MILANO – A Palazzo Reale una personale di Philippe Halsman, ritrattista di “Life”, fino al 1 Settembre 2024.
Philippe Haslman nasce in Lettonia, muovendo i primi passi, iniziando a scattare la famiglia con la macchina del padre.
Inizia poi a lavorare come fotografo a Parigi, dove la famiglia si trasferisce poco dopo. Suoi lavori appaiono su Vogue, Vu e Voilà.
Dopo un successivo spostamento, sempre a seguito della famiglia, negli Stati Uniti, l’incontro fatale con Salvador Dalì dà l’avvio a un sodalizio, che durerà trentasette anni.

Tra Manhattan e Hollywood, Halsman riesce a ritrarre per la rivista “Life” innumerevoli volti di politici, scienziati e attori tra cui Lauren Bacall, Humphrey Bogart, Bette Davis, Frank Sinatra, Martha Graham, Winston Churchill, J. Paul Sartre, Anna Magnani, Albert Einstein, Brigitte Bardot e tanti altri.

Considerato come uno dei più grandi ritrattisti della storia della fotografia, Halsman è stato capace di lavorare, in introspezione sul soggetto, realizzando immagini raffinate, forti e geniali.
Arrivando a firmare più di 101 copertine di “Life”. E creando ritratti straordinari, per intensità e forza espressiva.
“Ho sempre pensato che la parte più importante di un fotografo fosse la sua mente”
dichiara, del resto, lui stesso. Ed è proprio nel campo del ritratto, che Halsman, darà il meglio di sé, con un’attenzione spasmodica ai personaggi, insieme a una sensibilità e a una capacità di osservazione, che hanno reso uniche le sue immagini.

Intensi i ritratti di coppia, come quelli di Paul Newman e Joanne Woodward, o di Dustin Hoffman e Mia Farrow. Ritratti, dove l’immagine cerca di svelare il segreto e l’alchimia di due persone, che condividono uno spazio di lavoro o di vita
In altre sessioni, Halsman chiede ai suoi soggetti di muoversi e di riempire lo spazio di gesti. Nascono così i ritratti multipli, in sequenza: vere e proprie performance di fronte all’obiettivo. In altre ancora, chiede loro di saltare, dando l’opportunità ai soggetti ritratti, di liberare, con un gesto fisico così forte e improvviso come il jumping, tutta la naturalezza e la sincerità espressiva di cui sono capaci.

La poetica visiva di Halsman riscrive, con autorevolezza, la storia del ritratto fotografico, creando, di volta in volta, le condizioni, affinché l’immagine restituisca la verità del soggetto. Una verità, dove ogni resistenza, ogni timore, ogni pudore scompaiono.
Fino al 1 Settembre 2024
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
Milano
https://www.palazzorealemilano.it/mostre/lampo-di-genio
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