Giornata mondiale dell’emoji, tutto ciò che c’è da sapere

Giornata mondiale dell’emoji, tutto ciò che c’è da sapere

MONDO – Giornata mondiale dell’emoji; festeggiata il 17 luglio di ogni anno e per quanto sembri una giornata qualsiasi in realtà ha origini importanti e tuttora sta apportando numerose modifiche inclusive.

Avete presente le faccine che mettete sempre su whatsapp o su altri social per rispondere comunicando i vostri sentimenti? ecco, c’è esattamente una giornata dedicata a questo ed ha delle origini importanti e culturali.

Origini

Risalgono a quasi più di 30 anni fa, il loro nome infatti deriva da locuzioni giapponesi di immagine e carattere. La loro storia prende forma in Giappone nel 1997, con i caratteri ASCII che all’inizio venivano rapprensetati in maniera molto meno colorata e statica. Dal 1999 in poi iniziano a prendere forma, fino ad arrivare ai giorni nostri, esattamente nel 2018. Un qualcosa che ha visto la sua evoluzione anche con il cambiamento dei dispositivi elettronici, diventati ormai all’avanguardia e con più contemporaneità.

Venivano infatti definite emoticon ai tempi, fino a cambiare interamente il nome in “emoji”.

La giornata nasce però su iniziativa del fondatore di Emojipedia Jeremy Burge nel 2014.

Inclusività

Le emoji nascono per rappresentare lo stato d’animo della persona che scrive, sia dai sentimenti tristi che da quelli felici. E sebbene le più importanti siano il cuore, la faccina che ride e quella che piange, le emoji hanno visto una loro evoluzione anche nell’inclusione di diverse categorie.

Difatti all’inizio si aveva una versione standard solo con l’emoji dell’uomo, mentre ora si hanno anche le donne. E non solo, nelle professioni si vedono sia donne che uomini, ma anche gli edifici vedono rappresentare le diverse città del mondo.

Insomma, per quanto sembrino banali, le emoji rispecchiano un vero proprio stato d’animo se non addirittura una propria identità per farsi conoscere da chi nel mondo dei social comunica ogni giorno digitalmente.

Diventando così una giornata sicuramente importante nella cultura di massa.

Martina Bassi De Masi
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