SPARTITI: intrecci di parole e suoni tra post-rock e letteratura

Si chiama Austerità l’album di esordio di Max Collini (ex Offlaga Disco Pax) e Jukka Reverberi (Giardini di Mirò) nel loro nuovo progetto a due, SPARTITI. All’Off di Modena per una delle date del Tour

SPARTITI: intrecci di parole e suoni tra post-rock e letteratura

“Vi racconto come sono sopravvissuto agli anni 80”.
Esordisce così Max Collini presentando sul palco dell’Off di Modena il live del suo nuovo progetto a due con Jukka Reverberi, Spartiti.

Nuovo per usare un’eufemismo, perché la storia di Spartiti, assieme alla collaborazione di Max con Jukka Reverberi, si perde nei meandri del tempo.
Anime affini per prossimità geografica (rispettivamente di Reggio e Cavriago), Max e Jukka si incontrano, prima ancora che di persona – “sopra e sotto i palchi” come dicono loro – in una canzone: San Pietroburgo degli Offlaga Disco Pax.

“…Jones Reverberi (ndr: il padre di Jukka) io lo conoscevo bene e sapevo che il figlio di Jones andava a fare il volontario al cinema cooperativo di Cavriago, il cinema 900… e sapevo che suonava nei Giardini Di Mirò (GDM) e mi piaceva un sacco questa cosa, (…) il legame onomastico, Jones, Jukka, quindi in una canzone degli Offlaga ci è finito Jukka, “San Pietroburgo”, in un’altra, “Onomastica”, c’è finito Jones – padre e figlio. (…)
Jukka, il musicista, l’ho conosciuto dopo” (Max Collini, 2014, intervista)

Reggio, Cavriago, l’Emilia, gli amici, i legami familiari, onomastica e toponomastica, l’amore per la cultura e la politica… il collante della futura collaborazione tra Max e Jukka, prima ancora che nella musica, sta tutto lì. Assieme all’istrionica propensione di Max per l’inserimento di personaggi reali nei suoi fantasmagorici universi surreal-popolari.

Spartiti invece nasce nel 2008, quando Max e Jukka iniziano quasi per caso a portare in giro le “letture emiliane” di Max Collini, una commistione di parole e suoni che cerca col pubblico un incontro emotivo, al di là del formato canonico della classica canzone.

Naturale emanazione dei racconti recitati degli Offlaga Disco Pax, a metà strada tra l’emilia paranoico-parabolica dei CCCP e le declamazioni sonore dei Massimo Volume, l’esperienza di Max e Jukka si ripete nel 2013, quando i due si ritrovano per quella che inizialmente “doveva essere una data, poi ne abbiamo fatta un’altra, poi ne abbiamo fatte quaranta…” sintetizza Jukka.

Un percorso all’insegna dello sperimentalismo e dell’improvvisazione, che si sviluppa in forma giocosa e caotica, in un numero vorticoso di live.

Il culmine, a due anni di distanza, è Austerità, progetto articolato in 9 tracce (l’Album) e arricchito di numerosi pezzi inediti (il Tour) in cui, su “tappeti sonori d’ambiente digitale, chitarre dilatate e gingilli analogici” si snodano frammenti scelti di letteratura contemporanea e immersioni più o meno ironiche – nonché paradossali – in un passato personale sempre rigorosamente citato da Max Collini a suon di nomi e cognomi, con sprezzo del pericolo – e di ogni sorta di elementare buonsenso.

Prendono vita in questa forma, tra gli altri: spassosi racconti di un’adolescenza in bilico tra improbabili assemblee studentesche e tenaci studentesse innamorate (Vera), il manifesto di una acerba e delirante – nonché esilarante – gioventù socialista (Sendero Luminoso), la storia di una banca cooperativa confusa con una multinazionale americana (Banca Locale), i ricordi di un’infanzia non sempre spensierata (Austerità) e struggenti, argentate meditazioni sul senso transitorio e incomprensibile della vita (Bagliore).

Tre sono invece i frammenti letterari di terze parti, naturali propaggini di quelle stesse sottoculture e tematiche esistenziali: Io Non Ce la Faccio, incipit di “Bassotuba non c’è” di Paolo Nori, Babbo Natale di Simone Lenzi dei Virginiana Miller e Ti Aspetto, estratto da “Stanza 411” di Simona Vinci.

Tutto trova posto nelle narrazioni di Max Collini in una sorta di disarmante e coerente dis-continuità, tratto peculiare di una terra dalle mille sfaccettature (l’Emilia), in cui – sotto l’egida dei circoli Arci e delle Feste dell’Unità – convivono da sempre: il folklore locale e l’ortodossia comunista, Orietta Berti e il punk più agguerrito, la resistenza partigiana e la buona cucina, un proverbiale buonumore e soprattutto una fiorente e sottile auto-ironia.

In sottofondo, i paesaggi sonori di Yukka Reverberi, una musica che si snoda e si intreccia alla narrazione avvolgendola volta a volta di note corpose (Austerità), echi suadenti (Ti Aspetterò), arpeggi struggenti (Bagliore) o contrappunti irriverenti (Vera, Sendero Luminoso), percorrendo sentieri che proiettano le parole verso universi dilatati e richiamano gruppi quali Sigur Ros, Mogwai, gli stessi GDM e sonorità degne del miglior post-rock internazionale.

Il live si chiude con un brano che è anche un tributo – un atto d’amore – verso il gruppo di un altro grande declamatore del rock italiano, Emidio Clementi, con “Quel che resta della vita” (Massimo Volume, 1997).

Seguono le consuete foto di rito al pubblico, dopodichè Max scende dal palco e lascia la scena a Jukka Reverberi, le cui sonorità esplodono per un attimo libere e svincolate da qualunque testo.

E si spengono subito dopo, lasciando dietro di se il vuoto di una scenografia che definire minimale è un eufemismo: un leggio, un mixer, un computer, il vinile di Austeritá, il libro “Zanardi” del grande Andrea Pazienza e una torretta di libri sistemata alla bell’e meglio nel centro del palco ma fatta di titoli tutt’altro che casuali.

Il resto dell’atmosfera è tutta nella postazione del merchandising, apparecchiata con una bandiera rossa su cui campeggiano, a margine di libri, CD e vinili in vendita, un anacronistico simbolo giallo con falce e martello, un busto di Lenin e una variopinta pistola giocattolo rigorosamente ad acqua.

Icone pop di un’epoca, di una terra e di una musica che ha sempre rielaborato – e continua instancabilmente a rielaborare – in chiave propria tutto quello con cui per storia destino o fatalità entra in contatto.

Sotto: Video ufficiale di Austerità, title track dell’album omonimo

INFO

Austerità, l’album d’esordio di Spartiti (Max Collini e Jukka Reverberi) è distribuito da Woodwormusic e disponibile sia in formato vinile che CD+libro.

Tutte le date del Tour 2016 qui: www.facebook.com/Spartiti/events

Spartiti (Max Collini e Jukka Reverberi) @Off – Modena

Spartiti (Merchandising)

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Spartiti (Libri)

Spartiti (Libri)

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Spartiti (Libri)

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Spartiti Live @Off Modena

Spartiti Live @Off Modena

Spartiti Live @Off Modena

Spartiti Live @Off Modena

Spartiti Live @Off Modena

Spartiti Live @Off Modena

Spartiti Live @Off Modena

Spartiti Live @Off Modena

Spartiti (Merchandising)

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Daniela Cisi

Consulente di Marketing e Social Media Manager, è appassionata di cinema, fantascienza, arte, musica e spettacolo, con particolare riferimento a tutto ciò che contamina massivamente e in forma inestricabile quanto appena elencato sopra. Accanita consumatrice di serie TV, B-Movie, Urania,  fantascienza e musicalmente fuori dagli schemi. Ama la neve, lo snowboard, il golf e le sfide. Digital addicted. Odia i percorsi lineari, la mancanza di fantasia e i bunker. Incidenti di percorso: Laurea in Lingua e Letteratura Anglo-Americana, Diploma di tecnico-progettista di Ipertesti, Master in Marketing, Comunicazione e Nuove Tecnologie con approfondimenti di semiotica applicata alla Comunicazione Pubblicitaria e al Marketing Digitale.
Daniela Cisi

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