Collezione Stame-Lanteri, dopo la dispersione, torna a riunirsi, temporaneamente  

Collezione Stame-Lanteri, dopo la dispersione, torna a riunirsi, temporaneamente  

BOLOGNA – Fino al 23 febbraio 2025, la collezione Stame-Lanteri rivive a Palazzo Bentivoglio. La mostra, curata da Tommaso Pasquali, riunisce opere di artisti italiani e internazionali, celebrando il collezionismo d’arte moderna del ‘900.

In Italia la storia intrigantissima e multiforme del collezionismo privato d’arte moderna sviluppatosi nella seconda metà del ‘900 manca ancora di indagini approfondite. L’affronta con notevole merito la mostra curata da Tommaso Pasquali allestita fino al 23 febbraio 2025 nei lussuosi sotterranei di Palazzo Bentivoglio a Bologna. Della collezione Stame-Lanteri, nata e cresciuta proprio al piano nobile dello stesso Palazzo Bentivoglio, i curatori sono riusciti a rintracciare ben 60 opere delle 300 originarie, disperse dopo le ineluttabili divisioni ereditarie. I quadri ritrovati e riuniti di nuovo sotto lo stesso tetto sono capaci di riaccendere la scintilla che li ha fatti vivere assieme, dando forma a quel vivace ed elegante paesaggio d’arredo così ammirato in una Bologna che fu. 

collezione Stame Lanteri

La storia

Il notaio Antonio Stame (classe 1909) era uomo coltissimo e dotato di molto spirito, un intellettuale impegnato, engagé si diceva. Sua passion predominante fu la musica, ma dopo la guerra nel fervore politico e sociale che ne seguì si avvicinò al mondo dell’arte figurativa. La sua bella e ospitale casa, nel più impressionante palazzo tardo rinascimentale di Bologna, si aprì agli intellettuali e agli artisti locali per poi rivolgersi ai pittori internazionali. A consigliarlo, oltre al suo notevole fiuto, ci furono critici straordinari come Francesco Arcangeli e il giovane Renato Barilli.

collezione Stame Lanteri

Ruolo importantissimo giocarono le migliori gallerie d’arte moderna da Milano a Roma, da Bologna a Parigi. Prima fra tutte la galleria di Arturo Schwarz di Milano che fin dagli inizi indirizzò il suo istinto. Da perfetto notaio qual era Antonio Stame registrava con accuratezza la provenienza, il costo, i pagamenti, i luoghi e le date di tutti i suoi acquisti. E il catalogo della mostra li pubblica con cura, cosa interessantissima, ma assai rara da leggere. 

collezione Stame Lanteri

A quei tempi i veri collezionisti d’arte, antica e moderna, erano mossi dalla passione interiore, dalla sedimentata cultura personale e dal divertimento di sorprendersi sempre con nuovi incontri, agevolati e proposti dal lavoro espositivo delle gallerie private. Era il benemerito collezionismo della borghesia illuminata d’Italia (anche se di provincia). Negli ultimi decenni si è affermato il ruolo del consulente artistico che interpreta l’interesse per l’arte soprattutto come investimento finanziario. Affari redditizi con l’arte se ne sono fatti fin dalla notte dei tempi e anche con pochi scrupoli. Ma è dagli Anni Ottanta che possedere arte è diventato uno status symbol per le grandi aziende e i loro manager.

collezione Stame Lanteri

L’evoluzione della collezione Stame-Lanteri

Da allora le banche d’investimento, i fondi hanno cominciato a trattare le opere d’arte come fossero azioni di borsa, e tanti capolavori sono finiti segregati nei caveaux. Tutt’altro clima nelle sale di casa Stame-Lanteri, dove invece facevano bella mostra di se’, e con orgoglio venivano mostrati ai numerosi ospiti. Esiste fortunatamente un curioso documento video dell’appartamento: qualche scena d’interno di uno dei primi film di Giuliano Montaldo Una bella grinta con Renato Salvatori girato a Bologna nel 1965. All’architetto Ferruccio Laviani si deve l’allestimento davvero scenografico: un bianco serico tendaggio drappeggia le pareti delle tre sale della mostra evocando un ricco interno borghese molto Anni Sessanta. 

collezione Stame Lanteri

I curatori si sono impegnati a costruire un percorso critico con un senso stilistico che rende più leggibile l’esposizione a temi. Sfilano i lavori per lo più di un comodo formato da casa moderna: un insolito e altero Christian Schad, Kurt Schwitters, Max Ernest, e una rara opera di Louise Nevelson, e poi i tanti italiani, Afro, Sironi, Ligabue, Morandi, Licini, Savinio, de’ Pisis, Burri, Melotti, Fontana, Pozzati, Manai, De Vita che ritrae la coppia dei collezionisti, divertìti, nel 1967 come in una pala chiara e luminosa, perché vivere circondati d’arte è anche divertente.

collezione Stame Lanteri

Anche il titolo voluto per la mostra Riassunto delle puntate precedenti, tratto da un’opera di Baruchello, invita a pensare alle tappe fondamentali dell’arte moderna occidentale. Però è probabile che le intenzioni dei due collezionisti Vincenzina Lanteri e Antonio Stame, colleghi di professione e compagni di vita, non fossero solo storico artistiche, ma più legate a soddisfare il gusto e il piacere della raccolta di amate opere d’arte. 

collezione Stame Lanteri

 

Riassunto delle puntate precedenti 

La collezione Stame-Lanteri 

A Palazzo Bentivoglio, Bologna 

Aperto sabato e domenica dalle 12 alle 19 

Fino al 23.2.2025 

 

Tutte le foto nell’articolo rispondono al copyright MyWhere©

Silvia Camerini Maj
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