Venezia 2022 a fianco della Biennale. Seconda puntata

Venezia 2022 a fianco della Biennale. Seconda puntata

VENEZIA- Itinerario diviso in tappe per la Biennale Arte 2022 che oltre alle sedi deputate dei Giardini e dell’Arsenale, si sparge in tutta la città, rendendo così visitabili luoghi di solito non aperti al pubblico. 

Biennale di Venezia. Continua il viaggio alla scoperta dell’arte

Venezia- Gallerie dell’Accademia

La collezione più importante e vasta al mondo della eccelsa pittura veneziana dal Trecento all’Ottocento è raccolta nelle Gallerie dell’Accademia, che dal 2015 si sono aperte anche alla grande arte contemporanea internazionale con l’intento di agevolare un dialogo tra il magnifico passato e il presente più significativo.

Gallerie dell’Accademia

In questo ambito fino ad ottobre è protagonista Anish Kapoor una star dell’arte contemporanea mondiale, nato a Mumbai ma formatosi a Londra negli anni Settanta. È un vero mago, un visionario capace di soggiogare la vista e tutti i sensi dello spettatore. Disorientando la percezione sorprende i nostri mezzi di conoscenza fisica, e noi rimaniamo strabiliati come bambini dalle sue invenzioni.

Gallerie dell’Accademia

Vediamo ad esempio un quadrato nero, ma più da vicino e girandogli intorno compare una cuspide di piramide, un passaggio fulmineo alla tridimensionalità. Le forme che ci appaiono non sono in realtà quello che sembrano. E poi protagonista la luce, il bianco candido che convive con il buio più oscuro.

Gallerie dell’Accademia

Addirittura Kapoor usa il materiale più nero che esiste, il nuovissimo Vantablack che è capace di assorbire il 99,9 delle radiazioni luminose. Quello sì che è un total black! Davanti ai nostri occhi le forme si smaterializzano, diventano impalpabili impedendoci di comprendere la reale natura di quello che stiamo osservando. Come una bianca parete è invece, o meglio, è insieme anche un rigonfiamento che dilata l’architettura dello spazio espositivo come un ventre gigantesco. Kapoor ha lavorato molto sul vuoto e sulla perdita del punto di vista ottenuta con un fantastico gioco di superfici riflettenti che fa letteralmente saltare la prospettiva euclidea.

Gallerie dell’Accademia

Poi, colpo di scena, durante il brutto periodo del covid, Kapoor abbandona il rigore, la geometria, il minimalismo e anche un certo misticismo che tutto sottende e letteralmente esplode usando proprio un cannone caricato a cera e silicone. Le violente bordate di materia sparate nell’ambiente della stanza rimandano inesorabilmente ad una terrificante carneficina così attuale in questo nostro mondo disperato. Così la violenza deborda nei suoi effetti più eclatanti: la materia primordiale e ribollente che invade il nostro spazio quotidiano grondando dall’alto come una enorme massa aliena.

Gallerie dell’Accademia

Questo allestimento raggiunge il suo apice nella grande mostra a Palazzo Priuli Venier Manfrin che diventerà sede della sua Fondazione a Venezia. Il Palazzo ha già un denso passato “artistico” perché a fine del Settecento il suo proprietario Girolamo Manfrin, brillante e attivissimo imprenditore del tabacco, con le sue cospicue forze finanziarie fece del suo palazzo un museo eterogeneo con libri e oggetti di archeologia e di scienze naturali, ma soprattutto con una collezione di più di 450 tra dipinti e sculture.

Gallerie dell’Accademia

Manfrin ai suoi straordinari ospiti (Canova, Byron…) poteva mostrare capolavori come La Tempesta, e Il ritratto di vecchia, di Giorgione, il San Giorgio di Mantegna. Dopo molti passaggi di proprietà (è stato perfino una celebre scuola privata), e decenni di abbandono risorgerà per merito di un altro coraggioso ed emozionante visionario.

Gallerie dell’Accademia

Venezia – Spazio culturale Louis Vuitton

Nelle immediate adiacenze di Piazza San Marco dal 2013 è attivo lo Spazio Culturale Louis Vuitton all’ultimo piano del palazzo che ospita il mega negozio L.V.  Sappiamo quanto alla celebre Maison interessi l’arte contemporanea, tanto da commissionare all’archistar Frank O. Gehry un magnifico museo al Bois de Boulogne a Parigi. In occasione dell’attuale Biennale lo spazio veneziano è occupato da un’unica istallazione dell’artista tedesca Katharina Grosse.

Louis Vuitton Venezia

L’artista lavora sempre sul grande grandissimo formato, coinvolgendo tutto lo spazio espositivo dalle pareti al soffitto al pavimento.

Louis Vuitton Venezia

E’ quello che accade anche in questo caso: una enorme unica tela metallizzata rilucente e coloratissima ricopre la lunga superficie della parete e del pavimento ricoprendo come una pelle aderente quello che c’è sotto. Riconosciamo un felice e acuto senso del colore di derivazione informale che invadono lo spazio e creano esperienze visive coinvolgenti.

Louis Vuitton Venezia

Venezia – Palazzo Vendramin Grimani

Dopo un importante e lungo restauro conservativo si apre per la prima volta al pubblico Palazzo Vendramin Grimani con elegante affaccio sul Canal Grande. Dalle primarie forme bizantine la casa fondaco viene trasformata dai Vendramin ai primi del Cinquecento in palazzo rinascimentale, aspetto che mantiene ancor oggi.

Palazzo Vendramin Grimani

Uno sposalizio molto proficuo fu quello con i Grimani dall’Albero d’Oro (l’albero è quello genealogico che è d’oro per la ‘purezza’ e la nobiltà del casato). Nel Settecento nelle sue belle sale si teneva per volontà di Pietro Grimani un vivace salotto culturale frequentato dall’élite cittadina e foresta.

Bosco Sodi in Palazzo Vendramin Grimani

Oggi la Fondazione dell’Albero d’Oro rivendica un ritorno alla sua originaria funzione di salotto culturale con orizzonti internazionali, un crocevia di scambi e di creatività. La residenza storica infatti si prefigge non solo di essere uno spazio espositivo, bensì un luogo in cui gli scambi culturali tra la città e l’estero siano le fondamenta per riscoprire una Venezia insolita, segreta.

Bosco Sodi in Palazzo Vendramin Grimani

Bosco Sodi, artista messicano classe 1970 è stato chiamato dalla Fondazione dell’Albero d’Oro per soggiornare a Palazzo Vendramin Grimani e lavorare meditando sul ricco e vasto ambiente artistico e storico della città. Prendendo lo spunto da un pigmento rosso intenso, di origine messicana, che fin dal Cinquecento venne usato nelle botteghe dei grandi maestri veneziani, l’artista ha plasmato forme inserite poi negli ambienti del palazzo per instaurare un dialogo con quegli spazi storicizzati. Le sue grandi coloratissime opere sono il risultato di un forte gesto creativo sulla materia, dove il progetto sottostà all’improvvisazione.

Bosco Sodi – Working on Oaxaca

Venezia – Galleria Giorgio Franchetti

La Galleria Giorgio Franchetti alla Cà d’Oro è tra i luoghi più belli e raffinati della meravigliosa Venezia. Tanta preservata magnificenza la dobbiamo al barone Franchetti che nel 1894 acquistò la mirabile casa-fondaco tardogotica con l’intento di restaurarla e di farla diventare un museo aperto al pubblico in cui fossero esposte le sue splendide collezioni d’arte.

Lombardo – Lucrezia

Nel 1916 la donò allo Stato che nel 1927 aprì al pubblico quella che tutt’oggi è una delle più belle e preziose collezioni di arte antica in Italia. Ma oltre alla Galleria con tutti i suoi tesori, vogliamo raccomandare la visita all’atrio e alla corte interna con l’affaccio sul Canal Grande.

Bregno-Angelo

Un luogo perfetto e suggestivo che ci riporta in una dimora veneto bizantina. Il mirabile parato musivo del pavimento e delle pareti realizzato con marmi antichi venne voluto dal barone che intendeva rifare i mosaici pavimentali delle antiche basiliche paleocristiane e della Basilica di San Marco. Come è giusto che sia, qui che sono custodite le ceneri di Giorgio Franchetti, sotto un cippo di antico porfido.Entro breve deve iniziare un corposo intervento di restyling degli spazi espositivi che sarà finanziato da Venetian Heritage.

Mantegna – San Sebastiano

Adesso nelle sale del museo è ospitata la mostra 150 anni di scultura a Venezia. Da Donatello a Alessandro Vittoria, 1450-1600. La prima grande mostra dedicata alla scultura a Venezia. Infatti i manuali di storia dell’arte sono soliti prediligere nel capitolo dedicato a Venezia la pittura, quando invece le vicende storico artistiche di quel periodo percorrono le strade della scultura con eccellenti risultati estetici ed espressivi. Un rinnovamento sostanziale alla produzione scultorea veneta e veneziana venne impressa da Donatello che frequentò la laguna in varie occasioni e poi stette a Padova per ben dieci anni.

Donatello – San Lorenzo

Nella seconda metà del Quattrocento gli scultori e architetti Antonio Rizzo e Pietro, Tullio e Antonio Lombardo furono i protagonisti del Rinascimento a Venezia. Impressionante per la varietà e l’acutezza interpretativa sono i ritratti di importanti personaggi della seconda metà del Cinquecento scolpiti da Alessandro Vittoria. Oltre alle sculture della collezione della Cà d’Oro numerosi sono i prestiti provenienti da istituzioni nazionali e internazionali e da diverse collezioni private.

 

Silvia Camerini Maj
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