BASSANO DEL GRAPPA (VI)- Fino al 21 aprile 2025 la poesia, celebrazione dell’amore, feste alla moda, “case delle illusioni” e salotti intellettuali di Parigi del celebre fotografo del Novecento si possono ammirare al Museo Civico di Bassano del Grappa. I celebri ritratti di Brassaï in questa esposizione che vi consigliamo come piccola fuga romantica di San Valentino e come immersione nella grande arte internazionale.
Una Parigi suggestiva, abitata da amanti e malviventi, con feste alla moda e bordelli. E’ quella ritratta dalle foto di Brassaï, pseudonimo di Gyula Halász (1899- 1984), fotografo ungherese di nascita, ma parigino d’adozione. Guardando l’esposizione sembra di stare dentro la Parigi degli anni Venti, Trenta e Quaranta del Novecento. Si ha la sensazione di essere a Parigi in quell’epoca. Brassaï è uno dei più importanti autori del Novecento e rende immortali e uniche le atmosfere della capitale francese. Con 200 scatti d’epoca, stampati dallo stesso artista, ci si immerge in una città-spettacolo che seduce e rapisce.

La Ville Lumière, con i suoi luoghi e i suoi protagonisti è la musa ispiratrice di Brassaï: ci sono immagini di quartieri operai, monumenti simbolo della città, del mondo della moda, ritratti degli amici artisti e intellettuali, fino ai graffiti e alla vita notturna. Altrettanto straordinaria è la galleria di immagini dei protagonisti di quegli anni leggendari: scrittori, artisti, musicisti, personaggi del mondo della moda e dello spettacolo, ma anche le persone più umili, come i venditori ambulanti e i lavoratori delle Halles che, visti assieme, compongono un ritratto di poetica bellezza.

Nelle sue passeggiate, Brassaï non si limita alla rappresentazione del paesaggio o alle vedute architettoniche, ma si avventura anche in spazi interni più intimi e confinati, dove la società si incontra e si diverte, come ad esempio si può osservare nella bellissima foto “Serata di gala da Maxim’s, 1949”. Brassaï ha ritratto in foto anche Salvador Dalí, Henri Matisse, Jacques Prévert e Pablo Picasso, aprendo le porte dei salotti intellettuali e facendoci partecipare allo straordinario fermento culturale che investì Parigi in quegli anni irripetibili.

Questa mostra è un’occasione unica per immergersi nel mondo sofisticato e nelle atmosfere più autentiche della Parigi della prima metà del Novecento. Brassaï trova nella fotografia il mezzo perfetto con cui affrontare il reale. L’obiettivo è un filtro che gli permette di depurare il mondo che lo circonda dalle convenzioni e dalle consuetudini, trasformando anche l’oggetto più banale in qualcosa di sorprendente: “Se tutto può diventare banale, tutto può ridiventare meraviglioso: che cos’è il banale se non il meraviglioso impoverito dall’abitudine?” afferma infatti l’artista. E questa espressione è scritta anche nella parete di entrata della mostra.

Le sue più celebri immagini, come la serie Parigi di notte e le foto che hanno ispirato la nascente poetica del Surrealismo e quelle della serie Graffiti che hanno precorso la poetica dell’Informale e dell’Art Brut, accompagnate da una selezione di sculture, un arazzo, documenti e oggetti appartenuti all’artista, si snodano in un percorso espositivo di dieci sezioni tematiche.

Brassaï è stato assieme a Henri Cartier-Bresson uno dei padri della fotografia del Novecento, autore di immagini che tutt’oggi identificano nell’immaginario collettivo il volto della capitale dell’arte moderna, Parigi. Pittore, scultore, scrittore dalla formazione cosmopolita, intellettuale a tutto tondo, osservatore curioso, acuto e sensibile, Brassaï sceglie di dedicarsi principalmente alla fotografia attorno al 1929, ovvero solo dopo il suo definitivo trasferimento nella capitale francese.

La mostra “Brassaï. L’occhio di Parigi” è a cura di Philippe Ribeyrolles e Barbara Guidi.
La mostra è visitabile fino al 21 aprile 2025.




