“Io, Youtube, l’Inter, Icardi e la musica”: tutto sul Maestro Donato Inglese

“Io, Youtube, l’Inter, Icardi e la musica”: tutto sul Maestro Donato Inglese

FOGGIA – Entriamo nel mondo di YouTube, una vera miniera d’oro per i fabbricatori di idee. Uno di questi è sicuramente il “Maestro” Donato Inglese, che sul suo canale carica filmati ironici, divertenti, irriverenti legati al mondo del calcio e dell’attualità. Noi l’abbiamo intervistato!

Per iniziare, basta poco: una videocamera, uno smartphone e un account YouTube. È questo il kit per far partire la professione dello Youtuber, un vero e proprio mestiere al giorno d’oggi, quasi un sogno per milioni e milioni di ragazzi, che per il loro futuro, fantasticano sul diventare famosi nella rete e di generare visualizzazioni a raffica e quindi, ricavi. E poi hai visto mai che dal pc si passi alla tv? Fabio Rovazzi, Frank Matano, ClioMakeUp o Gli Autogol, sono solo alcuni degli esempi più celebri di questo processo. Oggi vogliamo raccontarvi la storia di uno Youtuber davvero sui generis, che sta letteralmente spopolando grazie a uno stile tutto suo. Stiamo parlando di Donato Inglese, professore di musica, ex arbitro e come piace a lui definirsi “tifoso competente”. Tifoso interista, nei suoi video se la prende con tutto e tutti (spesso in dialetto foggiano), non risparmiando quasi nessuno, ma allo stesso tempo si mostra imparziale verso tutte le squadre (Juve compresa) e generoso nei confronti dei giovani aspiranti youtuber per i quali spesso offre utili sponsorizzazioni.

L’abbiamo incontrato, ed ecco a voi la nostra chiacchierata!

Ciao Donato, “PRIMA DI TUTTO” come dici tu, partiamo con una domanda sul tuo grande successo. Ti aspettavi dei numeri del genere?

No, non mi aspettavo assolutamente questi numeri dopo soli 5 anni di video dedicati al calcio. Sono su YouTube dal 2007 ma fino al 2013 ho dedicato le mie energie a video prettamente musicali. Poi a un certo punto, ho voluto provare a dire la mia anche sull’altra mia grande passione. Il pubblico mi ha premiato con grande affetto e oggi posso vantare la bellezza di 80.000 iscritti, nonostante alcune chiusure del canale nel corso degli anni. Ricordo ancora il mio primo video dove mi scagliavo contro l’ultima gestione Moratti e contro l’allenatore Stramaccioni, si intitolava “Moratti e Stramaccioni, avete rotto il cazzo!”

La forza del personaggio Donato Inglese si basa sulla contraddizione. Hai molti fans e molti hater, il che provoca feroci discussioni dopo ogni video rilasciato. Ma quali pensi che siano i segreti di questo grande seguito?

Io credo che nella vita, in qualsiasi campo, se hai qualità alla fine emergi, penso di essere bravo in quello che faccio. Il Donato Inglese youtuber è chiaramente un personaggio esagerato, ma credo che il segreto principale sia proprio la capacità di sprigionare alcune parti di me che mi caratterizzano da sempre. La simpatia, la genuinità, la grande passione per il calcio e non solo. Cerco di essere sempre sincero e di dire quello che penso; lo dimostra il fatto che in questi anni non ho affrontato soltanto tematiche legate all’Inter o al calcio in generale, ma anche alla politica (le ultime elezioni), agli sprechi della società, alle mode del momento, tutte sballate e spesso senza senso, sempre mantenendo la mia spontaneità e il mio stile politicamente scorretto anche a costo di far arrabbiare qualche fan.

E poi naturalmente, il dialetto foggiano, una parlata che consiglio a tutti quando si vuole esprimere l’incazzatura!

Donato inglese

Sei un tifoso interista ma nonostante il tuo stile scenico e dirompente riesci ad essere molto obiettivo e competente come piace a te definirti. E allora ti chiedo: come giudichi la stagione dell’Inter? E cosa serve per migliorare i risultati di quest’anno?

Io mi definisco un tifoso interista competente. L’Inter rappresenta una seconda pelle per me, sono accanitissimo, ma sono orgoglioso della mia imparzialità, dote che spesso manca a molti miei colleghi youtuber, quasi tutti faziosi e tifosi da stadio. Sicuramente in questo senso mi ha aiutato aver giocato a calcio, il che mi fa apprezzare i gesti tecnici e i grandi campioni a prescindere dai colori della maglia, ma soprattutto l’aver svolto il ruolo di arbitro per molto tempo. Quello dell’arbitro è un lavoro difficilissimo, soprattutto nelle categorie minori, e per svolgerlo l’obiettività è fondamentale.

Per quanto riguarda la stagione dell’Inter il mio voto si aggira tra il 6,5 e il 7. Molto del mio giudizio è influenzato dall’ultima di campionato con la Lazio dove l’Inter ha letteralmente salvato la stagione che senza Champions sarebbe stata fallimentare. Il gioco quest’anno non mi ha convinto, ho criticato parecchio durante l’anno questo aspetto, e senza una buona dose di fortuna non credo che oggi ci ritroveremmo a rigiocare la Coppa Campioni. Questo traguardo però rappresenta un’occasione importante per la società per investire soldi nel mercato e costruire una squadra in grado di migliorare la classifica dell’anno appena trascorso e di non fare figuracce in Champions, altrimenti si ripartirebbe da capo e sarebbe drammatico. Servono campioni, non mezzi giocatori, se non si vuole fare la fine del Milan… Le premesse però non mi sembrano buonissime, visto che sia Cancelo che Rafinha sono molti lontani dal riscatto. Staremo a vedere!

Donato Inglese
Matias Vecino, 26 anni, festeggia il gol decisivo in Lazio Inter che vale l’ingresso in Champions League

Oltre al calcio la tua grande passione e’ la musica, campo in cui hai ottenuto risultati molto importanti. Ce ne parli un po’?

La musica fa parte di me da sempre. Appartengo a una famiglia di musicisti, mio padre si è laureato al Conservatorio e mia madre ci insegna, per la precisione al Conservatorio Umberto Giordano di Foggia. Anche io sono stato travolto da questa passione e possiedo un grande talento. Il mio strumento è il Corno, strumento con il quale ho suonato in molti concerti da solista. A proposito! Il mio prossimo concerto è fissato per giovedì 12 luglio a Foggia. Mi piace molto cantare, altra passione che ho cercato di mixare con quella di YouTube. Nel mio canale inserisco anche i video musicali e in alcuni casi hanno raggiunto le 20mila visualizzazioni. Un conto è farle col calcio, un conto è con la musica…

Donato Inglese

Quali consigli daresti a un giovane che vuole intraprendere un percorso simile al tuo?

La cosa più importante è il divertimento. Bisogna partire da questo e non dalla smania per i risultati e per le visualizzazioni; se i prodotti sono valevoli prima o poi avranno successo. Fare lo Youtuber può sembrare la cosa più facile del mondo ma non è così. È un lavoro fatto di idee, un lavoro in cui sei solo con una telecamera e devi continuamente tirare fuori contenuti. Nel mio piccolo cerco di aiutare i giovani youtuber sponsorizzandoli sul mio canale, ma dipende tutto da loro. La fanbase che posso riuscire a creargli può svanire da un momento all’altra senza una continuità dell’originalità.

Donato Inglese
Mauro Icardi, 25 anni, uno dei principali bersagli di Donato Inglese nei suoi video

In conclusione, il tanto discusso capitolo Icardi. Da sempre hai espresso una profonda antipatia nei suoi confronti, soprattutto tecnica ma non solo. Perché Donato Inglese ce l’ha così tanto il capitano nerazzurro?

Non mi è mai piaciuto come giocatore. È bravo in area di rigore, ma ha sempre bisogno dei compagni per fare gol, non è un Higuain o un Batistuta, che quando le partite non si sbloccano ti fanno gol con una giocata. Non è un campione e non lo sarà mai.

Lo abbiamo preso subito dopo Milito, e inizialmente ero bendisposto. Lo vedevo più mobile e più volenteroso; poi, col passare degli anni, si è sempre più preso la leadership dello spogliatoio, una leadership però che non si vede tanto sul campo, ma più al momento del rinnovo del contratto. Ogni anno chiede un aumento, ma non ha portato trofei a nessuna squadra in cui ha giocato, meno che mai all’Inter.

Io sinceramente, spero che venga ceduto. L’Inter, quella che piace a me, ha bisogno di qualcosa di più, sia come spessore tecnico che morale. Dalle voci di mercato una possibilità di cessione c’è e se così sarà significherà che come al solito avrò avuto ragione, perché tutti i nodi vengono al pettine!

Grazie Donato, in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti futuri!

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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