatori. Oltre l’80 percento dei brand esteri hanno scelto ShowRUM come trampolino di lancio per il mercato italiano e nel tempo hanno trovato canali di importazione e distribuzione in Italia. Numeri che ben evidenziano la presenza di ShowRUM in un programma internazionale di festival dedicati al distillato con cui è gemellato, da quello di Miami, a quello di Parigi, passando per Londra, Berlino e Madrid.
Figura fondamentale di questa bella realtà è sicuramente Leonardo Pinto, fondatore e direttore di ShowRUM e universalmente riconosciuto come uno dei maggiori esperti di rum in Europa. Leonardo Pinto è infatti l’unico membro italiano del International RumXP panel, e lavora come consulente e trainer per il mercato del Rum in moltissimi campi. Noi di MyWhere siamo andati ad intervistarlo.

Come nasce il  suo rapporto e il suo interesse per questo distillato?

E’ stato un colpo di fulmine, una sera al bar l’ho incontrato in un bicchiere quasi per caso. Un colpo di fulmine che dura ormai da quasi vent’anni e che non accenna ad affievolirsi. Per anni ho cercato informazioni nei modi più disparati, prima che internet fosse così popolato, anche se in questo senso spesso la rete è piena anche di informazioni sbagliate. Io stesso all’inizio, quando aprii il mio primo blog nel 2004 (isla de rum), cominciai a riportare quanto mi veniva detto o leggevo qui e li, prendendo tutto per buono. Successivamente, grazie ai rapporti con i produttori ed ai viaggi in distilleria, ho cominciato a capire meglio quanto ci fosse di vero e quanto fosse invece semplicemente legato al marketing delle varie aziende.

Le prime 3 edizioni dello ShoRUM hanno fatto registrare un crescente e inaspettato successo. Quali sono i punti di forza di questa manifestazione?

Si, siamo molto contenti di come la manifestazione sia cresciuta in così poco tempo. Grazie anche a tutti i brand che ci hanno sempre creduto e sostenuto, ShowRUM si è subito affermata come punto di riferimento formativo, informativo e culturale sul rum. Questo ha fatto si che il suo successo e la sua reputazione crescessero di anno in anno.

Come sta andando il rum nel mercato italiano quest’anno, anche in rapporto agli altri distillati concorrenti? Stanno emergendo delle mode particolari?

Il rum di fascia alta è in crescita costante nel nostro mercato, come nella gran parte dei mercati. I volumi totali hanno subito una leggera flessione dopo la crisi del 2008 e gli aumenti sconsiderati di iva ed accise, ma se spacchettiamo il mercato nelle due fasce, quella del rum da degustazione e quella del rum da miscelazione, ci rendiamo conto che il primo non ha mai subito flessioni, anzi è in continua crescita, ormai da diversi anni. Questo testimonia che un numero sempre maggiore di appassionati comincia a considerare il rum alla stregua dei grandi spirits come whisky e brandy. Certo sarebbe azzardato fare paragoni oggi, ma la via è quella giusta e sono convinto che entro qualche anno il rum prenderà il posto che gli spetta in questo “Olimpo” degli spiriti.

Non tutti conoscono la Cachaca. Ci dice qualcosa su quest’altro distillato della canna da zucchero?

La definizione più semplice, ed anche un pò semplicistica, che potremmo dare alla cachaca è che la cachaca è il rum prodotto in Brasile. Non si tratta di un distillato diverso, non si tratta di un mondo a parte, anche se spesso la pensiamo semplicemente relegata alla Caipirinha, ma dopotutto era così anche con il rum negli anni 70/80, no?

Io credo che la cachaca abbia, alla stregua del rum, un grandissimo futuro. Già in questi anni assistiamo all’arrivo sul nostro mercato di cachaca sempre più ricercate, spesso tradizionali (la cachaca tradizionale è la cachaca prodotta da alambicco discontinuo) e cominciano a fare capolino anche alcuni prodotti che hanno fatto invecchiamento e che devo ammettere che si posizionano molto in alto a livello qualitativo.

Torniamo al suo ruolo di direttore artistico. Quest’anno, per l’edizione 2016, ripeterà il fortunato schema dello scorso anno, o introdurrà qualche novità?

L’ossatura di base della rassegna è ormai piuttosto consolidata; una giornata dedicata al grande pubblico (la domenica) ed una giornata dedicata ai professionisti (il lunedì). Ma ovviamente i contenuti delle due giornate vengono cambiati ed arricchiti ogni anno per offrire sempre qualcosa in più anche a chi ha partecipato alle edizioni precedenti, quindi in questo senso sicuramente la parte formativa è ogni anno una “novità”. Accanto a questo, cambia la location. Quest’anno ci spostiamo nel verde dell’A.Roma Hotel a pochi passi da Villa Pamphili e con un ampio parcheggio a disposizione.

Un’altra novità di quest’anno riguarda la settimana antecedente il festival, che verrà caratterizzata dalla ShowRUM Cocktail Week; una settimana in cui si potranno trovare nuove proposte di drink a base rum, ogni sera diverse, in alcuni dei più famosi cocktail bar di Roma.

Presto verrà pubblicata la lista sul sito  ShowRUM, dove sarà possibile, iscrivendosi alla newsletter o controllando regolarmente il sito, rimanere aggiornati su tutte le novità e le iniziative di quest’anno.

Noi di MyWhere abbiamo una rubrica dal titolo MyTravel, dedicata esclusivamente ai viaggi. Il turismo eno-gastronomico è ormai un turismo di tendenza. Un consiglio di Leonardo Pinto per un viaggio all’insegna della geografia del Rum?

Come Isla de Rum organizzo tutti gli anni dei viaggi guidati ai Caraibi, il 2016 è stato l’anno di Barbados e Grenada, il 2017 sarà l’anno di Jamaica. Viaggiare nel mondo del rum vuol dire innanzitutto cominciare dai Caraibi e cercare di viverli lontano dai grandi villaggi turistici. Conoscere il popolo, le sue tradizioni, cosa mangiano, come bevono e cosa è il rum per loro sono gli ingredienti fondamentali per poter vivere a pieno un viaggio simile.Ovviamente il tutto contornato da paesaggi mozzafiato e spiagge meravigliose!

Un ringraziamento a Leonardo Pinto per la disponibilità, non ci resta che invitarvi allo ShowRUM 2016. Se volete unire divertimento, relax, visite esclusive, degustazioni, cocktail e musica, e allo stesso tempo assaporare l’essenza delle terre in cui il Rum è un vero e proprio stile di vita, lo ShowRUM è il luogo perfetto!

 

Info ShowRUM

 

ShowRUM 2016 Leonardo Pinto

 

 

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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