ACCADE OGGI – 67° Zecchino d’Oro termina con la finale domenica 1° dicembre. In occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia ho rivolto alcune domande ad Angela Senatore, autrice televisiva che segue tutto il progetto Zecchino d’Oro. Ecco come i diritti dell’infanzia andrebbero sempre rispettati. Lo sanno bene i Frati Minori dell’Antoniano di Bologna, che da più di cinquant’anni attraverso il Piccolo Coro diffondono i valori francescani.
Il 20 novembre si celebra la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia. Sono passati 35 anni da quando, nel 1989, la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è stata approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York. In Italia, la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il documento un paio di anni dopo, nel 1991. Il titolo originale è Convention on the Rights of the Child ma Unicef Italia chiarisce che sarebbe più opportuno tradurre il termine child con “bambino, ragazzo e adolescente”, piuttosto che “fanciullo”.
Considerato il mio amore per la musica, quando ho letto di questa giornata il mio pensiero è volato subito al Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano. Attivo a Bologna sin dal 1963, il gruppo ha sempre attribuito un ruolo centrale ai diritti dei bambini.
Il coro è composto da una cinquantina di elementi dai 4 ai 12 anni, che dal 1995 sono diretti da Sabrina Simoni. A riprova del costante impegno verso l’infanzia, da più di vent’anni il coro è Ambasciatore Unicef.
Negli anni i bambini sono stati ospiti di varie trasmissioni ma l’evento più famoso a cui partecipa ogni anno il Piccolo Coro è il festival dello Zecchino d’Oro.
Dal capoluogo emiliano, grazie a Padre Berardo Rossi, è partita anche l’iniziativa La galassia dell’Antoniano di Bologna, una rete di altre realtà canore, in Italia e non solo, che condividono con lo Zecchino d’Oro lo stesso repertorio.
In occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia ho rivolto alcune domande ad Angela Senatore, autrice televisiva che segue tutto il progetto Zecchino d’Oro, dalla trasmissione su Rai Uno ai cartoni animati ai podcast.

Leggendo la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza emergono vari punti che riguardano il rispetto della persona minorenne. Parliamo di come questi punti sono tenuti in considerazione durante le attività del coro.
Amplierei il discorso a tutti i bambini che, per qualsiasi motivo, si trovino all’Antoniano. C’è un episodio che mi piace ricordare perché è davvero rappresentativo di tutto questo. Serata finale dello Zecchino d’Oro di qualche anno fa. Carlo Conti, presentando un bambino di cinque anni, gli si affianca al microfono e gli chiede: “Ti alzi tu o mi abbasso io?”. Il bambino, con assoluta naturalezza, gli risponde: “Ti abbassi tu!”. E Carlo Conti si abbassa per parlare con lui. Ecco, se per parlare con i bambini bisogna abbassarsi, noi ci abbassiamo volentieri. Che poi vuol dire impegnarci ad essere all’altezza… della loro altezza, no?
Nel documento si invita a far assumere al fanciullo le proprie responsabilità, «in uno spirito di comprensione, di pace, di tolleranza»
Da sempre lo Zecchino d’Oro, attraverso le sue canzoni, promuove i valori della pace, del dialogo, dell’inclusione. Lo fa in maniera accessibile, con le parole dei più piccoli, spesso ricorrendo a personaggi buffi o storie fantastiche. La cultura della cittadinanza attiva, che richiama i giovani alla piena partecipazione alla vita civile, sociale, politica ed economica può nascere anche da questo.
Come affrontate l’uguaglianza fra i generi?
Da parte nostra c’è molta attenzione nella rappresentazione non stereotipata dei generi, tanto nella parte testuale delle canzoni che nella loro declinazione in cartoni animati. Negli ultimi anni lo Zecchino d’Oro sta lavorando in maniera puntuale sull’empowerment femminile. Un processo chiaramente evidente se si studia l’evoluzione dei personaggi femminili e maschili nel nostro repertorio attraverso i decenni.
La convivenza fra varie nazionalità e gruppi etnici diversi: esiste un arricchimento attraverso la musica?
Certamente, la musica è un ponte naturale tra persone con provenienze, storie e lingue diverse. Lo Zecchino d’Oro ha un repertorio di centinaia di canzoni provenienti da ogni parte del mondo.
Come insegnate al fanciullo «il rispetto dei valori nazionali del paese nel quale vive, del paese di cui può essere originario e delle civiltà diverse dalla sua»?
Questi valori si ritrovano in molta parte delle nostre canzoni e il Piccolo Coro dell’Antoniano ha la possibilità di praticarli nei concerti, soprattutto all’estero, che rappresentano una grande occasione di incontro e di scambio con i bambini di altri Paesi.

Un altro punto riguarda la protezione del bambino e il suo benessere…
Abbiamo una policy che impegna chiunque lavori o svolga qualsiasi attività in Antoniano a considerare sempre il benessere dei minori come una priorità, perché la loro dignità sia sempre tutelata e perché tutti siano trattati in maniera equa, senza discriminazioni, a prescindere dal sesso, dalla cultura, dall’appartenenza etnica, dall’età, dalla religione, dall’orientamento sessuale, dalle capacità o da qualsiasi altro fattore o condizione. Questo vale soprattutto per i minori con esigenze speciali o che necessitino di un più elevato livello di assistenza, affinché abbiano le stesse opportunità di tutti gli altri.

Nel documento si parla anche di sviluppare «il rispetto dell’ambiente naturale»: può farmi qualche esempio?
Il tema dell’ambiente è diventato via via più presente nel nostro repertorio a partire dalla metà degli anni Settanta. Oggi, in particolare, un aspetto molto trattato è quello del cambiamento climatico. Penso, per esempio, a canzoni come “L’orso col ghiacciolo” e a “Ci vorrebbe un ventaglio”. Nello stesso tempo, la sostenibilità ambientale è un tema che siamo invitati a praticare concretamente in Antoniano in ogni nostra azione quotidiana.
Fra nove giorni inizia la 67esima edizione dello Zecchino d’Oro: qualche anticipazione? Si svolgerà nel vostro “piccolo Ariston”, come era stato annunciato?
Non ci sarà ancora il nostro nuovo studio televisivo, ma avremo 14 bellissime canzoni e 19 straordinari piccoli interpreti, come sempre accompagnati dal Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni. Ritroveremo anche quest’anno quella splendida circolarità che, in una scena gremita di bambine e di bambini, riesce a creare quella connessione unica tra musica, divertimento e solidarietà. Perché, come diciamo allo Zecchino d’Oro, “la musica può”.
In attesa del festival, che sarà trasmesso nel pomeriggio in diretta su Rai 1 dal 29 novembre al 1° dicembre, un’ultima riflessione.
In un mondo affamato di protagonismo, sin dalla più tenera età, il messaggio trasmesso dallo Zecchino d’Oro è particolarmente prezioso. Quando i riflettori sono puntati su un’unica persona, il rovescio della medaglia è la solitudine. Il Piccolo Coro, invece, promuove valori che si basano sulla fratellanza e sulla gioia di cantare assieme. La musica quindi diventa non più motivo di competizione ma di comunione.
In homepage foto di Marianne Bargiotti per foto MyWhere© per l’articolo Zecchino d’Oro 59: il racconto di un evento senza tempo
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