Due film, due donne a confronto negli anni ’70 e ’80 al di qua e al di la dell’Oceano

Due film, due donne a confronto negli anni ’70 e ’80 al di qua e al di la dell’Oceano

ITALIA – Due film a confronto così come due donne. Abbiamo visto molti film alla Festa del Cinema di Roma, ma questi due film mi hanno colpito per motivi diametralmente opposti. Qui voglio consigliarvi il film The Eyes of Tammy Faye, di Michael Showalter e l’Arminuta di Giuseppe Bonito. Se vi state chiedendo il perché, qui vi racconto le mie impressioni.

I due film di cui voglio parlarvi sono totalmente diversi così come la tipologia delle donne protagoniste. In comune solo gli anni che variano dagli anni ’70 e ’80 ma con Tammy Faye siamo in America invece con l’Arminuta siamo nel nostro Paese.

E’ finita la Festa del Cinema di Roma, dove tra i grandi ospiti e personaggi non abbiamo potuto non notare la presenza femminile massiccia, che ha visto, con la partecipazione di 22 paesi diversi, ben 22 registe donne.

Mi ha colpito molto la storia di Tammy Faye, non la conoscevo e l’interpretazione di Jessica Chastain la rende ancora più veritiera. Tammy Faye fu presa a modello per la sua capacità di coinvolgere le folle e di professare la sua fede, e divenne un modello di moda e costume della società americana.

Festa del Cinema di Roma
Jessica Chastain (credits Festa del Cinema di Roma)

L’incontro di questa giovane e bellissima ragazza, Tammy Faye, con quello che diventerà suo marito il suo mentore, il suo socio, il suo partner nella vita e nel business Jim Bakker, passa attraverso indubbiamente una storia d’amore ma anche attraverso il tradimenti verso quel credo religioso che, a dispetto di tutto, doveva emergere nelle loro trasmissioni. Compassione e gioia nel messaggio di amore, cantato e urlato nelle varie trasmissioni televisive, da Tammy Faye. La telepredicatrice evangelista diventa un simbolo e così si attira tutte le simpatie e l’amore dal prossimo. Ma così sopraggiungono anche le invidie e le calunnie.

Tuttavia a mio avviso emerge un personaggio puro, forte e genuino. Tammy Faye crede e vuole credere non solo nel suo Dio ma anche in questo amore indissolubile verso il marito. Non si può dire altrettanto di lui.

Di Jim Bakker non emerge un personaggio limpido. E’ un uomo piacevole ma arrivista ed arrogante, un esaltato pronto a sfidare il destino in ogni situazione per il Dio denaro. Le irregolarità finanziare emergono insieme agli scandali sessuali, ai tradimenti, all’omosessualità o meglio diremo alla bisessualità di Jim Bakker. Mentre Tammy Faye rimane comunque sempre fedele a se stessa.

Questa coppia, da giovane, bella e speranzosa, da un passato di umili origini diventa una delle coppie d’America più ricche e celebri. La conquista della notorietà grazie alla loro rete televisiva di trasmissioni religiose e al grande seguito di fedeli cristiani che li idolatrano e li seguono in ogni passo della loro vita. Ma tutto l’impero che sono riusciti a costruire pian piano crolla attraverso scandali. Lei non si perde d’animo e i suoi look, che il cinema racconta in modo egregio attraverso il make-up della bellissima attrice Jessica Chastain, ci lascia incantati ma non ci distrae dal personaggio.

Chi è Jessica Chastain?

Un’attrice californiana di 44 anni che annovera già diversi successi nella sua carriera ed in questo film dà veramente se stessa. A parte la grande somiglianza, costruita sicuramente anche grazie a make up artist di eccezione, e la sua capacità di interpretare l’emotività, la sensibilità e l’ingenuità di Tammy, rendono il tutto ancora più godibile.

Ad ogni modo i look, fatto di ricchi ombretti, eyeliner e mascara con enormi ciglia finte, contribuiscono alla costruzione del personaggio sempre un po’ esagerato. I suoi rossetti vivaci, coordinati al manicure, esaltano ancor più la preziosità degli abiti alla moda. Nell’ultima fase Tammy Faye appare più come una drag queen che come una donna di spettacolo ma la sua capacità di coinvolgerci è comunque notevole.

Anche nell’ultima fase della sua vita, dopo lo scioglimento del matrimonio, la fragilità di questa donna, contemporaneamente immensamente forte e determinata nel difendere il suo status e la sua fama, emerge nell’interpretazione veritiera di Jessica Chastain.

Per quanto riguarda l’interpretazione, stessa cosa si può dire per Andrew Garfield nel personaggio di Jim Bakker.

Il regista Michael Showalter commenta così:

Una ricostruzione molto fedele: Jessica Chastain e Andrew Garfield riproducono alla perfezione le pose dei Bakker, fino al più piccolo vezzo. E poi avevamo le nostre macchine da presa per dare un’altra prospettiva, mostrando cioè quel che accade subito prima della trasmissione e subito dopo.

 

L’Arminuta è già nelle sale italiane dal 21 ottobre, il mio consiglio è di non perderlo.

Tutte bravissime le protagoniste. Sono tutte donne, a partire dalle più giovani: l’Arminuta interpretata da Sofia Fiore e la sorellina Adriana interpretata da Carlotta De Leonardis fino alla madre naturale impersonata dall’attrice Vanessa Scalera.

Sofia Fiore (credits Festa del Cinema di Roma)
Sofia Fiore (credits Festa del Cinema di Roma)

Tratto dal romanzo bestseller di Donatella Di Pietrantonio vincitore del Premio Campiello 2017, ambientato nell’estate del 1975, narra di una ragazzina di tredici anni che viene restituita alla famiglia cui non sapeva di appartenere. All’improvviso perde tutto della sua vita precedente: una casa confortevole e l’affetto esclusivo riservato a chi è figlio unico venendo catapultata in un mondo estraneo. L’ambientazione, e la lingua, sono abruzzesi. Infatti già dal significato del titolo, l’Arminuta,  ossia la ritornata in dialetto abruzzese, ai paesaggi che descrivono la povertà rurale, tutto è tracciato con estrema durezza e veridicità.

Il dualismo anche in questa storia è fortemente evidenziato tra il mare e l’entroterra, il romanticismo e la durezza, la modernità e l’arcaicità, il benessere borghese e la povertà rurale. L’Arminuta è figlia di due madri, o forse di nessuna delle due, divise nella vita e nei sentimenti di questa ragazzina adolescente. Il dolore dell’esperienza che la vita le riserva la conduce anche per una nuova scoperta, fatta di dolcezza e bellezza, nonostante tutto. L’amore materno emerge e si confonde, così come sono confusi i due ruoli di madre.

Tutte bravissime, Sofia Fiore nel film è la protagonista, e con il suo manto di capelli rossi e gli occhi espressivi e profondi mette a fuoco dinanzi lo spettatore il racconto tra due madri, due padri, due famiglie, ma soprattutto due mondi diametralmente opposti.

Qui il dualismo vince, per cultura, stato sociale ed economico, che ruota in tutto il film, fino all’emergere dei sentimenti contrapposti.

L' Arminuta Foto MyWhere
Antonio Monda ed il cast de L’ Arminuta in sala. Foto MyWhere

Ritengo che questo terzo film di Giuseppe Bonito lo possa riconoscere tra i migliori registi dell’attuale cinema italiano. E per questo mi piace riportare qui il suo pensiero:

Mi piacerebbe che la narrazione restituisca due cose: lo sguardo dell’Arminuta, e il magma dei sentimenti laceranti che questa storia contiene. Il film affronta una delle paure più profonde di ogni individuo, quella di perdere le persone dalle quali dipende la propria felicità, ed è anche il racconto del contrasto tra il destino e la volontà dell’essere umano.

I protagonisti de L' Arminuta
I protagonisti de L’ Arminuta

Il premio BNL Gruppo BNP Paribas è stato assegnato al regista Giuseppe Bonito per il film L’Arminuta. Qui si è voluto premiare la qualità del lavoro, il coraggio di innovare e sperimentare, il percorso personale e professionale, la capacità di interpretare il presente con uno sguardo sul mondo: un’iniziativa per supportare coloro che, nonostante le limitazioni imposte per la Pandemia da Covid-19, hanno continuato a portare avanti il loro lavoro e le loro attività.

In homepage le protagoniste de L’ Arminuta in sala all’applauso a fine proiezione. Foto MyWhere

Fabiola Cinque

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